di Giorgia Cannarella 10 Marzo 2012

Caro Lucio ti scrivo: non ci fosse stato quell’ettaro di vigneto a Milo.

Il 7 marzo 2012 alle 11:52 franco commenta:
E si farà l’amore ognuno come gli va/ anche i preti potranno sposarsi/ ma soltanto a una certa età/ e senza grandi disturbi qualcuno sparirà/ saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età.

Il 7 marzo 2012 alle 12:19 Titty commenta:
Credo che alla fine la politica si accorgerà di un cambiamento morale e sociale, per fortuna già in atto, che il popolo stesso richiede. Non tutti siamo religiosi, non siamo tutti cattolici, ma siamo tutti italiani e abbiamo stessi diritti e doveri. Se ne accorgeranno?

Uomini e barbecue: il gastrosexual è un’altra cosa?

Il 9 marzo 2012 alle 12:29 Giuseppe commenta:
Maschio alfa (sedicente tale), che fa una lectio magistralis sulle sue grigliate + maschi beta intorno che danno commenti… + maschi delta-gamma (come il sottoscritto) che si sbronzano e ci provano con le donne single disponibili. Di solito la scena è questa.

Il 9 marzo 2012 alle 08:53 DarioF commenta:
L’homo vulgaris, in pieno agosto ed all’ora di pranzo, si trasforma in homo barbecue sapiens sapiens per: 1) Morire valorosamente 2) La bottiglia di birra o vino bianco ghiacciata che spetta di diritto a chi si sacrifica vicino al braciere ardente. Più che seduzione è una prova di fronte al branco.

La tassa sul junk food piace a 8 italiani su 10. Anzi, la tassa sul junk food non piace a 8 italiani su 10. Poi dice che uno si butta sul junk food.

Il 3 marzo 2012 alle 12:42 Enza Maria commenta:
E’ solo un modo per rimpolpare le tasse dello Stato. Mettere una tassa significa imporre una regola dall’alto. Ognuno deve sentirsi libero, coscientemente, di fare delle scelte in assoluta autonomia, soprattutto riguardo alle abitudini alimentari, che rappresentano la scelta di vita primaria.

Il 5 marzo 2012 alle 09:22 gianluca commenta:
Sono contro la demonizzazione a priori, credo che tutto si riduca a una questione di dosi. Stiamo demonizzando i grassi animali, invece indispensabili per il nostro organismo: il problema non è il loro utilizzo ma il loro abuso.

Il 4 marzo 2012 alle 15:46 MAurizio commenta:
Preparare una merenda “sana” è assai più faticoso (e a volte costoso); tenere a bada il piccolo mentecatto che si dispera per le patatine richiede animo prussiano (e una certa durezza di cuore); basta un nonno o uno zio compiacente perchè ore di “educazione genitoriale” vadano perse.

Prova d’assaggio: patatine fritte.

Il 5 marzo 2012 alle 15:42 Riccardo I. commenta:
Ma dai, le patatine mica sono cibo. E’ liquido amniotico: ogni tanto è necessario tornare a sguazzarci, per dimenticare com’è brutto il mondo là fuori.

La separazione tra Andrea Berton e il ristorante Trussardi alla Scala: il no comment alimenta i pettegolezzi.

Il 6 marzo 2012 alle 18:50 melhadettolippopotamo commenta:
Forse sarà il caso, in tempi di crisi, di aprire il capitolo della sostenibilità economica di un certo tipo di cucina e del concetto di cibo come status symbol, discriminante di classe. Tra McDonald’s e il tre stelle Michelin c’è in mezzo tanta roba che andrebbe riscoperta e aiutata.

La pizza di Gabriele Bonci cara? Quando è giusto indignarsi per l’altrui indignazione.

Il 7 marzo 2012 alle 11:58 Marossi commenta:
Il prezzo delle pizze di Bonci è, a occhio, caro. E io mi sono sempre a occhio, rotto i cosiddetti delle lamentele di chi si indigna dei prezzi, anziché passare oltre. In qualsiasi categoria esiste il ‘gradino dell’eccellenza’, per accedere al quale si oltrepassa la logica matematica di costi e profitti. Unicuique suum.