di Anna Silveri 24 Agosto 2018

Caserta? Una città “anonima, circondata da magazzini e complessi industriali”. Il territorio circostante? Una grande distesa di “sobborghi poco entusiasmanti, quasi del tutto dominati dalla camorra e a volte chiamati “triangolo della morte” ”.

Avete letto alcuni brani della sbrigativa e un po’ offensiva descrizione di Caserta e dell’Agro Aversano tratti dalla guida Italia del Sud e Isole di Feltrinelli, da poco ristampata e scritta da Ros Belford nel 2016 (ma se sono passati due anni da questi giudizi perché nessuno se n’è mai accorto prima?).

Non si salva neanche la Reggia, l’edificio settecentesco progettato dal Vanvitelli per dare al re di Napoli una dimora degna della Reggia di Versailles, che la guida turistica definisce “struttura monotona, dove la dimensione supplisce all’ispirazione artistica”, con “stanza sovraccariche di stucchi e dipinti”.

A Caserta, come comprensibile, si sono risentiti. La polemica di fine estate tra Carlo Marino, sindaco della città, e l’editore Carlo Feltrinelli è aspra e rischia di sconfinare in una pesante causa legale, mentre la Confesercenti locale ha chiesto l’immediato ritiro della guida.

Ma Caserta risponde davvero al brusco identikit schizzato dalla guida Feltrinelli?

Scrive oggi sul Corriere della Sera lo scrittore casertano Antonio Pascale che “si vede, diciamo così, una certa edificazione spontanea poco piacevole per il visitatore non del luogo”, mentre la Reggia è un palazzo/fortezza con tutte le implicazioni architettoniche, ma con un parco “favoloso, gremito di cascate e decorazioni” (copyright del grande architetto e critico Bruno Zevi).

C’è inoltre la questione dell’hinterland, descritto dall’autore della guida come “triangolo della morte”. Poco incoraggiante, è vero, ma certo, come nota Pascale, “nessuno consiglierebbe al visitatore di andare a Casal di Principe a farsi un giro”.

Dopo di che, anonima Caserta non lo è affatto.

Se non altro per la presenza di ristoranti e locali di prim’ordine, alcune tra le migliori pizzerie del mondo, qualche negozio che è diventato un must in fatto di tendenze e moda.

[Le 5 pizzerie migliori di Caserta]

Restando nel nostro –noialtri qui su Dissapore siamo convinti che mangiare bene sia la miglior rivincita– ecco 5 indirizzi per discutere le critiche della guida Feltrinelli, che da soli potrebbero far cambiare idea ai detrattori di Caserta e provincia.

Se ne conoscete altri, contribuite anche voi.

Le Colonne

viale Giulio Douhet 7/9 – tel. 0823 467494

Gli appassionati di mozzarella di bufala trovano nel ristorante della chef stellata Rosanna Marziale di che deliziarsi, il menu celebra il famoso latticino reinterpretandone forme e consistenze, mentre la pasticceria di famiglia è la migliore garanzia per un gran finale all’insegna dei dolci. I sapori sono quelli del Sud, intensi e travolgenti.

[Mozzarella: 8 piatti stellati troppo buoni per dire no]

Per capire cosa intendiamo provate La pizza al contrario e il Filetto di bufalo, ricotta e stracotto.

I Masanielli

Viale Giulio Douhet 11 – tel. 0823 1540786

Una pizzeria con il carattere per essere diversa da tutte, dove la pizza si può definire un prodotto di alta cucina. Uno spazio moderno e organizzato all’ombra della Reggia di Caserta, assemblato dal pizzaiolo guru Francesco Martucci per sostenere un’idea semplice: la pizza più buona che si possa immaginare riprodotta su larga scala.

E pensare che la pizza margherita sta a 5 euro mentre quelle più elaborate, compresa la pizza con il tartufo estivo o il pesce, costano 8,5 euro.

Antica Locanda

piazza della Seta, località San Leucio, tel. 0823 305444

Quasi un trattoria, si mangia in due sale molto caratteristiche separate da un arco in mattoni. Cucina di influenza partenopea, com’è comprensibile, benché un po’ a sorpresa la specialità della casa sia il risotto.

Pepe in Grani

Vico S. Giovanni Battista 3, Caiazzo (CE) – tel. 0823 862718

Pepe in grani, terrazza

Definita la pizzeria “migliore del mondo” da illuminati food writer e guide internazionali, si presenta, in effetti, originale e unica. Con dehors, terrazza panoramica, due camere dotate di ogni comfort, privé, menu degustazione e sommelier: se non è civiltà della pizzeria questa, che cosa mai lo è?

L’impasto della pizzeria di Franco Pepe, a Caiazzo, 30 minuti d’auto dagli sfarzi della Reggia di Caserta, è ancora fatto a mano nelle caratteristiche madie in legno, sempre, anche quando si sfornano 900 pizze al giorno. Pepe in grani è Caiazzo, Caserta, la Campania come vorremmo che fossero Caiazzo, Caserta e la Campania.

Hotel Amadeus

via Verdi 72-76, tel. 0823 352663

Centrale, ristrutturato seguendo lo spirito del palazzo del ‘700 in cui è inserito, è un piccolo albergo confortevole, con camere ben tenute e accessoriate. Una camera doppi si paga 65/75 euro.

[Crediti | Immagine Rosanna Marziale: Diners for Food]