Il più grande pasticcere 2: resta l’effetto copiancolla

Su Rai2 è tornato "Il più grande pasticciere", il baking talent con Roberto Rinaldini, Luigi Biasetto, Leonardo di Carlo e Iginio Massari come giudici. Non c'è più Caterina Balivo, ma restano i difetti della prima stagione

La prima stagione del baking talent “Il più grande pasticcere”, verrà ricordata più che altro per la bocciatura senza appello del critico televisivo Aldo Grasso, recordman incontrastato dei travasi di bile provocati dalle sue recensioni sul Corriere della Sera alle celebrità della tv, anche quella gastronomica.

Difficile dimenticare la velenosità di quella stroncatura:

“L’aspetto più imbarazzante è che, mentre i giovani pasticcieri sono chiamati all’originalità, al dolce unico e personale, il programma è un maldestro tentativo di imitazione di Bake Off Italia e Masterchef”.

C’era altro. Addirittura c’era da parte di Grasso un richiamo ai vertici aziendali:

“I vertici aziendali hanno cognizione dei palinsesti italiani? Ma se Rai2 si mette a fare (male) il verso a Real Time di cosa si parla quando parliamo di canone e di Servizio pubblico?”.

Trasmessa da Rai2 il martedì non più alle 21:10 ma in seconda serata, la seconda stagione de Il più grande pasticciere, adattamento del format “Qui sera le prochain grand pâtissier”, in onda su France 2, ha perso la la conduttrice: Caterina Balivo.

Scelta traumatica che la Rai ha motivato in due modi, scegliete voi il più convincente: maturazione nel linguaggio del programma, che dato il tema richiede conoscenze specifiche, oppure l’agenda della conduttrice, impegnata nel nuovo adventure game della rete sulla montagna: Monte Bianco.

Roberto rinaldini

Di fatto i conduttori sono gli stessi giudici, i maestri pasticceri Luigi Biasetto, Leonardo Di Carlo e Roberto Rinaldini, con la collaborazione del guru Iginio Massari. Alle prese con giovani professionisti della pasticceria che si cimentano in una gara a base di dolci creativi o tradizionali.

C’è invece una voce femminile fuori campo che introduce e riassume riuscendo quanto meno a sveltire il ritmo rispetto alla stagione passata. Di Caterina Balivo non si sente la mancanza.

Peccato che la personalità dei giudici non riesca a filtrare nemmeno dopo il lavoro di montaggio e postproduzione. Non c’è scampo. Il piglio è sempre burbero, i maestri pasticceri continuano a strapazzare i concorrenti come tanti piccoli Cracco o Bastianich. Niente, da lì non ci si schioda.

Luigi Biasetto

Il nostro amato Luigi Biasetto resta impenetrabile, Leonardo Di Carlo esagera nel fare il piacione, lo sguardo torvo di Roberto Rinaldini ricorda così tanto Cracco/Bastianich che da un momento all’altro si teme il lancio delle torte.

Essere cattivissimi sarà il requisito principale per diventare pasticcieri? In fondo cattivissimo è anche Ernst Knam di Bake Off Italia, ma almeno ha maturato uno stile personale.

Twitstar e telespettatori danno vita a commenti divertenti nella timeline, e alla fine arriva Iginio Massari, giudice delle sfide esterne. La situazione migliora: se nell’accademia il terrore regna sovrano, senza un pizzico d’ironia, il più celebre pasticcere italiano spiega sì, insegna certo, riprende anche, ma con garbo e un filo di umorismo.

Il più grande pasticciere 2

In tutto questo i concorrenti, che si presentano con dei curricula impressionanti e poi sbagliano a fare una crema, un bignè e sono in difficoltà con la pastiera (sarà la tensione), non riescono a spiccare come dovrebbero.

Insomma, non proprio “Il Grande Pasticcione” come l’anno scorso, perché miglioramenti ce ne sono stati, ma nella bulimica tv dei programmi di cucina a tutte le ore Il Grande Pasticcere si perde ancora.

[Crediti | Link: Corriere.it, Dissapore, immagine d’apertura: Vanity Fair]

Ilaria Ceccuzzi Ilaria Ceccuzzi

5 Novembre 2015

commenti (8)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Rinaldini pessimo attore, chiaramente deve recitare la parte del cattivo, ma si vede lontano un miglio che è una farsa.

  2. Avatar Michele ha detto:

    Io che sono un “pasticcere” amatoriale dispiace nel vedere dei grandi professionisti ridursi a copiare Master Chef.La versione francese é stata molto più bella.

    1. Avatar Silvia ha detto:

      Hai ragione.
      Io ho avuto modo di guardare anche “le meuilleur patissier” che è un po’ la versione francese di Bake Off, quindi con dilettanti.
      È terminato mercoledì scorso ed è stato un programma bellissimo.
      Se interessa, mercoledì prossimo ci sarà una puntata dedicata al Natale.
      Chissa, magari riuscirò a trovare qualche buona idea per un dessert diverso dal solito…

  3. Avatar roy caceres ha detto:

    va in onda in prima serata, e a me piace tantissimo.

  4. Il più Grande Pasticcere, sono una Casalinga, seguo Il Programma, giustamente ognuno ha la propria opinione, io esprimo che sia molto intellettuale come programma, mi piace anche il giudizio dei Giudici, forse tra i vari programmi che ho assistito, la serietà rientra in questo budget…Ammesso che ci sia molta severità verso i concorrenti, ma la professionalità e l’esperienza dei Giudici ha una riuscita efficace per i ragazzi….Programma Ben Attento nei dettagli ma soprattutto Alto Livello di Professionalità

  5. Avatar Mcop ha detto:

    Avevo seguito, giusto alcuni mesi fa, l’edizione francese del format (che è quella originale), e mi era piaciuta molto. Le preparazioni dei candidati erano spesso stupende. I concorrenti erano tutti “normali”, il loro comportamento era sempre educato e mai sopra le righe. Mi è capitato poi, giusto sabato scorso, di vedere alcuni minuti della versione italiana. A parte il fatto che trattasi di vera e propria scopiazzatura, e senza dire alcunché sulle preparazioni, mi limito a osservare che molti dei concorrenti più che pasticceri mi sono sembrati aspiranti attori-modelli. Che il comportamento di alcuni tra loro era squallidamente aggressivo e volgare. Litigi durante l’edizione francese non ne ho mai visti. In 15 minuti di versione italiana ho visto 14 minuti di insulti e litigi. Uno schifo.