- 1. Michel
- 2. Savà
- 3. Chiara Spalluto
- 4. Gelateria G&CO
- 5. Mokambo Gelateria
- 6. StéFrisk
- 7. Rocco Naviglio
- 8. Latteria del Ringo
- 9. Gelateria Fisotti
- 10. Gelida Voglia
- 11. Baldo Gelato
- 12. Nonno Ciccio
- 13. Scoop
- 14. Pina Gel
- 15. Alexart Gelateria
- 16. Saben
- 17. Cenzino
- 18. Gabrielino
- 19. Amado Mio
- 20. Sacro Gusto
- 21. Pasticceria Caffetteria La Gioia
Il gelato artigianale della Puglia sta vivendo una stagione di grande maturità, grazie a una nuova generazione di gelatieri che ha scelto di raccontare il territorio attraverso ingredienti agricoli, tecniche contemporanee e una crescente attenzione alla filiera.
Una regione di aree nette ed identirarie: Gargano, Tavoliere, Murgia, Valle d’Itria, Salento e Arco Ionico, ciascuna con un proprio linguaggio gastronomico che influenza inevitabilmente anche la coppetta.
L’olio non è più solo un prodotto, ma un ingrediente tecnico capace di migliorare struttura, scioglievolezza e persistenza aromatica del gelato, mentre l’utilizzo di pane, pomodoro, burrata, pecorino e ortaggi dimostra slancio creativo in un rapporto contemporaneo tra gelateria e cucina.
La caratteristica più distintiva della gelateria pugliese, forse, è la capacità di innovare senza rinnegare il patrimonio gastronomico locale. Dai gelati ispirati al pasticciotto ai sorbetti di ortaggi, la ricerca non sostituisce la tradizione ma la evolve.
E in questa selezione dedicata alle migliori gelaterie della Puglia questa tendenza spicca eccome: le prime nove sono presenti nella nostra classifica nazionale – sponsorizzata da Sepal Group –
1. Michel
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Peschici (Fg) – Una mente instancabile, in continuo fermento, quella di Michel Draicchio: nel piccolo laboratorio di Peschici, cuore del Parco Nazionale del Gargano, prosegue un lavoro di personale ricerca e sperimentazione nel mondo del gelato, traendo ispirazione dalla straordinaria vegetazione del luogo, trasponendolo in carapina in chiave tecnica.
Racconta di macchia mediterranea il sorbetto a base di limone IGP, a cui si aggiungono in carapina mirto e lentisco estratti a freddo tramite infusione criogenica- per preservarne le componenti più volatili e vegetali – l’olio evo in emulsione, per amplificare persistenza e struttura, e meringa salina in chiusura, in sorprendente equilibrio tra sapidità e contrasto di resine e ritorni salini.
Gioca sul campionato degli spettri amari la crema di latte infuso con ghiande tostate: rimandi lunghissimi di cacao amaro, pane tostato e sottobosco. Un gelato contemporaneo che si muove su un equilibrio sottile, capace di coniugare ricerca e identità.
2. Savà
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Santeramo in Colle (Ba) – Ci troviamo a Santeramo in Colle, parco nazionale dell’Alta Murgia, al confine tra Puglia e Basilicata. Una precisazione doverosa per inquadrare il lavoro di Alex Paciolla: dieci anni di attività che in un laboratorio – fresco di ristrutturazione – lontano circuiti gastronomici più famosi procede a passo spedito tra ricerca ed innovazione.
La scelta delle materie prime privilegia qualità e territorialità, con un forte legame olio, ortaggi e frutta di prossimità che nelle 14 carapine,diventano creme e sorbetti impeccabili per texture e personalità. Lo si percepisce nel puro fiordilatte, arioso e dal soave sentore di erbe spontanee della murgia, nel gusto Sottobosco, a base di more, lamponi, ribes, mirtilli e fragoline, oppure nell’arachide con sale Guerande IGP.
E in un incredibile sorbetto di datterino locale mantecato con grana, olio extravergine e cumble di frisella, che rimanda ad un riuscito pane e pomodoro in coppetta. Non mancano preparazioni più ardite come la crema all’olio evo con pane di Altamura mandorle, nero di seppia e perle di limone o il sorbetto al peperone rosso. Questi ultimi sono proposti al piatto: l’impiattamento non è esercizio estetico, ma strumento per valorizzare la materia prima e trasmettere cultura del gelato gastronomico.
