di Chiara Cajelli 12 Agosto 2019
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Sapevate che esiste una Fondazione Dieta Mediterranea? Io no, l’ho scoperto facendo ricerche su questo argomento. Mi sono affidata, quindi, in primis al sito ufficiale delle fondazione, poi ad altre fonti di cui ben due medico-scientifiche. Esaminiamo bene le caratteristiche e il significato di questa dieta, che non è solo (come pensano in molti) pizza Italia e mandolino ma il risultato degli studi di un appassionato, tanti anni fa.

Quando è nata la dieta mediterranea

Nel 2010, la dieta mediterranea è stata addirittura inclusa nella lista dei patrimoni dell’Umanità da Unesco. Tutto ha inizio però con Ancel Keys, il biologo e fisiologo statunitense – deceduto nel 2004 a cent’anni esatti – che da appassionato di Italia si stabilì nel Cilento (a Pioppi, Pollica) e coniò il termine “dieta mediterranea” proprio basandosi sull’osservazione delle abitudini alimentari della zona. Ne concluse che:

  • la dieta mediterranea è tale perché simile ad altri paesi del mediterraneo: ad esempio Spagna, Marocco, Croazia;
  • tale alimentazione porta enormi benefici e longevità, soprattutto sul piano delle malattie cardiovascolari;
  • la dieta mediterranea ha benefici che altre abitudini alimentari occidentali non hanno

Pilastri della dieta

In sostanza, gli elementi principali su cui si fonda l’unicità della dieta mediterranea sono, secondo Ancel Keys e la Fondazione, 4:

Olio di oliva

I grassi, secondo i nutrizionisti, sono importantissimi in una dieta bilanciata, e non è tanto importante la quantità di grassi ma la qualità degli stessi. L’olio extravergine di oliva, spremuto a freddo, è un grasso buono che fa bene alla salute. Si tratta di un alimento fondamentale, perché favorisce – secondo le fonti che sto consultando- tali benefici:

  • digestione;
  • stimolazione della secrezione del pancreas;
  • la scarsità dell’acidità nello stomaco;
  • l’assorbimento del calcio

Frutta e verdura

Frutta e verdura sono gli elementi principali della dieta mediterranea, più che carne e pesce: difatti moltissime ricette della nostra tradizione sono vegetariane. Qualche esempio? La parmigiana di melanzane, la pasta alla norma, la peperonata, la scarpaccia viareggina…

Pasta e cereali

Macro nutriente antichissimo, che accomuna tutti i popoli del Mediterraneo: pasta, pane, cous cous, bulgur. La dieta mediterranea consiglia di abbinare sempre la pasta con verdure e proteine per diminuire l’impatto glicemico del cereale.

Vino

Il vino è incluso tra gli alimenti caratterizzanti, in qualità di bevanda storica e antica del Mediterraneo e della Magna Grecia. ne parlava già Ippocrate e si attribuivano al vino proprietà miracolose. La comunità scientifica, in realtà, ne ha riconosciute solo alcune: alcune componenti del vino rosso aiuterebbero molto a prevenire problemi cardio vascolari. Di recente, alcuni ricercatori han consigliato il vino rosso agli astronauti.  Per il resto, sempre di alcol si tratta…

Pesce e proteine in genere

Il pesce è la prima proteina animale da tenere in considerazione nella dieta mediterranea, insieme al formaggio: andrebbero consumati, secondo Keys, diverse volte a settimana; la carne – soprattutto quella rossa – invece, una volta sola al mese. Quotidianamente, i legumi.

Benefici

I benefici che in molti sostengono sono effettivamente tanti e importanti. Posto che non si dovrebbe parlare di “dieta” ma di “stile alimentare”, la dieta mediterranea porterebbe:

  • un aumento delle difese per malattie come arterosclerosi e ipertensione;
  • una difesa contro l’ictus;
  • un’integrazione altissima di fibre, vitamine e sali minerali (anche grazie ai cereali);
  • longevità grazie alla grande quantità di alimenti antiossidanti

Menù di esempio

Ecco un esempio di menù quotidiano che rientra nei paletti della dieta mediterranea, tratto da My Personal Trainer. Ribadisco che si tratta di un esempio generale (come sempre, è necessario che l’alimentazione sia settata su ciascuno di noi e non prendendo ad esempio esempi come questo) e che non è una dieta dimagrante ma una dieta suggerita da alcuni per stare meglio in generale (anche qui, il concetto di “star bene” dev’essere personalizzato. La dieta mediterranea prevede un alto consumo di pomodori ad esempio: ebbene io sono intollerante all’istamina e già quelli non potrei mangiarli… per farvi capire):

  • colazione: 200 ml di latte (meglio se di pecora) + 1 frutto con buccia + 50 g di pane integrale;
  • spuntino e merenda: 200 g di frutta + 50 g di pane e 30 g di noci + 50 g di pane;
  • pranzo: 100 g di cereali come mais (polenta) o grano saraceno (minestrone o asciutto) + 100 g di verdure fresche + 50 g di pane + 1 frutto + 120 ml di vino rosso ;
  • cena: 150 g di pesce + 200 g di pomodoro in insalata (olio, origano, aglio) + 50 g di pane + 120 ml di vino rosso

Il paragrafo I nostri no è in questo caso superfluo, dato che – come ad esempio per il digiuno di Veronesi – non si tratta di diete nome e cognome ma di stili di vita o cure mediche che non hanno nessuno scopo preciso né fanno promesse di dimagrimento. Tuttavia, è sempre opportuno indagare e capire se anche le scelte quotidiane fanno per noi, e fanno bene a noi.

commenti (2)

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  1. Avatar Oetzi ha detto:

    “50 g di pane e 30 g di noci + 50 g di pane”, non potevi scrivere 100g di pane? O è un errore…
    Latte di pecora 😀 come se si trovasse ovunque…
    Comunque il menu di esempio è inutile, andrebbe mostrato almeno un piano settimanale, perchè è prevista pure carne nella dieta.