Non è meringa, non è macaron, non è un brutto ma buono: dicesi dacquoise una base cardine della pasticceria francese dalla consistenza leggermente croccante fuori e morbida dentro. Alta pochi millimetri, è usata come strato di appoggio per creme e mousse, o come inserto per torte moderne e dolci al cucchiaio stratificati. Oggi vi spieghiamo esattamente cos’è e come si usa, proponendovi le varianti di alcuni dei più grandi maestri pasticceri esistenti o di quelli più in voga al momento.
Fa parte, la dacquoise, di quelle preparazioni di base da conoscere a memoria: non potete sapere quando, ma vi tornerà utile. Un po’ come il pan di Spagna, la marquise, la crema diplomatica e la ganache montata.
Cos’è la dacquoise
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Questo squisito termine dall’allure raffinato prende il nome dalla cittadina francese Dax ed è composta da 3 ingredienti fondamentali (escluse le varianti, ovviamente):
- Zucchero a velo in genere;
- Albumi a temperatura ambiente;
- Farina di mandorle oppure farina di nocciole.
Nulla di più. Se le proporzioni possono cambiare, il procedimento generalmente è sempre lo stesso: montare gli albumi poco alla volta con metà dose di zucchero e non a neve fermissima, unire a parte le polveri con il rimanente zucchero e incorporare questo composto a mano negli albumi montati. Si trasferisce la dacquoise in una sac à poche per spremerla piatta su una piastra, e si cuoce con modalità che variano da ricetta a ricetta.
Le dacquoise dei pasticceri
Iginio Massari – in procinto di aprire una pasticceria a Verona – prevede l’aggiunta di vaniglia e, soprattutto, due cotture a temperature diverse: la prima di 4 minuti a 200°C e la seconda di 6 minuti a 180°C. Il pasticcere più televisivo di questo periodo, Damiano Carrara – attualmente uno di quattro giudici a Bake Off Italia – monta gli albumi con pochissimo zucchero, e cuoce per oltre 25 minuti a 180°C. Infine Montersino, che all’equazione solita aggiunge farina di riso oltre alla farina di mandorle, e cuoce anche lui a 180°C ma per massimo 15 minuti.
Come aromatizzarla
Potete certamente fare una dacquoise alternativa, usando un altro frutto secco in farina (pistacchio, ad esempio) e incorporando anche poco cacao amaro. Se non vi piace la vaniglia, allora potete optare per:
- Caffè macinato;
- Scorza di limone e altri agrumi
In questo caso, tuttavia, vale ciò che vale per la meringa: questi aromi rilasciano oli e non vanno quindi incorporati all’impasto, bensì semmai in superficie appena prima di infornarlo.
Tutti gli usi della dacquoise
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La dacquoise costituisce la parte solida di una ricetta laddove solitamente ci sono pan di Spagna, biscuit o meringa vera e propria: è semplicemente un’alternativa, da scegliere in base al risultato finale desiderato. La dacquoise è delicata da essere tagliata anche con un cucchiaino, ma resiste persino al taglio per una fetta; è decisamente più dolce rispetto ad altre soluzioni, ma è anche particolarmente elegante e d’effetto.
Per cremosi, dolci al cucchiaio e bicchierini stratificati
Un disco di dacquoise può fare da base d’appoggio per una composizione di cremosi, o gelato, o panna cotta. Potete usarla anche come alternativa ai savoiardi nel tiramisù, oppure alternandola ad essi.
Nelle torte moderne
Le torte moderne sono composte da almeno 5-6 elementi tra morbidi come mousse e namelake, inserti come gelèe e croccanti, basi e glasse. Ecco, la dacquoise è spesso inserto o base in questa dinamica, perché non appesantisce e non ha una consistenza spugnosa che spezzerebbe la morbidezza d’insieme.
Come “torta” di per sè
Due o più dischi di dacquoise separati da panna montata o creme, ma anche gelato – dato che la dacquoise si presta anche al congelamento – costituiscono un’elegante torta dall’aspetto retro.