di Massimo Bernardi 13 Luglio 2010

[AGGIORNAMENTO del 14 luglio: Eataly New York apre il 31 agosto]. Se Eataly New York fa così tanto parlare di sé da chiusa ho paura di cosa accadrà dopo, a fine agosto, quando la replica yankee del mercato enogastronomico più grande del mondo aprirà nel solo punto in cui si incontrano la “Quinta” e la “Broadway”, al 200 della Fifth Avenue. Avendo parlato del nascente colosso (7.000 metri quadrati e tipo 20 milioni di invenstimento) più di chiunque altro, allarmato dal tasso crescente di cicaleggio dei giornali e dei blog americani, ho voluto toccare con mano le cose che scrivono. Per lo più si parla di lavoro.

Trecento nuovi assunti lavoreranno nel supermercato e nei 7 ristoranti di Eataly New York, ma come era prevedibile, le richieste di arruolamento sono state molte di più, oltre mille, provenienti da settori diversi compresi alcuni broker di Wall Street che sono appassionati di birra e vogliono cambiare vita. Per selezionare il management Eataly New York ha appena avviato un programma di formazione della durata di 3/6 mesi, si cercano poi altre posizioni: macellai, sommelier, direttori dei ristoranti, alcuni necessariamente italiani (ce lo vedete un mozzarellaro di New York?)

A proposito, visto che come anticipato da Dissapore e confermato dal gran capo, il milionario Oscar Farinetti, Eataly Roma aprirà 14.000 (q-u-a-t-t-o-r-d-i-c-i-m-i-l-a) metri quadri di sede all’Air Terminal di Roma entro marzo 2011, a breve inizierà il recruiting italiano.

Ora, siccome è possibile che per ogni gastrofanatico degno di questo nome lavorare da Eataly resti un’ipotesi di una fighezza superiore, che trascende ogni altra occupazione – tipo Google per uno smanettone – ci chiedevamo che cosa fareste volentieri a Eataly Roma, per quale ruolo sentite di avere i requisiti. Non so, il sommelier, l’addetto agli acquisti, l’incarico per stare sempre appiccicati alle cosette che vi fanno salivare, il general manager di un ristorante, il mastro-birraio, il pasticcere, cosa?

Non sopraccigliate, va da sé che questo non è un annuncio di lavoro, magari eh. Siamo solo curiosi di sapere se l’ipotesi di cambiare vita per lavorare da Eataly aggrada ai lettori di Dissapore.

[Fonte e immagine: Wall Street Journal]