di Giorgia Cannarella 20 Agosto 2011

FERRAGOSTO: IL CONTO AL RISTORANTE ROCCA BEACH DI BAJA SARDINIA? 2123 SCIOCCANTI EURO.

Il 19 agosto 2011 alle 11:11 Claudio ha detto:

La colpa è di entrambi. Del ristoratore che cerca in ogni modo di spremere il cliente fino all’osso così come del cliente sprovveduto che pur sapendo di trovarsi in un posto di lusso ordina allegramente senza fare domande. Stanno bene tutti e due: il ristoratore finisce sul giornale etichettato come ladro/disonesto e il cliente viene alleggerito di 2000 euri“.

DIVIDERE IL CONTO AL RISTORANTE: CERCASI IDEA BRILLANTE (ANCHE VAGAMENTE STRONZA).

Il 19 agosto 2011 alle 01:04 Luca Boccianti ha detto:

Ovvio che non è bello fare i conti al centesimo: se ho preso una margherita e tu una carbonara che costa un euro in più nessun problema. Ma quando esco ho un budget limitato (sai com’è), so benissimo quanto posso spendere e ordino per quello. Quando posso spendere qualcosa in più, ne estrapolo spontaneamente il costo per consentire agli altri di fare come credono: essere generosi, spilorci, mangiare tanto mangiare poco. Conosco gente spilorcia (più che altro per necessità) ma decisamente simpatica a tavola e altrove“.

Il 19 agosto 2011 alle 12:20 Gabriele Santoro ha detto:

Se tutti, bene o male, mangiamo le stesse cose e beviamo allo stesso modo, e c’è UNA scassaballe che va a insalatina-e-acqua-minerale (a cena si mangia, la dieta falla a casa tua), alla scassaballe si fa, a spanne, una quota minore (“Sono 35 a testa, ma Giovanna non ha mangiato nulla, facciamo che lei paga 20″). Bisogna uscire sempre con i propri pari, di portafogli e di stomaco“.

TROPPO BELLA PER ESSERE VERA: LA BISINA PROMETTE CIBO D’ANNATA FRESCO PER SEMPRE.

Il 17 agosto 2011 alle 13:36 Anto ha detto:

Giorni fa, facendo ordine tra migliaia di riviste di gastronomia, ho trovato un numero di“A Tavola” dell ‘86 che si profondeva in elogi sperticati sul futuro degli OGM, favoleggiando di pomodori grossi come cocomeri e immarcescibili, preconizzando zucchine spaziali, frumento e granaglie a pioggia che avrebbero saziato la fame di tutti i continenti. Sappiamo come è andata a finire. Temo di non riuscire ad entusiasmarmi per questa Bisina. E se poi conserva a lungo anche il cibo ingerito nelle mie busecche? Brrr!“.

KARMA E’ DIRE ALL’OSPITE CHE PUZZA. SI’, MA COME?

Il 17 agosto 2011 alle 16:12 she-wolf falling asleep ha detto:

Levarsi le scarpe, levarsi le calze o i calzini, cominciare a sfrugugliare fra le dita dei piedi alla ricerca di qualche invisibile rimasuglio. Annusarsi poi le dita. Andare in bagno lasciando la porta socchiusa per far sentire lo scroscio della pipì, lavarsi i denti gargarizzando fragorosamente. Indossare il pigiamone o la camicia da notte della nonna. Infine rientrare in salotto e dire molto semplicemente “Io vado a letto, stai pure quanto ti pare, ma attento/a quando esci a chiudere bene la porta” Puoi essere la più figa del mondo, ma nessuno attenterà alla tua virtù e ci sarà uno squaglio rapido“.

Il 17 agosto 2011 alle 19:32 Enzo ha detto:

A Palermo c’è una frase apposta: “iamuni a curcari ca i genti si ‘nn’annu a ghiri”. Cioè: andiamo a letto perché gli ospiti vogliono andarsene. E’ un perfido e ipocrita ribaltone, con il quale si finge che gli ospiti restino per non dispiacere ai padroni di casa che caritatevolmente prendono l’iniziativa di chiudere la serata, andando a letto e così lasciandoli liberi di andarsene“.

Il 17 agosto 2011 alle 23:51 Sabino ha detto:

Si inspira profondamente dal naso pronunciando un chiaro BEH!! seguito da un perentorio T’zzün e caravün, ognun ognun a c’s lôr – ovvero tizzoni e carboni ognuno a casa sua. Questo antico detto pugliese si riferisce a quando la sera (senza telecomandi a disposizione) ci si riuniva attorno al braciere spento (per cause naturali) e la padrona di casa invitava schiettamente gli ospiti a raggiungere le proprie abitazioni“.

ALTERNATIVE ALLA PATRIMONIALE: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SULLE SAGRE.

Il 16 agosto 2011 alle 17:21 Claudio ha detto:

Devo presumere che lei non sia ferrarese quindi è in parte perdonata per la poca conoscenza della “Salamina da sugo”. Il nome forse farà sorridere gli alloctoni, ma consideri che le prime testimonianze dell’insaccato risalgono al 1300. Ogni paese della Provincia di Ferrara ha la sua tipicità; la specialità di Madonna Boschi è la produzione “al Cucchiaio”. Non l’annoio oltre, ma mi sento di invitarla a partecipare alla Sagra: non resterà delusa. PS: Ricordi che ironizzare sulla salama con un ferrarese, è come ironizzare sulla Mamma“.

RACCONTATE IL VOSTRO PRANZO DI COS’AVETE MANGIATO A FERRAGOSTO.

Il 15 agosto 2011 alle 18:05 Enzo ha detto:

Spaghetti con le vongole. Ruota di pescespada alla menta. Gamberoni. Insalata di patate, pomodori, fagiolini, cipolline rosse. Magnifico bianco di Planeta. Gelato “giardinetto” (limoni, fragole, pistacchio, minuscoli canditi). Granita di caffè. Tutto in terrazza, all’ombra, nel silenzio di una città deserta“.

Il 16 agosto 2011 alle 10:57 Pigi ha detto:

Sono a Londra con la morosa e ferragosto è il suo compleanno: desiderava un the delle 5 “da principesse”(*), quindi ho prenotato al Wolseley. Ci sono due tipi di menù per il the: uno prevede scones, clotted cream e marmellata di fragole, l’altro, da me ribattezzato “il the per principesse obese”, offre in aggiunta una selezione di sandwich e di dolcetti, Tutto eccellente, e come se non bastasse ci hanno offerto un tortino alla frutta per la celebrazione. Siamo usciti rotolando ma felici“.