Nel weekend di Dissapore, il primo dei due episodi della serie “5 errori da non fare” è dedicato ai piselli.
Cotti, crudi, nelle minestre e nelle torte salate, ridotti a purè per un hummus estivo o serviti come semplice contorno, i piselli sono un alimento ricco e versatile. Fateci caso: l’abbinamento è armonioso con i frutti di mare, il riso, le uova e si sposa benissimo con i sapori erbacei di menta e dragoncello.
Inoltre, sotto la dolcezza, nascondono una carica di umami —il quinto gusto—, cioè quell’impressione di sapidità che non dipende dal sale presente negli alimenti ma dalla concentrazione del sapore.
Digeribili e con proprietà diuretiche, i piselli sono ricchi di minerali, vitamine e soprattutto fibre, quindi indicati anche nei casi di stipsi.
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Conosciamoli meglio, i piselli, imparando soprattutto a evitare gli errori più diffusi.
1) Buttare i baccelli
Se vi vede Massimo Bottura vi costringe a seguire una sua lectio magistralis sull’arte del riciclo. Conosciamo bene la storia: aprire il baccello, sgranare, buttare le bucce nella pattumiera.
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Invece, buttare le bucce è un vero errore: usatele per realizzare zuppe, brodi e vellutate. Inoltre, sono indispensabili per i “risi e bisi”, il classico riso veneto dove i baccelli, una volta lessati, ridotti in purè e passati al setaccio, diventano parte integrante del piatto, insieme ai piselli.
2) Considerarli una verdura
E’ vero: sono verdi. Ma il fatto di condividere con la verdura lo stesso colore non è un buon motivo per considerarli al pari di radicchio e spinaci e quindi abbuffarvi senza ritegno.
I piselli infatti sono legumi, proprio come ceci e fagioli, con i quali condividono proprietà nutritive e calorie. Un etto di piselli ne contiene circa 80, all’incirca quelle delle patate e poco meno dei fagioli freschi.
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Non troppe, vero, ma molte di più rispetto alle 15 delle puntarelle o alle 25 dei broccoli. A buon intenditor…..
3) Comprarli troppo maturi
Teneri e dolci appena colti. Duri, fibrosi, e non più dolci quando troppo grandi. Tenetene conto, quando li acquistate: i piselli grandi, molto maturi, tendono a perdere dolcezza e tenerezza rispetto ai piselli raccolti appena nati, e le vostre ricette ne risentiranno.
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Osservate anche la buccia, i baccelli: comprateli quando sono di un verde brillante, turgidi e quando “scrocchiano” quando li rompete con le mani. Se invece sono spenti e mollicci evitate: con la freschezza se ne va anche il sapore.
4) Non sapere come cucinarli
I piselli, soprattutto quelli grandi e meno teneri, richiedono acqua, sia che li sbollentiate prima di usarli nelle vostre ricette, sia che li mettiate direttamente in padella.
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Se avete deciso di non bollirli prima di cucinarli, non dimenticate di inserire comunque nella vostra preparazione un po’ di acqua calda, o brodo, o sugo di pomodoro.
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Cuocendo nel liquido, dopo una decina di minuti, i piselli saranno morbidi pronti per essere gustati.
5) Infischiarsene delle controindicazioni
Soffrite di gotta o di dolori artritici? Evitate il consumo eccessivo di piselli. L’elevato contenuto di purine fa aumentare il livello di acido urico che, quando in eccesso, va a depositarsi sulle articolazioni.
Inoltre, assieme a fave e verbena, i piselli sono da evitare se soffrite di favismo, patologia relativa a un enzima presente nei globuli rossi, la cui attività viene inibita dopo l’assunzione di determinati cibi e che porta alla distruzione di globuli rossi.
E ora, la ricetta. Quella più classica, e anche la più buona.
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Piselli in tegame
— 500 g di piselli freschi sgranati
— 1/2 cipolla
— 100 g di pancetta (facoltativa)
— Brodo caldo (o acqua calda)
— Sale
— Pepe
— 1 noce di burro
— 1 paio di cucchiai di olio
— Erbe a piacere (timo fresco, origano maggiorana, salvia..)
Preparazione:
In un tegame mettete a soffriggere lentamente il burro (renderà più cremosa e saporita preparazione) con un paio di cucchiai di olio, una metà di erbe aromatiche e la mezza cipolla tritata. Se vi piace, aggiungete anche la pancetta tagliata a dadini.
Dopo che il tutto sarà soffritto unite i piselli, salate, fate rosolare qualche minuto poi unite un mestolino di brodo caldo (per non fermare la cottura).
Coprite con un coperchio e fare cuocere per circa 15 minuti, aggiungendo altro brodo caldo se i piselli dovessero asciugarsi troppo (il tempo di cottura varia in funzione della grandezza e della tenerezza dei piselli).
Quando quasi a cottura, togliete il coperchio e fate cuocere ancora per 5 minuti, aggiustando di sale e pepe e aggiungendo la parte restante di erbette.
Servite di contorno oppure condite del riso. Se vi piace, potete anche frullarli e ottenere uno purè da spalmare sul pane o da mangiare a cucchiaiate: altro che avocado…