Antonella Clerici ci ricorda che è lei la regina della cucina italiana

Ospite al BSMT di Gianluca Gazzoli, Antonella Clerici dimostra di essere conscia di tutto quello che la cucina televisiva italiana le deve, e ne ha ben donde.

Antonella Clerici ci ricorda che è lei la regina della cucina italiana

Due anni esatti fa, andava in onda la rivincita definitiva di Antonella Clerici, se mai avesse avuto bisogno di averne una. L’intervista dell’aprile 2024 a Belve, il programma più in hype degli ultimi tempi, consegnava alla storia della televisione contemporanea il ritratto di una conduttrice sicura di se, forte delle sue capacità, conscia di quello che aveva fatto per il suo pubblico e per la cucina.

Tutte cose che in fondo non le erano mica state troppo riconosciute, a lei che aveva sempre avuto addosso un certo pregiudizio, come d’altra parte probabilmente devono convivere tutte le donne, tanto più se bionde e prosperose, della televisione italiana. Antonella Clerici con quel pregiudizio c’ha convissuto, anzi c’ha pure scherzato in maniera molto intelligente e autoironica. Così come ha fatto con un certo snobismo che l’ha sempre circondata, che l’ha sempre vista – come disse qualcuno – come una che “sapeva di sugo”: Antonella Clerici in quel sugo c’ha sguazzato, e ha sempre fatto un vanto della sua capacità di essere una lasagna (così avevamo detto noi): nazionalpopolare e buona a detta di tutti.

I successi professionali di Antonella Clerici

 

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D’altra parte, dopo una lunga carriera, sono i suoi successi professionali a parlare per lei, e a mettere a tacere chi la sottovalutava. Come racconta nella nuova intervista al BSMT, il podcast di Gianluca Gazzoli (la cui ultima protagonista, subito dopo Antonella Clerici, è stata Chiara Pavan, a dimostrazione che podcast e cucina non sono mai andati così tanto a braccetto), lei è conscia di quello che ha fatto.

Antonella Clerici: “I cuochi instagrammabili sono pippe” Antonella Clerici: “I cuochi instagrammabili sono pippe”

Lo è oggi, che probabilmente ha acquisito una maggiore sicurezza in se stessa, forte di decenni di carriera e pure di successi niente male (Il suo Festival di Sanremo, nel 2010, fece dei bellissimi numeri, risollevando la manifestazione canora che appena due anni prima aveva fatto il risultato più deludente della sua storia recente). Lo è dopo essersi messa alle spalle la storiaccia del suo programma, La prova del cuoco, che le venne tolto durante la maternità, e che alla fine si è ripresa con le unghie e con i denti, e pure con l’aiuto del suo pubblico che non l’ha abbandonata.

Forte di tutto questo, oggi Antonella Clerici si merita di essere nobilitata, anche da chi la guardava dall’alto verso il basso. E lei lo sa perfettamente.

Quanto la tv della cucina deve ad Antonella Clerici?

Lo dice pure lei, a Gianluca Gazzoli, fuori dai denti. Tutti quegli chef che fanno i milioni in tv, un grazie ad Antonellina Clerici forse dovrebbero renderlo. E non ha torto, la conduttrice. Perché, come racconta al BSMT, fu lei a insistere per fare in Rai un programma di cucina, in un’epoca in cui incredibilmente la televisione italiana non ne aveva uno.

Poi certo, è andata come è andata e la moda della cucina è sfuggita di mano a tutti, prendendo una strada inaspettata e clamorosamente popolare, che probabilmente nessuno aveva previsto, quantomeno non in questi termini. Però, ecco, riconoscere che una come lei (o una come Benedetta Parodi, l’avevamo già detto) sia stata la prima a scommettere su questo segmento, e a convincere il pubblico con un programma televisivo di cucina, è un atto che le dobbiamo, professionalmente.

Ma la cosa bella di Antonella Clerici è che lei, arrivata a questo punto della sua carriera, sembra fregarsene di quello che le dobbiamo, del nostro giudizio, del nostro snobismo nei suoi confronti. Lei sa quello che ha fatto, ne è sicura, e di tutto il resto (dell’essere una donna, del sapere di sugo, dell’essere una mamma, dell’essersi anche esposta politicamente quando andava fatto e di come tutte queste cose in meno siano state un ostacolo alla sua carriera) non gliene frega nulla. E mi sembra che questo sia il risultato più bello che poteva raggiungere.