di Chiara Cajelli 12 Novembre 2019
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Sto scrivendo questo articolo all’ora di pranzo e non credo sia stata un’ottima idea: come si fa a non avere l’acquolina quando si parla di formaggi? Come se non bastasse, dei 10 tipi più famosi al mondo o di quelli da assaggiare almeno una volta nella vita. E facciamolo, quindi, questo elenco che – lo specifico – non è una classifica né l’elogio dei formaggi qualitativamente migliori.

1. Stichelton – Inghilterra

Si tratta di un blue cheese, ed è prodotto in Inghilterra con latte vaccino crudo di animali che si nutrono esclusivamente di erba autoctona. Per questo motivo è erborinato, in più è intenso e con sentori piccanti. La pasta è giallastra e semi dura, come un gorgonzola stagionato. Chiamato blue cheese per le venature mature al cuore, tendenti al grigio-blu.

2. Cheddar – Inghilterra

Il cheddar è erroneamente considerato un'”americanata”… perché generalmente lo si trova (in surrogato) nei panini da fast food. Si tratta tuttavia di un formaggio tipico inglese (tant’è che Cheddar è una cittadina del Somerset) e lo si riconosce perché di un color zucca molto acceso (grazie al colorante naturale annatto), come acceso è anche l’aroma in base alla stagionatura. La consistenza è grassa e pastosa, molto saporito. Provatelo nella nostra ricetta delle patate Hasselback (o a fisarmonica).

3. Bunost – Norvegia

Non è burro, non è formaggio: è un prodotto meravigliosamente buono e davvero unico al mondo. La consistenza è cremosa ma molto compatta (come burro freddo), si presenta dentro e fuori con un color caramello caratteristico (Brunost significa letteralmente, infatti, “formaggio marrone“) e il sapore è molto dolce grazie al procedimento di realizzazione. Si usa infatti il siero di latte di capra bollito, che caramella gli zuccheri del latte conferendo aroma e sfumatura. Lo si spalma sul pane ed è spesso consumato anche a colazione accanto a prodotti dolciari.

4. Gorgonzola – Italia

Il gorgonzola è il tipico formaggio del Nord Italia che conquista sempre tutti tanto è particolare. La particolarità del gorgonzola è la presenza di muffe che ne cambiano colore, consistenza, profumo e sapore: queste sono ben visibili sia all’esterno della forma che all’interno, e si accentuano con la stagionatura del formaggio. Proprio grazie a muffe e stagionatura, il gorgonzola arriva ad uno stadio praticamente privo di lattosio.

5. Roncal – Spagna

Il Roncal è un formaggio spagnolo (Navarra) con base latte di pecora, molto grasso e dalla pasta grassa e compatta. Il sapore è intenso e tendente al piccante. Lo si conosce anche come “figlio dei Pirenei” ed è un formaggio amatissimo soprattutto al naturale.

6. Groviera – Svizzera

Originario del Canton Friburgo, in Svizzera, è spesso confuso con l’Emmentaler per il colore e la presenza dei caratteristici “buchi” nella pasta interna (occhiatura). Questo equivoco è soprattutto italiano, dove chiamiamo “groviera” proprio l’Emmentaler. Per non sbagliare, chiedere del Gruyère. Si tratta di un formaggio antico, di vacca e a pasta pressata, dal sapore burroso e spiccato più intenso con la stagionatura.

7. Brie – Francia

Il formaggio brie si riconosce ad occhi chiusi tanto è peculiare e saporito. Sembra l’unione di due formaggi diversi: la crosta esterna è commestibile e dal sapore poco intenso intenso (crosta fiorita), semi dura, mentre il cuore è morbidissimo, cremoso e molto intenso di sapore. Brie è il nome della regione francese da cui proviene questo formaggio che, nelle declinazioni Brie di Meaux e Brie di Melun è protetto da denominazione di origine controllata.

8. Feta – Grecia/Medio Oriente

La feta è un formaggio fresco a pasta dura, dal sapore molto salino (che ricorda a molti il nostrano quartirolo) e che identifica soprattutto la Grecia, dove è un formaggio DOP. Si tratta tuttavia di un formaggio comune a tutto Medio Oriente, piuttosto antico, prodotto con latte di pecora (80%) e di capra (20%). In commercio si trova in panetto – per natura privo di crosta – oppure conservato in salamoia.

