Le 10 migliori gelaterie artigianali della Liguria nel 2026

Le gelaterie artigianali che meritano sul mare e nell'entroterra ligure. Le 10 insegne che vi consigliamo dopo aver attraversato la Regione Liguria alla ricerca dei migliori gelati.

Le 10 migliori gelaterie artigianali della Liguria nel 2026
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Regione aspra, la Liguria, tanto nell’orografia quanto nel carattere, così strizzata tra monti e mare e assai poco incline a semplificare la vita di chi voglia attraversarla in cerca di un buon gelato. Tra un’Aurelia trafficata e un’autostrada mai doma, parcheggi impossibili, borghi marinari e deviazioni nell’entroterra, la nostra ricognizione del 2026 restituisce comunque un panorama più movimentato di quanto la sua proverbiale sobrietà lascerebbe supporre.

Nella classifica nazionale il numero non cambia, ma la fisionomia sì: sono ancora cinque le insegne liguri a conquistare un posto tra le cento migliori gelaterie d’Italia, segno che il vertice regionale continua a reggere bene il confronto con il resto del Paese. Non sono però esattamente le stesse cinque dello scorso anno: la maggior parte si conferma, ma una nuova arrivata ha preso il posto dell’insegna che, nel 2025, chiudeva la pattuglia ligure. Più che una rivoluzione, un ricambio misurato, che lascia inalterata la sostanza: la Liguria del gelato non arretra.

È invece la seconda metà della classifica regionale a rinnovarsi quasi per intero: quattro new entries, distribuite tra Genova, Ponente e Levante, conquistano quest’anno un posto tra le migliori. Una gelateria che ha fatto dei fiori eduli una grammatica personale, una piccola bottega di quartiere refrattaria alle mode, una cugina ligure di un’insegna torinese con innesti siciliani e un piccolo laboratorio da asporto alle porte delle Cinque Terre.

La pulizia del libro degli ingredienti resta condizione necessaria, ma non sufficiente. A fare la differenza sono l’equilibrio degli zuccheri, la qualità delle consistenze, la nitidezza aromatica e la capacità di sviluppare un linguaggio riconoscibile. Valorizzare il territorio, del resto, non significa soltanto aggiungere basilico o mantecare con il latte di vacca Cabannina, ma saper restituire in carapina ciò che la Liguria offre, dalla nocciola Misto Chiavari ai fiori eduli del Ponente, dal Chinotto di Savona allo Sciacchetrà delle Cinque Terre.

Nelle migliori gelaterie liguri del 2026 convivono così strade molto diverse: ricerca botanica, infusioni, sorbetti sorprendenti, creme opulente, ricette essenziali e grandi classici eseguiti con rigore. Non tutte cercano l’innovazione a ogni costo, e forse è un bene: alcune alzano la voce, altre conquistano in punta di piedi, ma tutte, in un modo o nell’altro, si fanno ricordare.

Ecco le insegne per cui vale la pena sfidare la viabilità ligure, spin off regionale della classifica delle migliori gelaterie d’Italia. Un progetto sponsorizzato da Sepal Group.

1. Gelatina

gelatina genova

GenovaScegliere cosa mangiare come atto culturale, sociale e politico: è il principio che dal 2017 guida Martina Francesconi nella sua Gelatina, colorata gelateria, caffetteria e libreria gastronomica in via Garibaldi.

Gelatiera di seconda generazione, Francesconi applica lo stesso rigore etico all’intera filiera, dalla provenienza delle materie prime alle condizioni di lavoro, fino alla lotta allo spreco: un impegno che si traduce nell’ottima panera, ottenuta dall’infusione dei fondi di caffè specialty e in proposte estemporanee a base di agrumi ornamentali e frutti “liberi”, raccolti in città prima che vadano dispersi.

Dietro la classifica del gelato 2026 di Dissapore: i criteri di valutazione Dietro la classifica del gelato 2026 di Dissapore: i criteri di valutazione

Il gelato resta naturale, stagionale e di prossimità, con consistenze vellutate e impalpabili. Ai classici, dal fondente cru São Tomé al fior di basilico, si affiancano creazioni meditate e mai decorative come Acamante, con mandorle della Val di Noto, salvia e scorza di limone, e Atena, con zafferano ligure, fiori d’arancio e agrumi.

2. Pachamama

Pachamama, Chiavari (GE)

Chiavari, GE – Pachamama significa “Madre Terra” in quechua: non un vezzo esotico, ma un programma applicato con coerenza da Elena Barone in questa gelateria-caffetteria con dehors sul mare di Chiavari.

