Dieta di Okinawa, il menù per vivere più a lungo

Il Giappone è ricco di mistero, una terra meravigliosa e piena di magia, antica e moderna allo stesso tempo, con usanze che non si trovano da nessun’altra parte. Nel Paese del Sol Levante è anche comune vedere persone anziane, davvero anzianissime. Quale sarà il loro segreto? Ve lo sveliamo noi: la dieta di Okinawa, il menù per vivere più a lungo. Il DNA non avrà sicuramente nessun peso sulla questione…

Iniziamo con i numeri, il succo della questione: in media, gli abitanti dell’Isola di Okinawa – la più grande isola delle Ryūkyū in Giappone – vivono più di 100 anni e il loro segreto sarebbe un’alimentazione quotidiana che non superi le 1200 calorie. Al bando quindi: sushi, sushi in 3D, gyoza, pasticceria nipponica, ramen, fugu.

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Attività fisica

Okinawa è il luogo originario del Karate, ed è più che uno sport: è una disciplina che molti adottano per stare bene con se stessi e trovare la pace interiore. Il karate è praticato a tutte le età, sia bambini piccoli che anziani, con costanza. Oltre al Karate e al Tai chi, gli abitanti di Okinawa camminano molto e usano quasi esclusivamente la bicicletta anche sulle lunghe distanze.

Verdure

Il consumo di verdure è di vitale importanza nelle priorità alimentari ad Okinawa. Non vi sono particolari limiti nella quantità di questi alimenti, anche se prediligono verdure verdialghe comprese, come la kombu che riduce i gonfiori da leguminose – arancioni e gialle: particolarmente vitaminiche e ricche di carotenoidi e anti ossidanti. Tali fattori contribuiscono a ridurre infiammazioni e a migliorare il sistema immunitario.

Tuberi e legumi

Anche i tuberi e i legumi sono consumati quasi quotidianamente, soprattutto se si parla di patate dolci viola e soia edamame. La soia è consumata anche sottoforma di tofu, miso, natto e salsa.

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Pesce

Il pesce è la fonte proteica animale più consumata in assoluto: fino a quattro volte a settimana, al forno, sulla griglia o in zuppe. I pesci consumati sono autoctoni, essendo Okinawa molto attiva nella pesca: questo è un fattore che incide sulle proprietà nutritive e sulla qualità del pesce.

Tè verde

In ogni momento della giornata: una tazza di tè verde al gelsomino è raccomandata tra un pasto e l’altro, oppure durante i pasti. Il tè verde è noto per le proprietà antiossidanti, ed è facile digerirlo e consumarlo anche di sera data la scarsa percentuale di teina.

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Carne

La carne è un alimento consumato raramente o nelle occasioni speciali, e si predilige quella bianca di maiale. Sicuramente è prevista anche la carne rossa, ma è davvero una rarità.

Cereali

Dei cereali, proprio per cultura giapponese, sono consumati praticamente solo quelli naturalmente senza glutine. Primi fra tutti, indovinate, il riso. Quello integrale e cotto al vapore è considerato da loro il migliore, insieme alla quinoa.

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Latticini

Anche in questo caso, i latticini sono consumati davvero di rado, sempre per cultura del Paese. Le poche volte che si opta per latte o affini, li si preferisce crudi non pastorizzati per non intaccare le proprietà nutritive.

I nostri no

Piuttosto lampanti, oltre alle promesse di questa ennesima dieta che, estrapolata dal contesto naturale, perde di miracoli e si arricchisce “solo” di buon senso:

  • Il DNA mette lo zampino eccome, ma soprattutto si parla di una popolazione abituata da sempre all’alimentazione quotidiana descritta. Se si raggiungessero i cento anni, non sarebbe di certo merito della dieta di Okinawa seguita per 2 settimane a 30 anni;
  • Se ci si fa caso, è sensazionalistico parlare di “dieta”, perché sembrerebbe in tutto e per tutto l’ideale di alimentazione che ogni essere umano dovrebbe di norma seguire;
  • La soia è un alimento base nella cultura giapponese, non della nostra: molte persone sono intolleranti – come la sottoscritta – e bisogna capire se tofu, edamame e latte di soia possano essere consumati spesso.

Una curiosità. La tecnica da mettere in pratica per affrontare la dieta di Okinawa si chiama Hara Hachi Bu: Confucio insegna ad alzarsi da tavola quando si è ancora leggermente affamati, non del tutto sazi. Sarà vero? Tentar non nuoce, al massimo lascia insoddisfatti, con quel languorino.

Avatar Chiara Cajelli

21 Aprile 2019

commenti (1)

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  1. Avatar Mauro ha detto:

    Vengono applicate teorie conosciute, l’invecchiamento è dovuto a fenomeni di ossidazione (come il ferro fa la ruggine quando si ossida anche noi arruginiamo, ma con reazioni che coinvolgono molecole diverse) infiammazione e glicazione.
    Riducendo il numero di queste reazioni, ad esempio assumendo antiossidanti come l’acido ascorbico dovremmo invecchiare meno, vivere più a lungo, ma non è detto che non ci amaleremmo (bisogna parlare anche di qualità, non solo durata della vita).
    Sarebbe interessante vedere il tasso di malattie in queste regioni ricche di ultracentenari come il Butan, dove anche lì seguono diete ipocaloriche.
    La carne, soprattutto quella rossa, fa più danni che altro, la letteratura e le statistiche lo dimostrano, prima ce ne liberiamo meglio è per noi e l’ambiente.
    Si vedano i numeri sui tumori al colon nell’opulento occidente, e quelli nei paesi dove non c’è consumo di carne.

    Il metabolismo si regola ed il corpo si abitua anche a diete ipocaloriche, ma 1200 calorie sono davvero poche.