di Giorgia Cannarella 5 Novembre 2013
Eataly Secchia Ovest

Facciamo finta che stiate organizzando un ristorante di 8mila metri quadri per l’Expo 2015 di Milano. E, contemporaneamente, trovando i fondi per una Disneyland del cibo da svariati milioni di euro a Bologna. Oltre a scrivere libri, concedere interviste, appassionarsi alla politica, lottare con la burocrazia, imporre il proprio brand all’estero.

Icomuni mortali come me – e come voi – non riuscirebbero a immaginare di fare nient’altro già da molto. Per mancanza di ambizione, di tempo, o di ansiolitici abbastanza potenti.

Ma noi non ci chiamiamo Oscar Farinetti.

Altrimenti ai due progetti di cui sopra (e a nuovi Eataly in cantiere sia in Italia che nel resto del mondo) ne aggiungeremmo un terzo: ridefinire il concetto di area di servizio, e creare ex abrupto un autogrill dove le specialità gastronomiche del nostro paese siano valorizzate. E intendo valorizzate davvero, non con le piramidi di Toblerone, gli scaffali di Nebbiolo economico e le torrette di salame da sugo.

L’annuncio è arrivato durante la presentazione, al Forum Monzani di Modena, del suo nuovo libro Storie di Coraggio. Insieme a Farinetti sul palco c’erano un paio di sue – ma anche nostre – vecchie conoscenze: Massimo Bottura e Matteo Renzi.

Lo chef modenese aprirà un ristorante nell’Eataly di prossima inaugurazione a Istanbul: a guidarlo, il suo sous chef Yoji Tokuyoshi. “Abbiamo recuperato cento ricette riviste non in chiave nostalgica ma critica” spiega Bottura “Riprenderemo la grandezza dell’Italia e la porteremo nel ristorante Italia di Eataly ad Istanbul”. Se lo dice lui, mi sento di crederci.

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Quanto al sindaco di Firenze, ai tempi delle primarie del PD aveva ottenuto l’appoggio entusiasta di Farinetti. Che sappiamo divertirsi molto a flirtare o, a seconda dei casi, battibeccare, con i politici italiani. Arrivando addirittura a paventare sue proprie candidature.

Ma torniamo a noi. “Abbiamo in mente tutto il progetto: abbiamo partecipato alla gara insieme ad Autogrill, speriamo di vincere, è una gara“. In palio c’è l’affidamento dei servizi di ristorazione dell’area Secchia Ovest, lungo l’A1 tra l’allacciamento A22 e il casello di Modena Nord.

Se lo faccio ve lo dico e venite tutti a inaugurarlo, pagate un poco di pedaggio tra Modena Nord e Modena Sud” ha scherzato con la platea. Che dopo il discorso, si è diligentemente incolonnata per farsi firmare il suo libro.

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A spingere Farinetti verso questa nuova sfida è la convinzione che gli Autogrill siano luoghi dove “non viene promosso a sufficienza il buon cibo italiano e dove chi viaggia si ferma giusto il tempo di un caffè”. E fin qui non possiamo che dargli ragione.

Ma in concreto, cosa possiamo aspettarci di trovare in un’area di servizio made in Farinetti? Agnolotti, panino con il lampredotto e chinotto presidio Slow Food? Non si sa, sicuramente, dice, “niente Coca Cola e Gratta e Vinci”.

Più nel dettaglio non entra. Secondo voi, nel caso vinca la gara (ipotesi non improbabile, conoscendolo), come sarà la prima area di servizio “targata Eataly”? Potremmo dimenticare Rustichelle stantie e croissant irricevibili, caffè da reflusso gastrico immediato e le mozzarelle di plastica nell’insalata?

[Crediti | Link: Dissapore, TmNews. Immagini: TmNews]