Semilavorati al bando (anche i canditi e il burro d’arachidi sono auto-prodotti) e materie prime il più possibile locali, dal latte di vacca Cabannina alla frutta di prossimità, o comunque legate a filiere etiche. La ventina di gusti, con e senza latte, tiene insieme un pubblico da lungomare e una ricerca tutt’altro che scontata: il fondente a base acqua è preparato quest’anno con una massa di cacao monorigine Riserva della Gola proveniente dalla Sierra Leone, segno di una sperimentazione incessante.

L’identità più personale emerge però nei gusti “cucinati” e nelle infusioni: Me.Ma.Me.Ze intreccia mela, malva, melissa e zenzero; Perdincibacche profuma il latte con vaniglia, cardamomo e cannella. Da provare anche Perarrosto, con pera caramellata, nocciole e cioccolato, e lo splendido sorbetto al kumquat.

3. Nughené

nughenè bogliasco

Bogliasco, GE – Centinaia i gusti concepiti in pochi anni, tra ritorni, esperimenti e traiettorie sempre nuove: dal 2020 Diogo Andrade, creativo portoghese oramai di casa a Bogliasco, usa questo elegante borgo affacciato sulla baia come laboratorio di una gelateria “ferocemente indipendente”.

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Creatività vulcanica, ma mai gratuita: ricette brevi, ingredienti naturali, materie prime perlopiù locali e zuccheri contenuti. Accanto a qualche classico ripensato per i palati più prudenti, il banco racconta soprattutto la ricerca di Andrade: sesamo nero, black lime e peperoncino chipotle, insieme a combinazioni che intrecciano curry thai, sommacco, aneto, tè affumicati e persino pesto. Tutti i gusti sono senza glutine.

Oltre al grazioso dehors privato, al di là della strada le panchine pubbliche dominano la spiaggia e la scogliera e, quando il mare lo permette, anche le evoluzioni dei surfisti.

4. 100% Naturale

100% Naturale, Sestri levante e Chiavari (GE)

Sestri Levante e Chiavari, GE – Quasi quarant’anni di attività e, ci pare, nessuna tentazione di adagiarsi sugli allori: dal 1987 a Sestri Levante e dal 2018 anche a Chiavari, Daniela e Luca Pannozzo coniugano rigore e profondità aromatica in un gelato con zuccheri contenuti e un libro degli ingredienti di ammirevole essenzialità.

La cifra distintiva è la nitidezza con cui ogni gusto viene caratterizzato: anche nelle composizioni più articolate, gli ingredienti si distinguono senza sovrapporsi. Serio e accurato il lavoro sul territorio: accanto a limoni, chinotti e basilico compaiono materie prime meno scontate, dalla nocciola Misto Chiavari al fior d’arancio amaro, dall’olio extravergine d’oliva al latte di vacca Cabannina, base di gusti identitari come lo zabaione allo Sciacchetrà delle Cinque Terre o La Ligure, con nocciole e miele locali. Tutti i prodotti, coni e cialde compresi, sono senza glutine; circa un terzo dei gusti è vegano.

5. InSisto

insisto, savona

Savona – Fuori dal Comune per insegna, ma proprio in piazza Sisto IV – sede del Comune di Savona – si trova InSisto, dove il temperamento giocoso di Alessandro Attilio, napoletano trapiantato in Liguria, convive con una serietà crescente nella mantecazione e nella scelta delle materie prime. Piccoli produttori, stagionalità, zuccheri sempre più contenuti e una persistenza aromatica che lascia il segno: il passo, rispetto al passato, appare più sicuro.

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Nel negozio dal leggero stile rétro d’Oltralpe, dedicato all’asporto ma con un servizio al banco competente, convivono classici ripensati – il fiordilatte si arricchisce di latte di bufala, il fondente trova slancio nel peperoncino – e dolci trasposti in gelato, dalla torta mimosa alla pastiera napoletana, fino alla cheesecake al Roccaverano. Resta centrale il Chinotto di Savona, presidio Slow Food, in equilibrio tra dolcezza, acidità e nota amarognola: un gusto identitario che sintetizza la direzione, creativa ma sempre più nitida, della gelateria.

6. Perlecò

perlecò gelateria

Albenga e Alassio – SV – Perlecò, che in dialetto locale vuol dire “leccarsi i baffi”, ha aperto il 25 aprile 2015 ad Alassio, in una sede diversa da quella attuale sul lungomare, e oggi conta anche un punto vendita nel centro storico di Albenga.

