di Chiara Cajelli 27 Gennaio 2021
tipi di latte

Alcune persone non riescono proprio a fare a meno del latte, anche se studi avrebbero dimostrato che di fatto un essere umano adulto non ne abbia proprio bisogno (da qui, tra l’altro, deriverebbe l’alta percentuale di persone intolleranti al lattosio – cosa che dovrebbe risultare più “normale”, date le premesse fatte, rispetto al non esserlo). Scopriamo insieme tutti i tipi di latte, e tuffiamoci in questo affascinante mondo.

Un mondo fatto di suggestioni: l’infanzia, la colazione semplice e sana, la famiglia Mulino Bianco che immerge perfetti biscotti nella tazza, Cleopatra che si fa bella, la mucca al pascolo (quando va bene alla mucca…) etc etc. Lasciamo stare quindi l’inutile dieta del latte, e anche le buonissime bevande vegetali, e leggete quante tipologie di latte possiamo assaggiare e abbiamo a disposizione.

Latte fresco

latte intero
Per latte fresco, a prescindere dalla tipologia – e quindi si può parlare di latte fresco che sia vaccino, di capra o altro – si intende latte pastorizzato e non a lunga conservazione. Nello specifico, il latte è fresco se è sottoposto a un trattamento termico sopra i 40°C ed entro 48 ore dalla mungitura.

Latte crudo

latte pastorizzato

Per latte crudo si intende un prodotto appena munto e non ancora sottoposto ad alcun trattamento termico. In commercio nella GDO non è venduto in quanto contiene una carica batterica rilevante, e necessita di conservazione veramente a breve termine. Il latte crudo è reperibile solitamente presso gli agriturismi ufficiali, che hanno quindi i permessi per venderlo, e indicando sulla confezione che il consuma sia previa bollitura.

Latte in polvere

latte polvere

Per ottenere il latte in polvere si ricorre all’atomizzazione per eliminare l’acqua dal latte condensato, che può essere intero, scremato o parzialmente scremato. Il latte in polvere entra in gioco in diverse situazioni: quello specifico può sostituire il latte materno – e qui può pronunciarsi solamente un medico – mentre il latte in polvere ad uso alimentare aiuta tantissimo chi ama cucinare. Infatti:

  • rende i lievitati molto soffici e saporiti;
  • rende il gelato soffice e voluminoso;
  • nei prodotti a base di cioccolato, aiuta a non coprirne troppo l’aroma

Latte UHT

latte pastorizzato

Abbiamo quindi visto che latte pastorizzato e latte UHT non sono la stessa cosa: il primo è semplice latte fresco, il secondo è latte sottoposto a trattamento termico chiamato Ultra High Temperature. Si parla anche di latte “a lunga conservazione” e non deve essere necessariamente conservato al freddo. Qualunque tipologia di latte di origine animale può essere fresca, oppure UHT.

Latte vaccino

 

Il latte vaccino è di gran lunga il latte più consumato tra quelli di origine animale. Proviene dalla mucca, è delicato di sapore ed è naturalmente dolce. Al latte vaccino sono leganti tanti cliché, che noi vi abbiamo già raccontato, così come trascina con sé sempre l’ombra terribile dello sfruttamento intensivo e del maltrattamento sulle vacche e i loro cuccioli – staccati precocemente dalla mammella per preservare il latte destinato al nostro consumo. Cercate quindi sempre di cercare le origini del latte che bevete.

Latte di capra

 

Il latte di capra – così come i formaggi che ne derivano – ha un sapore davvero molto intenso, anticipato da un profumo deciso che ricorda fieno e terra. Di tutto il latte di origine animale, è quello che contiene meno lattosio.

Latte di bufala

 

Sembra una novità, ma il latte di bufala è l’equivalente delle carote viola o degli gnocchi di patate: se ora è normale vedere carote arancioni e gnocchi ricchi di patate, rimarrete di stucco a sapere che il colore originario delle carote sia il viola e che gli gnocchi nascono senza patate. Idem per il latte di bufala: si tratta del primo latte prodotto tramite allevamento. Non è semplice da produrre, esige norme igieniche molto rigide e difficili da seguire, motivo per cui non così reperibile da noi.

Latte di asina

 

Non ci crederete, ma il latte di asina è quello che in assoluto più si avvicina al latte umano (delle donne): quando, anticamente e soprattutto nella vita rurale, il latte materno veniva a meno, lo si sostituiva con il latte di asina. Si narra anche che Cleopatra, Regina d’Egitto, fosse solita immergersi ogni giorno nel latte di asina per mantenere una pelle perfetta.

Latte di kefir

 

Non è proprio un latte, bensì un prodotto più simile allo yogurt come sapore e consistenza. La storia di questo prodotto è affascinante e antica, fa volare nel Caucaso ed è intrigata da racconti legati ad una spia russa. Può che essere fatto in casa, con alcuni accorgimenti, e ha incredibili proprietà.

Latte di pecora

 

Il latte di pecora è sicuramente un latte più intenso quanto a sapore, piuttosto erbaceo. Può non piacere all’inizio, ma ci si abitua davvero facilmente. Fino a qualche anno fa non era molto comune trovarlo, oggi invece è facile e qualsiasi supermercato mediamente fornito l’ha a disposizione.

Delattosato

 

Come funziona il latte delattosato? Prima di dirvelo, raccomandiamo attenzione: il latte delattosato non sempre è adatto a chi è intollerante al lattosio, in quanto è comunque presente una percentuale di caseina. Si ottiene tramite idrolisi del lattosio mediante l’enzima lattasi. Le proprietà nutrizionali (se il latte di partenza è di qualità) non sono intaccate, ma il sapore cambia leggermente: più dolce, il che può piacere o no.

Parzialmente scremato e scremato

Sul concetto di delattosato ci siamo… ma cosa vuol dire “scremato” o “parzialmente scremato”? Un latte scremato o parzialmente scremato contengono lattosio tanto quanto quello fresco: a cambiare è solo la percentuale di grassi – massimo 0,3% per il latte scremato, massimo 1,8% per il parzialmente scremato. Cambia tutto, e di tanto se si assaggia lo scremato dopo quello intero: più acquoso, più insipido.