di Prisca Sacchetti 5 Gennaio 2016
scontrino menodiciotto

Un hamburger per il ciccione. Una frittura per i froci. Due birre con lo sputo per i terroni. Se ne trovano di eccessivi, creativi, maleducati e politicamente scorretti. Come se essere troppo tradizionali fosse ormai un insulto. 

Benvenuti nel mondo degli scontrini.

Che da documenti fiscali rilasciati nel momento dell’acquisto di un bene o servizio, efficaci nella loro conformista banalità, sono diventate rabbiose incursioni nelle scomodità terrene di cui vendicarsi.

In che modo?

Postando l’evidenza su Facebook, manco gli scontrini fossero selfie.

E’ successo per le 7 teglie di pizza a Terracina costate 176 euro a un gruppo di turisti napoletani, del resto farsi infinocchiare non piace a nessuno.

Benché tra i turlupinatori si stia affermando un’altra specialità, quella del supplemento, ormai il vero spartiacque tra uno scontrino di prima generazione e quello che cerca disperatamente di far parlare di sé.

Perché non venite a dirmi che se nello scontrino della tua gelateria, in questo caso la gelateria Menodiciotto di piazza Castello a Torino, ci scrivi “supplemento festività” pari a 4 euro per altrettante consumazioni al tavolo, non sei in cerca di visibilità.

Anche se, dopo i 30 centesimi appioppati nello scontrino di un bar in piazza dei Signori a Treviso come supplemento “ciotola d’acqua per il cane” non ci si meraviglia più di niente.

Degno di nota anche il “supplemento musica” da 42 euro imposto da un caffè veneziano a certi turisti romani che portava lo scontrino per 4 caffè e 3 amari a ben 100 euro e 80 centesimi.

Ma tornando a Torino, sul bancone della gelateria Menodiciotto che la notte di San Silvestro avvisava gli ignari clienti della “maggiorazione pari ad 1 euro su tutto il listino per festività straordinaria” sia per le consumazioni al banco sia per quelle al tavolo, il responsabile del locale, stupito dello stupore, si è difeso così con i cronisti che volevano sbattere il mostro dello scontrino in prima pagina:

“Durante i festivi e nelle ore serali paghiamo molto di più i dipendenti quindi abbiamo ritenuto opportuno operare questa piccola maggiorazione. D’altronde non siamo gli unici, anche…”

Seguono i nomi di due celebri caffè torinesi, perché anche con il “supplemento festività” così fan tutti.

[Crediti | Link: La Stampa]