3. Chiara Spalluto
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Casalabate (Le) – Chiara Spalluto guida con fiererezza un ampio laboratorio alle porte del salento improntato su ricerca e sperimentazione: al banco gelati sono proposti con abbinamenti originali che dialogano con la tradizione ed educano il palato all’innovazione.
Oltre che sorbetti e creme si può ordinare un percorso di degustazione di gelato gastronomico, con cui secondo la stagione si può sperimentare ad esempio l’assaggio del delicato sorbetto di datterino giallo. Centrate le creme in texture ed equilibrio: la stracciatella ricca di fondente caramellato è bilanciata dalla pulizia dell’ infusione di cascara.
Più audaci le caratterizzazioni quando si lavorano ingredienti del territorio: la polpa di carruba bio diventa crema setosa e speziata con l’anice e arancia. Un percorso ben avviato verso l’avanguardia del gelato artigianale e gastronomico.
4. Gelateria G&CO
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Tricase (Le) – In uno dei borghi più a sud della Puglia, le sorelle Ricchiuto portano avanti da oltre dieci anni un progetto che unisce rigore tecnico e attenzione quasi maniacale alla filiera. Il gelato nasce da latte di prossimità e ingredienti selezionati con criterio, ma trova la sua identità soprattutto nel legame con il territorio. Accanto alle creme più classiche, trovano spazio frutti, fiori ed erbe spontanee del parco salentino – camomilla, carruba, opuntia, finocchietto selvatico – lavorati in preparazioni setose, nitide, di carattere.
Dalla carruba, che richiama la profondità del cioccolato in chiave più gentile, alle note aromatiche e mediterranee di finocchio e liquirizia, il racconto è coerente e personale. Coni e cialde sono fatti in casa, fragranti fino all’ultima briciola, e per chi vuole completare l’esperienza non manca un’attenzione crescente anche al caffè specialty. Un indirizzo solido e tra i più convincenti del panorama contemporaneo pugliese.
5. Mokambo Gelateria
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Ruvo di Puglia (Ba) – Siamo nel cuore della Murgia barese e in una gelateria di circa 40 metri quadrati con laboratorio a vista spiccano antiche mole utilizzate per macinare le fave di cacao e un banco in legno con nove pozzetti dedicati a creme, stagionali mirate (melacotogna, gelsi) e pochi sorbetti.
Un piccolo spazio dal fascino d’altri tempi, salito agli onori della cronaca gastronomica nell’estate del 2018 per lo “Scettro del Re” – ribattezzato dai giornali il cono da 70 euro – una crema a base di prezioso zafferano di Mashhad, nel nord-est dell’Iran, disponibile su prenotazione e legata a un’esperienza di degustazione di circa due ore in laboratorio, tra assaggi di fave di cacao selezionate tra le oltre trenta varietà della casa.
La produzione è nelle mani di Giuliana Paparella, impeccabile al banco, e di suo zio: insieme, forti di un sapere lungo tre generazioni, nel 2016 hanno riaperto Mokambo con l’intento di valorizzare un territorio fortemente agricolo. Il gelato nasce così da latte appena munto dei pascoli dell’Alta Murgia, uova freschissime di galline allevate all’aperto e pochi altri ingredienti, per dare forma a creme setose e ben bilanciate.
Tra queste, la Crema del Re, elegante e leggera, arricchita da vaniglia della Papua Nuova Guinea dalle sfumature legnose e pepate, e la Nonna Lena, variegata con fichi secchi, mandorla di Ruvo e cioccolato ottenuto da fave crude, tostate e macinate in laboratorio. Il gelato arriva in coni artigianali di ostia o in coppette completate con panna fresca, granella di fave di cacao e amarene. Si esce con la sensazione di aver trovato, più che un esercizio di stile, un approccio rigoroso e coerente nella scelta delle materie prime.
6. StéFrisk
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Bari – StéFrisk (“stai fresco”, in dialetto locale) in meno di un anno ha portato una ventata di freschezza e contemporaneità sulla scena del gelato barese: i due giovani imprenditori di questa allegro e colorato laboratorio posto a pochi passi a piedi dal mastodontico Ateneo, propongono gelato dall’etichetta corta e trasparente. Latte, panna e uova sono locali abbinati ad ingredienti acquistati principalmente al mercato di Santa Scolastica, uno dei più apprezzati in città per selezione di frutta ed ortaggi specie tipici e locali.