L’anima del progetto è Aldo De Michelis, con la moglie Emanuela Baudana e i figli: a loro si deve una lettura del territorio giocata non soltanto su frutta e latte, ma su fiori eduli, petali ed erbe aromatiche. In una Riviera di Ponente storicamente vocata alla floricoltura, Perlecò ha costruito una firma riconoscibile: non un gelato ai fiori, ma un gelato di fiori, nel quale lavanda di Imperia, sambuco, nasturzio di Albenga o begonia di Alassio restituiscono profumi e suggestioni del paesaggio ligure. I gusti cambiano spesso e i classici, ben eseguiti, si affiancano a una ricerca botanica curiosa e coerente. Ad Alassio, qualche tavolino all’aperto completa un’esperienza quasi pieds dans l’eau.

7. Capriccio

gelateria capriccio genova

Genova – Niente apparenza, ma molta sostanza: a due passi da piazza De Ferrari, Capriccio è dal 1990 la piccola gelateria di quartiere di Germana e Alberto Monfrini, dall’immagine un po’ fané ed estranea alle estetiche levigate della gelateria artigianale contemporanea.

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La clientela si è formata attraverso il passaparola e consolidata grazie alla fedeltà, mentre in laboratorio si lavora con materie prime di alta qualità. Accanto ai classici – dalla panera al cioccolato tradizionale, cui si affianca la ben più rara versione di Modica – la firma più riconoscibile è il lavoro diretto su fiori e frutta di stagione: molti gusti appaiono e scompaiono al banco seguendo disponibilità botanica e maturazione.

La begonia restituisce interessati note vegetali e lievemente acidule; ancora più riuscito è Provence, sorbetto al cassis e lavanda proposto in primavera che sprigiona una sorprendente intensità balsamica e floreale. Il tenore zuccherino è talvolta generoso, ma le caratterizzazioni restano nette e persistenti. Un vero underdog del sottozero: personale, sincero e refrattario alle mode.

8. Gelateria Popolare

Gelateria Popolare

Loano, SV – Nel cuore del centro storico di Loano, in una piazzetta appartata dai flussi del lungomare, Gelateria Popolare accoglie in un’ampia veranda arredata con mobili rétro. Cugina ligure dell’omonima insegna torinese, alla cui scuola si è formata prima di percorrere una strada autonoma, ne conserva l’idea di un gelato naturale e senza complicazioni: libro degli ingredienti pulito, pochi gusti, caratterizzazioni nitide e consistenze vellutate.

Il repertorio privilegia i classici e conserva una marcata anima siciliana, che attraversa granite, brioche e cannoli e riaffiora anche nel gelato, tra ricotta, mandorla, pistacchio, agrumi e richiami panteschi. Qualche svolazzo creativo, dalla Mennulara al Trinacria, movimenta un banco contenuto e senza fuochi d’artificio, ma centrato, coerente e di esecuzione sicura.

9. Cremeria Garibaldi

cremeria garibaldi

Levanto, SP – Cremeria Garibaldi è una piccola gelateria da asporto nel centro storico di Levanto, con una selezione curata e un lavoro attento sugli ingredienti. A definire la gelateria sono soprattutto le basi latte: opulente, dense e setose, ma sempre eleganti, come la crema alla vaniglia del Madagascar e il pistacchio. Ottimi anche i sorbetti, nitidi e ben caratterizzati, dal limone e basilico al maracuja. L’offerta è misurata, ma concede deviazioni ben pensate, come la ricotta di Varese Ligure con arance candite e cioccolato o il latte con visciole di Cantiano.

Interessante anche la ricerca sui cacao monorigine, esemplificata dal fondente Apurímac Perù 100%, ottenuto da un ibrido di Trinitario peruviano. Un banco compatto, tecnicamente solido, che si distingue soprattutto per la qualità delle texture e la precisione aromatica.

10. Gelateria Pastorino

gelateria pastorino
Calice Ligure, SV – Non lontano dalla chiassosa Riviera, il borgo di Calice Ligure conserva ancora oggi un passo lento e raccolto: il placido torrente, gli orti silenziosi e le antiche piazzette sembrano ammantare l’intero paese di una quieta sobrietà.

All’incantesimo non sfugge ovviamente la gelateria locale, dal 1942 nelle mani della famiglia Pastorino. In un’epoca di gusti urlati e concepiti per stupire, la storica insegna percorre infatti la strada opposta: lasciare parlare il prodotto senza mai alzare la voce, lavorare per sottrazione e non per ostentazione. Al primo assaggio si può persino restare spiazzati dalla misura; basta però un istante perché gli aromi si schiudano con eleganza e profondità, in un crescendo lento ma imponente.

Selezione curatissima delle materie prime e stagionalità caratterizzano la ventina di gusti, tra creme e sorbetti, custoditi nei pozzetti del bancone d’epoca. Il repertorio è soprattutto classico, ma viene eseguito – tutto – con invidiabile precisione: consistenze setose, caratterizzazioni definite e temperature perfette rivelano una mano magistrale.

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