di Chiara Cajelli 21 Aprile 2019

Il Giappone è ricco di mistero, una terra meravigliosa e piena di magia, antica e moderna allo stesso tempo, con usanze che non si trovano da nessun’altra parte. Nel Paese del Sol Levante è anche comune vedere persone anziane, davvero anzianissime. Quale sarà il loro segreto? Ve lo sveliamo noi: la dieta di Okinawa, il menù per vivere più a lungo. Il DNA non avrà sicuramente nessun peso sulla questione…

Iniziamo con i numeri, il succo della questione: in media, gli abitanti dell’Isola di Okinawa – la più grande isola delle Ryūkyū in Giappone – vivono più di 100 anni e il loro segreto sarebbe un’alimentazione quotidiana che non superi le 1200 calorie. Al bando quindi: sushi, sushi in 3D, gyoza, pasticceria nipponica, ramen, fugu.

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Attività fisica

Okinawa è il luogo originario del Karate, ed è più che uno sport: è una disciplina che molti adottano per stare bene con se stessi e trovare la pace interiore. Il karate è praticato a tutte le età, sia bambini piccoli che anziani, con costanza. Oltre al Karate e al Tai chi, gli abitanti di Okinawa camminano molto e usano quasi esclusivamente la bicicletta anche sulle lunghe distanze.

Verdure

Il consumo di verdure è di vitale importanza nelle priorità alimentari ad Okinawa. Non vi sono particolari limiti nella quantità di questi alimenti, anche se prediligono verdure verdialghe comprese, come la kombu che riduce i gonfiori da leguminose – arancioni e gialle: particolarmente vitaminiche e ricche di carotenoidi e anti ossidanti. Tali fattori contribuiscono a ridurre infiammazioni e a migliorare il sistema immunitario.

Tuberi e legumi

Anche i tuberi e i legumi sono consumati quasi quotidianamente, soprattutto se si parla di patate dolci viola e soia edamame. La soia è consumata anche sottoforma di tofu, miso, natto e salsa.

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Pesce

Il pesce è la fonte proteica animale più consumata in assoluto: fino a quattro volte a settimana, al forno, sulla griglia o in zuppe. I pesci consumati sono autoctoni, essendo Okinawa molto attiva nella pesca: questo è un fattore che incide sulle proprietà nutritive e sulla qualità del pesce.

Tè verde

In ogni momento della giornata: una tazza di tè verde al gelsomino è raccomandata tra un pasto e l’altro, oppure durante i pasti. Il tè verde è noto per le proprietà antiossidanti, ed è facile digerirlo e consumarlo anche di sera data la scarsa percentuale di teina.

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Carne

La carne è un alimento consumato raramente o nelle occasioni speciali, e si predilige quella bianca di maiale. Sicuramente è prevista anche la carne rossa, ma è davvero una rarità.

Cereali

Dei cereali, proprio per cultura giapponese, sono consumati praticamente solo quelli naturalmente senza glutine. Primi fra tutti, indovinate, il riso. Quello integrale e cotto al vapore è considerato da loro il migliore, insieme alla quinoa.

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Latticini

Anche in questo caso, i latticini sono consumati davvero di rado, sempre per cultura del Paese. Le poche volte che si opta per latte o affini, li si preferisce crudi non pastorizzati per non intaccare le proprietà nutritive.

I nostri no

Piuttosto lampanti, oltre alle promesse di questa ennesima dieta che, estrapolata dal contesto naturale, perde di miracoli e si arricchisce “solo” di buon senso:

  • Il DNA mette lo zampino eccome, ma soprattutto si parla di una popolazione abituata da sempre all’alimentazione quotidiana descritta. Se si raggiungessero i cento anni, non sarebbe di certo merito della dieta di Okinawa seguita per 2 settimane a 30 anni;
  • Se ci si fa caso, è sensazionalistico parlare di “dieta”, perché sembrerebbe in tutto e per tutto l’ideale di alimentazione che ogni essere umano dovrebbe di norma seguire;
  • La soia è un alimento base nella cultura giapponese, non della nostra: molte persone sono intolleranti – come la sottoscritta – e bisogna capire se tofu, edamame e latte di soia possano essere consumati spesso.

Una curiosità. La tecnica da mettere in pratica per affrontare la dieta di Okinawa si chiama Hara Hachi Bu: Confucio insegna ad alzarsi da tavola quando si è ancora leggermente affamati, non del tutto sazi. Sarà vero? Tentar non nuoce, al massimo lascia insoddisfatti, con quel languorino.