Tipi di caffè, quanti ne esistono?

Elogio al caffè: i chicchi dal sapore e profumo inconfondibili che sono diventati un vero e proprio tesoro in tutto il mondo, spesso motivo di disquisizioni e diatribe. C’è chi rivendica paternità del caffè migliore al mondo, in molti (molte Nazioni, addirittura) si proclamano esperti assoluti in materia. L’argomento di oggi è tipi di caffè: quanti ne esistono? Certo, non potrò elencare proprio tutte le varianti, ma mi limiterò alle principali e più conosciute. Chissà, magari prima o poi farò un articolo sulle ricette di caffè nel mondo.

Ultimamente si sta parlando moltissimo del caffè: nelle scorse ore un’inchiesta a Report, di recente è stato presentato il Black Insomnia ovvero il caffè più forte in assoluto, addirittura hanno da poco scoperto il motivo per cui il caffè faccia andare in bagno… di cose da dire, il caffè, ne ha moltissime!

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Della cuccumella

Un sondaggio personalmente condotto su un campione di persone che affermano che il caffè della moka sia l’originale senza ombra di dubbio, ha dimostrato che almeno l’80% non è a conoscenza dell’esistenza della cuccumella. O caffettiera napoletana. Questa è un marchingegno ben più antico della caffettiera moka, e fa ottenere un caffè intenso, ma meno concentrato rispetto a quello con la moka. la cuccumella è composta da due serbatoi e un filtro: il serbatoio pieno d’acqua e a contatto con il fuoco e, al momento giusto, il tutto va capovolto velocemente in modo tale che l’acqua calda filtri nel caffè macinato così da ottenere il caffè (che si raccoglie pian piano nel secondo serbatoio dotato di bocchetta). Buonissimo, e scenografico.

Della moka

Il povero Bialetti, colui che ha reso famosa la moka, è scomparso di recente e ci ha cambiato la vita. Ha anche fatto nascere un luogo comune, un immaginario collettivo legato al caffè e all’italianità. Il borbottio della caffettiera è credo uno dei primi ricordi che si memorizzano e questa è una cosa tutta italiana, anche se con ciò non significa sia la maniera migliore di gustarsi il caffè.

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Caffè espresso

Per caffè espresso intendiamo il caffè fatto con la macchinetta dei bar, macina perlopiù arabica e centro americana, che è raro trovare non amaro o rancido. Il caffè espresso è molto concentrato e non dovrebbe riempire la tazzina oltre la metà. A Napoli si usa servirlo con cremina di zucchero e primo caffè: una miscela spumosa e vellutata, strepitosa.

Americano

Il caffè americano è filtrato, ed è diverso da quello che si beve nei bar qui da noi. Molto lungo, leggero come corpo, rotondo di sapore: le miscele sono realizzare apposta per questo tipo di produzione e bisogna invece diffidare dal caffè americano che consiste in un caffè espresso allungato con acqua bollente. Quello sì che è terribile. Ecco un approfondimento sul caffè pur over, con filtro.

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Starbucks

Che tasto dolente ai più… Starbucks deve imparare da noi, ci invade, ci intossica con il caffè cattivo, fa chiudere i bar genuini. Peccato che l’idea di Starbucks sia nata proprio in Italia negli Anni Ottanta, e la torrefazione aperta a Milano serva un indiscutibile ed eccellente caffè. Poi, certo, c’è a chi piace e a chi non piace ma finiamola qui perché questa polemica non ha il minimo senso.

Con caffettiera a stantuffo

Chiamata anche french press o coffee plunger, non tutti sanno che la caffettiera a stantuffo è stata inventata da un italiano negli Anni Venti: Attilio Calimani. Apprezzata in moltissime zone d’Europa, consente di modulare l’intensità del caffè a proprio piacimento, tramite la pressione dello stantuffo; inoltre, si presta a due metodi di estrazione: a caldo o a freddo, che prevede almeno 12 ore di attesa. Ho scritto caffè freddo? Certo che sì: ecco qualche idea per l’estate.

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Con caffettiera a depressione

O vacuum brewer. Questa caffettiera, composta da due particolari ampolle che fanno molto laboratorio chimico, risale all’Ottocento ed è di origini olandesi. Cito il mio collega: uno dei metodi più spettacolari e d’impatto visivo per l’estrazione del caffè. Possiamo catalogarlo tra i “caffè speciali”, perché particolari o perché tornano in auge dopo il – concedetemelo – monopolio concettuale della moka. Ecco un approfondimento, che spiega molti metodi tra i quali il syphon e l’aeropress.

Tante polemiche: “l’unico caffè è quello napoletano“, “il caffè americano è una sbobba“, “che ne sanno all’estero” e cose così. Tuttavia, la più dolce verità è che non ci sono verità assolute e il caffè migliore rimane per ognuno il preferito, quello che si ama bere al mattino e che riporta nel novero di viventi e pensanti. Inoltre, alla base c’è sempre il caffè macinato in casa, che è una delle gioie della vita.

Avatar Chiara Cajelli

4 Giugno 2019

commenti (2)

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  1. Avatar james ha detto:

    1-“fa chiudere i bar genuini”.. quelli che lei stessa ha tacciato 5 righe più sopra “che è raro trovare non amaro o rancido.”
    2-“Starbucks deve imparare da noi” .. dai bar che fanno il caffè amaro o rancido, immagino…
    3-“finiamola qui perché questa polemica non ha il minimo senso” : signorina, sta facendo tutto lei: canto e controcanto, eh.

    1. Avatar Chiara Cajelli ha detto:

      James. I punti 1 e 2 sono le polemiche che sento dire e scrivere continuamente su Starbucks: ovvero, appunto, che fa chiudere i bar genuini e che deve solo imparare da noi. Non sono le mie polemiche: credo si evinca chiaramente che sono a favore di Starbucks e che non difendo a priori qualcosa solo perché italiana (come ho scritto, la maggior parte dei bar italiani fa caffè cattivi). Il punto 3 conferma i primi due, ovvero è la mia esortazione a non proseguire con i soliti commenti rivolti a Starbucks e al caffè sacro italiano. Temo non abbia letto bene 🙂