9. Puzzone di Moena – Italia

Come non citare il Puzzone di Moena, questo formaggio dall’odore incredibilmente intenso e che ha reso la cittadina in provincia di Trento, una calamita per i turisti gourmet? L’odore che spesso allontana di istinto proviene dalla crosta esterna ed è tendente all’ammoniaca, tuttavia il sapore del formaggio – per quanto intenso – è strepitoso e piacevole: il sapore è dolce, con retrogusto delicato e amarognolo. Questo è un formaggio italiano presidio Slow Food.

10. Philadelphia – Stati Uniti

W la New York cheesecake! Il philadelphia è uno dei formaggi più famosi al mondo, forse uno dei più utilizzati nel quotidiano nonché uno dei più versatili insieme all’italianissima ricotta (che tuttavia non è un formaggio): cremoso, spalmabile, dal sapore unico che si distingue da ogni altro formaggio spalmabile, perfetto in pietanze salate quanto in quelle dolci. Ebbene, è americanissimo: nasce nella seconda metà dell’Ottocento in una latteria di New York, come primo formaggio spalmabile, e arriva in Italia solo nel ’71 diventando immediatamente un successo.

Tranquilli che non ci siamo dimenticati dei moltissimi formaggi italiani che meriterebbero una classifica tutta a parte. Ecco infatti un articolo che li valorizza, regione per regione, Parmigiano e Grana compresi.

commenti (6)

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  1. Avatar Oetzi ha detto:

    Ma siete seri? Come può essere credibile un articolo con questo titolo, quando nella lista manca il Parmigiano e pure il Grana?!

    1. Avatar michele ha detto:

      concordo pienamente con tutti, in Italia abbiamo centinaia di eccellenze.
      poi considerare il Philadelphia un formaggio mha.
      mi fermo qua…DE GUSTIBUS…..

    2. Avatar Chiara Cajelli ha detto:

      Come ben specificato nell’articolo, all’inizio, la classifica riguarda non la qualità ma i formaggi più conosciuti (usati/peculiari). Inoltre, proprio perché sono d’accordo sull’eccellenza del formaggio italiano, in fondo all’articolo ne trovate linkato uno interamente dedicato a loro

  2. Avatar Hamburgese ha detto:

    Lo Stichelton non mi sembra così famoso… piuttosto direi lo Stilton. E il Puzzone di Moena come ha fatto a entrare in classifica? E’ un formaggio poco conosciuto in Italia, figuriamoci nel mondo…
    Infine non viene citato il Parmigiano Reggiano.
    Strana classifica. Probabilmente avete sbagliato titolo. Forse volevate consigliare 10 formaggi e basta.

    1. Avatar Avviatura ha detto:

      Tra l’altro lo Stichelton sta allo Stilton come lo Storico Ribelle sta al Bitto, secondo me: lo Stichelton segue quello che era il precedente disciplinare (latte crudo e non cotto) se non ricordo male.
      In effetti avrei parlato più dello Stilton, ma comunque mancando teste di serie come il Parmigiano Reggiano questa classifica suona quantomeno strana.

    2. Avatar CheshireAri ha detto:

      Vabbè ragazzi, ma ormai è chiarissimo che in ogni articolo di Dissapore sono inseriti errori grossolani/errori di battitura/scelte discutibili/inesattezze al solo scopo di popolare la sezione commenti e generare traffico.
      Basti pensare che sotto ogni articolo di 3 anni fa i commenti erano sempre intorno alla quarantina, ora la maggior parte degli articoli non sono commentati e i pochi commenti che vengono fatti sono quasi esclusivamente di tipo “correttivo”.
      Io proporrei alla redazione di tornare a fare articoli di spessore e smettere di star dietro alle diete del momento, per quello ci sono le webstar, e al ritiro dei prodotti alimentari, per quello c’è il sito del Ministero della Salute, personalmente commenterei molto più volentieri.
      Cheers.