di Giorgia Cannarella 31 Marzo 2012

Sul nesso tra Ferran Adrià e la pornografia.

Il 27 marzo 2012 alle 11:18 jade commenta:
Valentina, senti: ti va di dirci esattamente cosa hai mangiato da Adrià, così, se mai dovesse riaprire, noi ragazze possiamo ripetere l’amata scena di “Harry ti presento Sally” e dire “ordino quello che ha preso la signorina”? Grazie.

California Bakery Milano: l’hamburger (19 euro) o la Apple Pie (25 euro al kg) costano troppo?

Il 28 marzo 2012 alle 09:48 Michelle commenta:
Sono americana e ho sempre detto che la California Bakery costa troppo e la roba non è sempre autentica. Quando ho voglia di apple pie, muffins o cupcakes, li faccio a casa. Sanno che la California è famosa per tante cose (tipo avocado e vino) ma tutti questi “baked goods” vengono più dalla East Coast? E il decor è Midwestern country.

Il 28 marzo 2012 alle 18:00 fabrizio pagliardi commenta:
All’ennesimo post su una hamburgheria sto per fondare il: PANE E FRITTATA & CO. FUN CLUB.A Roma entro l’anno apriranno tre Bakery fighette aperte da ricche fighette che si annoiano a stare a casa. Capisco che un FORNO sia troppo umile e non cool ma io intanto se voglio il pane buono non so dove andare.

Il 29 marzo 2012 alle 20:26 Caroline Denti commenta:
Sono Caroline, titolare con mio marito di California Bakery e The Bagel Factory. Ho contattato l’autrice del post, per poterci incontrare per una chiacchierata e discutere dei temi che solleva e dello spirito che anima la mia azienda. Ci tengo a dirvi che per me le critiche sono sempre un momento di riflessione e sono certa che anche in questo caso mi saranno utili. Grazie.

Il 28 marzo 2012 alle 19:29 Riccardo I. commenta:
Se c’è un paese al mondo che ha complessivamente rigettato l’idea del junk-fast food yankee, questo è il nostro. A Salerno il povero Mc Donald’s c’ha pure provato: ne avevano aperti 3 o 4. La gente ha assaggiucchiato, poi è serenamente tornata a mangiare passeggiando cartocci di frittini croccanti. Di Mc ne è rimasto uno solo in periferia. Vuoto. Trisccccccte.

Da grande voglio fare il contadino: piccoli Devis Bonanni crescono.

Il 30 marzo 2012 alle 10:54 splash (claudio) commenta:
Secondo me la gente non commenta (me compreso) perchè si trova un pò a disagio di fronte a certe scelte, controcorrente, soprattutto perchè effettuate con normalità. E più facile accettare/commentare una persona che decide di andare in alpeggio come protesta o ribellione verso qualcosa, che una persona che lo fa con la stessa normalità con cui uno accetta un posto da ingegnere.

Comunque la giri, nella vita ottieni sempre ciò che paghi. Di Groupon e dei deal con i ristoranti stellati.

Il 30 marzo 2012 alle 13:36 Daniele Liurni commenta:
Fuori target sono quelli che vanno in certi posti solo perchè è di tendenza, che scelgono un vino costoso e hanno bevuto sempre cocacola, che non degnano il cameriere di un sorriso o un grazie. Un gourmet della serie vorrei ma non posso per me è il benvenuto, perchè dimostra grande passione e appena può non si lascia sfuggire l’occasione.

Ci sarà un perché se Ikea, dal catalogo alle polpette, è lo specchio dell’Italia.

Il 29 marzo 2012 alle 11:02 Riccardo I. commenta
Per me Ikea è complementi. Complementi d’arredo, e complementi di cibo: polpette, hot dog, salmone. Come non mi sognerei mai di comprare là l’armadio della vita, così non ho mai avuto la pretesa di farci un pasto serio. Però riconosco l’assoluta innovatività “sfiziosa” dell’esistenza stessa di Ikea, dei suoi mobili e della sua offerta gastronomica.

Il 29 marzo 2012 alle 17:37 splash (claudio) commenta:
Persone differenti hanno priorità differenti. Ogni persona fa le proprie scelte sulle cose in cui investire denaro e, soprattutto, tempo. All’altro capo del mercato (alta qualità, prezzo elevato) esistono numerosi esempi di aziende italiane colonizzatrici all’estero: Ferrari, Prada, ecc. Perchè siamo bravi a fare eccellenza ma non a esportare “quotidianità”?

Sul nesso tra Ferran Adrià e la pornografia.

Il 28 marzo 2012 alle 09:29 prof. Aulo Agerio commenta:
Sig.ina Nappi, se vuol far cultura deve “darci sotto” coi libri e con un po’ più di umiltà. Ho sorriso quando ho letto che Lei ha interdetto i commenti sul suo blog perchè “il livello è basso”, menzionando il testo di un commento scritto, a suo dire, in un cattivo italiano. Lei stigmatizza la seguente frase: “Certo che tutto avrei pensato meno che una ricerca su Oddifreddi mi avesse portato qua”. La frase da Lei indicata comprende una subordinata eccettuativa collegata ad una principale retta da un condzionale passato. Ebbene in questi casi le subordinate possono essere rette nell’ordine almeno da: congiuntivo trapassato; congiuntivo imperfetto; condizionale passato. La frase appare non scorretta, bensì, al peggio, non conforme al corretto svolgimento degli accadimenti. Riconosco che appare “disarmonica” in quanto il nostro cervello si predispone ad immaginare che l’essere “portati” al suo sito sia successivo a “tutto ciò che si può pensare” (se è davvero edotta in materia di scienze cognitive comprenderà di certo agli studi di quale autore sto alludendo). Ma se si introducono dei riferimenti temporali ulteriori si accorgerà che la frase è corretta: *Giovanni lanciò la ricerca col suo browser e mentre le finestre si aprivano a raffica si allontanò per un buon caffè. Al suo ritorno scoprì con sorpresa che la sua ricerca su Kant aveva prodotto un risultato inatteso. “Tutto mi sarei aspettato tornandomi a sedere qui” – commentò ad alta voce – “tranne che il mio browser mi avesse fornito un tale risultato! Un sito porno! “* Per rimediare Le consiglio P.Garigliano, Sintassi della lingua italiana, Catania, 2003. Oppure, dello stesso autore: Trattato di grammativa italiana e analisi logica, Catania, 2011.