di Nunzia Clemente 11 Gennaio 2017

Sottotraccia o con sorprendenti colpi di scena come nel caso di Amazon Go (senza casse) e Coop (con schermi interattivi per la scelta dei prodotti) i supermercati stanno cambiando.

Una tendenza che si sta vistosamente affermando è la moltiplicazione delle insegne interne dedicate alla ristorazione, cioè la pausa snack durante la spesa.

Per rispondere al calo dei consumi i supermercati ci chiedono di dedicare più tempo alla spesa, non solo garantendo maggiore informazione sui prodotti in vendita, ma aumentando anche l’intrattenimento.

Magari offrendo il wi-fi gratuito, oppure invitandoci a socializzare senza resistere troppo agli improvvisi attacchi di fame.

Una tendenza che cresce a ritmo sostenuto: nel 2016 gli angoli per il consumo di snack spezzafame o piccoli pasti sono aumentati del 4%, con una previsione di incremento degli utili fino a 6,2 miliardi di euro.

Mentre finora in Italia l’abitudine stentava a decollare all’estero è diffusa da tempo, basti pensare ai mall, i giganteschi centri commerciali anglosassoni dove fast food e ristorantini trattengono per ore i clienti dei supermercati.

In Italia sono soprattutto le insegne principali a rincorrere la novità. Si è partiti con l’installazione di sgabelli alti e banconi per il consumo dei prodotti comprati al banco dei freschi. Come succede da Simply-City, insegna del gruppo Auchan.

Conad, all’interno dei punti vendita ‘Sapori&Dintorni’, ha predisposto angoli ristoro per consumare le specialità regionali vendute nei supermercati. Piatti e piattini (compreso il bombamisù dello chef Niko Romito) vengono cucinati in laboratori predisposti all’interno del punto vendita e spesso consegnati ai clienti con tanto di posate e bicchieri, pronti dunque a essere consumati sul posto.

In alcuni punti vendita Sapori&Dintorni c’è anche l’enoteca dove, grazie ai consigli di un sommelier, si possano degustare etichette soprattutto locali.

Carrefour si muove sulla stessa lunghezza d’onda aumentando gli “in-store restaurant” a marchio ‘Terre d’Italia’, la linea specializzata nei prodotti regionali. A questo Carrefour unisce un servizio di consegna a domicilio che, curiosamente, mette la catena francese in competizione con food delivery come Foodora e Deliveroo.

Ripensandoci, più che ai mall anglosassoni, i supermercati italiani sembrano ispirarsi al modello francese. Quello per esempio di Casino Restauration, la prima insegna della Grande Distribuzione transalpina ad aprire piccoli ristoranti all’interno dei punti vendita.

Se l’ipotesi è corretta abituiamoci all’idea di trovare nei supermercati anche dei fast food, come avviene nei grandi magazzini Géant Casino, dov’è possibile consumare pizza, hamburger, fish&chips, e il menu è suddiviso per regioni.

Infine Franprix, del gruppo Carrefour, promuove da molti anni il consumo di prodotti appena comprati mettendo a disposizione dei clienti sgabelli, banconi, distributori e piccole caffetterie per prendere un caffè o una bevanda calda.

[Crediti | Link: ItaliaOggi, Dissapore]