Li ritroviamo nel “Fior di Puglia”, una crema setosa e scioglievole a base di burratina di Andria, olio evo, tarallo leccese: le papille saranno divertente dalla sferzata acidula della riduzione di more selvatiche. Ottima la resa della mandorla locale utilizzata nella stessa preparazione sia integrale con la buccia che pelata e tostata in modo da valorizzarne ogni sfaccettatura della frutta secca.
Per il gelato al gusto Lotus si ricostruisce in casa la ricetta del famoso biscottino belga, a cui si aggiunge latte e polvere di cannella per una crema golosa ed evocativa. Godibili i sorbetti: noi ci siamo innamorati di quello al barattiere, il cetriolo tipico locale a cui si aggiunge sale e lime, dissetante ed elegante. Nemmeno sulle brioche li cogliamo impreparati: adatte a tutti vegane e prive di lattosio realizzate con burro di carite e olio di girasole altoleico. Della casa anche le crepes arricchite di gelato del giorno o marmellate di frutta fresca e granella di frutta secca tostata nel proprio laboratorio. E se volete sbalordire ancora le sinapsi, speriamo per voi troviate in carapina il riso cacio e pepe, o la crema al burro e miso.
7. Rocco Naviglio
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Foggia – A due passi dal centro storico del capoluogo della capitanata, Rocco Naviglio guida una gelateria contemporanea improntata a sostenibilità e innovazione. Approccio che si riflette anche nella scelta degli ingredienti che richiama a tradizioni locali: è il caso della “merenda del pastore” – un fiordilatte cremoso con bufala affumicata e taralli, la crema di grano cotto arricchita con melagrano, noci e fondente, goloso e divertente.
Non solo agrumi del Gargano o fragole lucane, anche peperoni e riduzione di vino Nero di Troia per sorbetti ariosi e leggeri. Menzione speciale per il servizio: per ogni gusto si suggerisce se sia meglio gustarlo in cono o coppetta e si propongono abbinamenti, sempre azzeccati. Un indirizzo che coniuga modernità e territorio senza forzature.
8. Latteria del Ringo
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Martina Franca (Ta) – Le sorelle d’Arcangelo si stanno imponendo bene sul panorama del gelato italiano contemporaneo; la lista ingredienti è corta come la distanza delle materie prime tra il laboratorio e le aziende agricole da cui provengono frutta, latte, mandorle olio e pistacchio – quello pugliese – di Spinazzola.
Materie prime si diceva ma anche estro. Nulla è lasciato al caso: vedi il ribes accostato al pepe rosa per allungarne la profondità e l’aromaticità. O la sontuosa crema alla vaniglia a cui si aggiunge l’olio di oliva per aumentarne , se possibile, la setosità e la scioglievolezza al palato.
9. Gelateria Fisotti
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Otranto (Le) – Francesco Fisotti, classe 1986, dj producer e gelataio, è tra gli artigiani più eclettici in cui ci siamo imbattuti lungo lo stivale. Ad Otranto, nel piccolo laboratorio accanto ad una delle piazze più cool del Salento, al grido di “fresh gelato & fonky beats” prepara una ventina di gusti tra gelati e sorbetti, per lo più tradizionali con materie prime di qualità e caratterizzanti, come l’ottimo e profondo cioccolato all’acqua con massa di cacao monorigine Uganda.
Non mancano dediche alla “cupeta”, dal gelato a base di mandorla locale alle citazioni locali che si ritrovano nella crema allo zafferano della Valle d’Itria. Se nelle creme il fil rouge è l’eleganza, è dallo splendido sorbetto di opunzie – dissetante, aspro e lunghissimo – che arriva l’estro, arricchito da suggestioni meriterranee.
10. Gelida Voglia
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Grottaglie (Ta) – Grottaglie, circondata da belle terre rosse d’ argilla, è tra i borghi più affascinanti della murgia tarantina, con un’interessante scena enogastronomica. Qui c’è anche posto per il gelato di Vincenzo Iannacone, noto dell’artiagianato gelato pugliese per il lavoro di divulgazione e ricerca. Nell’ampio laboratorio si produce gelato con latte proveniente da pascoli della Murgia a cui si aggiungono agrumi tarantini, olio evo e frutta del territorio.
Al banco si celebra soprattutto la grande tradizione dolciaria pugliese, attraverso la crema ai Sospiri di Bisceglie o il goloso Colombino di Manduria a base mandorle, crema pasticcera, albicocche e limone. Intensi i cioccolato monorigine, come il venezuelano variegato con burro di arachidi e brownie artigianale. Interessante, ispirato alle bevande salutistiche, il freschissimo gelato di pera decana, con cavolo viola e zenzero.
11. Baldo Gelato
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Lecce – Passeggiando tra le vie del magnifico centro storico della capitale del barocco pugliese, potrete ristorarvi in questo allegro e giovane laboratorio che ha fatto del gelato di qualità una missione: paletta dopo paletta si percepisce cura ed attenzione per bilanciamento degli zuccheri nelle creme e un’attenta selezione della materia prima.
Dagli orti locali finiscono nel mantecatore la meloncella salentina, per un sorbetto che ne restituisce al palato la polpa croccante e dissetante, dal gusto delicato a metà tra il cetriolo e il melone. C’è sempre spazio qui, in ogni stagione, per sorbetti di cacao monorigine, come quello di massa di cacao 100% del Taiwan, speziato e lunghissimo.
12. Nonno Ciccio
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Ostuni (Br) – Taila Semerano, dopo studi in economia alla Bocconi di Milano, ha ereditato l’attività di famiglia da Nonno Ciccio, elargendole una sferzata di modernità.
Un gelato artigianale che ridisegna in chiave moderna i gusti che han dato fama al luogo, come la stracciatella ribattezza Stracciatre, una crema con latte di fattoria a base di cioccolato bianco con pezzi di cioccolato bianco, al latte e fondente, o la crema al caffé con arabica di Orlando, storica torrefazione di Ostuni.
Spicca tra tutti la mandorla di Toritto con fichi, che già al primo assaggio stupisce per setosità e mano delicata sulle dolcezze.
13. Scoop
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Canosa di Puglia – In uno dei centri abitati più antichi dell’altopiano delle Murge incontrerete uno dei gelatieri più promettenti della Puglia. Francesco Di Nunno – dopo studi presso la Scuola Italiana di Gelateria di Perugia e da Alberto Marchetti – eredita a gennaio 2026 il bar di famiglia esistente da quasi un secolo,trasformandolo in un laboratorio di gelateria artigianale in cui convivono tradizione e creatività.
Fragrante la crema al caffè, golosa la mandorla locale, ricchi di frutta del territorio i sorbetti, come quello al percoco locale o di fioroni bianchi. E se non di prossimità, si sceglie il mango calabrese. Magnificala resa in carapina della sfogliatella canosina, eccellenza dolciaria locale a base di farina, olio evo e vino bianco variegata con mandorle mandorle tostate, chiodi di garofano, cannella, uvetta, cioccolato e mostarda d’uva. Un tripudio di pugliosità al cucchiaio.
14. Pina Gel
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Peschici – Da Pina Gel convivono felicemente due anime: quella di nonna Lucrezia, che nel 1984 aprì a Peschici la sua bottega di gelato artigianale – rinomata per la Crema degli Angeli preparata con soli tuorli di uova, ancora oggi tra i gusti più richiesti – e l’altra, più moderna, di suo nipote Iginio, che ha potenziato l’attività di famiglia con ape car presente, nella bella stagione, in punti strategici della Foresta Umbra e in prossimità delle baie garganiche.
Ai classici di battaglia della casa si sono aggiunti col tempo interessanti rivisitazioni, come la stracciatella di arancia amara locale, variegata con marmellata e scorze di arance candite intinte poi nel cioccolato fondente fuso, una veste più cremosa e intrigante dell’originale. Siamo nel cuore del Parco del Gargano e le aspettative di trovare mandorle, gelsi, more selvatiche, fichi e agrumi a km zero in dissetanti sorbetti e granite, non verranno disattese.
15. Alexart Gelateria
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Bisceglie – Passeggiando lungo la via pedonale che lo percorre il suggestivo porticciolo di Bisceglie, seconda apertura dopo quella Corato, vi imbatterete nel luminoso laboratorio di Alessandro Leo, gelatiere appassionato ed impegnato nella divulgazione del gelato artigianale, che saprà stupire le papille con creme setose ed eleganti.
Imperdibile il fior di latte con olio di cultivar coratina e i sorbetti, preparati principalmente con frutta ed ortaggi di stagione della propria azienda agricola. Freschissima la resa dello scopatizzo, un meloncino verde locale.
16. Saben
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Trani (Bat) – Ruben Fumagalli e Sabine Geier guidano un luminoso laboratorio nel centro di Trani in cui spiccano soprattutto ottimi sorbetti alla frutta, raccolta principalmente nell’azienda agricola di famiglia. Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra meloni, fichi, ciliegie intensi ed ariosi.
Non mancano creme che rendono omaggio alla tradizione dolciaria locale, come la “zuppa tranese”, a base di pan di spagna imbevuto di moscato di Trani, mentre il gusto Sambuco dei Monti Dauni, variegato con scorze di limone e foglie di menta, parla delle origini altoatesine di Sabine.
17. Cenzino
Altamura (Ba) – Un’insegna con oltre cento 60 anni di attività alle spalle, situata nel cuore della cittadina nota in tutto il mondo per il Pane. La proposta al banco ed ampia; si può scegliere tra una trentina di gusti , tra creme che hanno reso celebre l’insegna, dalla nocciola al pistacchio e preparazioni più gastronomiche, signature della casa, come il “Fine Pasto Murgiano”, a base di mandorla di Toritto e nocino.
Per i sorbetti si segue il ritmo delle stagioni: quello di fichi e gelsi d’estate o di pere in autunno. Completa l’offerta anche una linea specifica per intolleranze alimentari.
18. Gabrielino
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Mattinata (Fg) – Con oltre ottant’anni di attività sulle spalle, è uno dei nomi più noti della pasticceria e gelateria dell’area nord pugliese. Il laboratorio di Mattinata, località balneare della costa meridionale del Gargano, ha saputo affrontare il tempo grazie all’impegno constante, un servizio attento, un’accorta scelta di materie prime ed un confortevole locale minimalista in cui godersi un buon gelato di ritorno dalle belle spiagge limitrofe.
Il gelato è proposto anche in eleganti monoporzioni come l’Olivio, crema all’olio di oliva che riesce bene a esprimere le note erbacea ed il retrogusto di mandorla dell’olio evo locale. Accanto alle creme, golose ed equilibrate, brillano i sorbetti agli agrumi, provenienti dagli orti di famiglia, e quelli da frutti spontanei dei boschi limitrofi. Imperdibile il gusto gelsi rossi, cremoso e leggermente asprigno.
19. Amado Mio
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Bitonto (Ba) – Tra gli ulivi che disegnano il paesaggio della città simbolo dell’olio pugliese, questa gelateria contemporanea porta una ventata di colore e creatività a pochi passi dal centro storico. Nel laboratorio si lavora con ingredienti selezionati, privilegiando quando possibile le eccellenze locali, per dare forma a gusti che uniscono tradizione e personalità.
Spiccano la delicata crema di ricotta e fichi, la liquirizia dai raffinati richiami balsamici e speziati e i sorbetti stagionali, leggeri e ricchi di frutta. Imperdibile l’“Emigrante”, una ricca crema al fondente, mascarpone e caramello, resa ancora più golosa dalla presenza impreziosita da croccanti noci pecan. Una delizia da gustare paletta dopo paletta durante lo struscio.
20. Sacro Gusto
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Bari – Nel quartiere di San Pasquale a Bari, zona Campus Universitario, è attiva dal 2025 la gelateria fondata da Juraj Detvaj, allievo del maestro Claudio Torcè della storica gelateria Torcè di Roma.
Come per la casa madre, anche qui la proposta al banco è molto ampia: si spazia tra varie declinazioni di cioccolati generosi in dolcezze e consistenze, personali interpretazioni di capisaldi come la stracciatella – cui si aggiunge in primavera fragole fresche per donare una sferzata di acidità.
Si ispira ad uno dei simboli più amati della pasticceria pugliese il “pasticciotto” golosa crema al limone con amarena e crumble di pasta frolla. In carapina c’è posto anche per classici pugliesi: mandorle croccanti e fichi dolci e freschi sorbetti di frutta di stagione come quello di gelsi neri, dissetante in perfetto equilibrio tra note acidule e dolci.
21. Pasticceria Caffetteria La Gioia
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Taranto – Un nome già noto ai lettori di Dissapore quello di Alessandro Spagnoletti, maestro lievitista e titolare della pasticceria di Taranto, che oltre a pandori, panettoni e vinnoiserie propone una linea di gelati (preparati tutti con latte e panna delattosati per venire il più possibile incontro alle esigenze della clientela).
Una ventina di gusti tra cui spiccano soprattutto le preparazioni a base di frutta secca, selezionata con attenzione e tostata in laboratorio, per conferire una propria definizione e caratterizzazione; è il caso della nocciola, cremosa ed intensa, o del pistacchio, che non lesina in materia prima e nitidezza. Per i nostalgici del gelato anni ’80 c’è una splendida crema di puro cocco rapè, variegata con il cioccolato fondente.


