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Roma low-cost | 10 indirizzi romani dall’inarrivabile rapporto prezzo felicità

“Annichilente”, Roma è la città che non riesco ad incastrare in nessun altro aggettivo, dicevo parlando delle 10 città italiane dove si mangia meglio. “Roma è il paradiso dei gastrofighetti”, replicava l’esperto “il rinnovamento passa solo per i locali costosi”. E la Gatta Mangiona? E Gabriele Bonci? E la prova di forza di Celebrità, il ristorante cinese di rottura, ribattevo? L’esperto si ricredeva: “Roma è la rivoluzione del mangiar bene e veloce, la Guida Osterie di Slow Food 2012 descriverà il fenomeno con un inserto, si accettano consigli”. Bene, io mi sono speso per trovare le pietre angolari, ditemi voi chi ho dimenticato.

(1) LA GATTA MANGIONA, via Federico Ozanam, 30/32 – Tel. 06/5346702. (Pizzerie). Senza smancerie: è il locale che ha cambiato la storia della pizza in città, orientandola verso lievitazione lunga e ingredienti di pregio. Perfetti gli sfizi fritti, servizio veloce e ambiente a volte rumoroso. Dal racconto di Dissapore: “ordiniamo due supplì imperiali (champagne, burro e tartufo bianco, 5 euro) dalla lavagna, la straordinaria sapienza e il gusto nel fare questi bofonchiotti di riso dorati lascia senza fiato. Avevo mangiato qui altre volte, mai come stasera ho apprezzato le pizze, davvero eccellenti”. PREZZO MEDIO: 20 euro.

(2) ASINO D’ORO, via Valsavaranche, 81/85 via del Boschetto 73 – 06/64491305. (Ristoranti). Generazione Asino d’oro: per chi è stato nel locale di Orvieto l’impatto con la filiale romana è da cardiopalma, tutto ciò che si osserva è mediocre, quasi irricevibile. Le cose cambiano con la cucina, qui la killer app è “Il Pranzetto”, molto convincente stando a Dissapore: “il gentilissimo personale di sala ci avverte del pranzo a menù fisso. ‘Il Pranzetto’ consiste in un Piccolo crostino con fegatini, Bagnone (zuppa) di fagioli, Cannelloni di ricotta alla pizzaiola, Spezzatino di capocollo con verza, un calice di vino rosso o bianco, 50 cl di acqua minerale, pane (buono) a 12 euro. Fuori menù: budino alla salvia, crostata di visciole, un caffè e un distillato. Totale: 38 euro in due”. PREZZO MEDIO 20 euro.

(3) TANTO PE’ MAGNA’, via Giustino de Jacobis, 9/15 – Tel. 06/51606620 06/51607422. (Trattorie). “La Garbatella e’ un quartiere a dimensione umana, con i suoi lotti, le casette e la possibilita’ di andare in giro in Vespa”, diceva Nanni Moretti, che nel quartiere ha ambientato Caro Diario. Altri e più televisivi successi hanno un po’ plastificato il pacioso ex quartiere di operai, che trasferisce il suo fascino in questa trattoria dal rapporto prezzo/felicità imbattibile. Non c’è bisogno di darsi un tono, a perfezionare la romanità un po’ di maniera del menù provvede l’accoglienza rilassante. Merce rara. PREZZO MEDIO: 20 euro.

(4) SFORNO, via Statilio Ottato, 110/116 – Tel. 71546118. (Pizzerie). Il forno a legna, a sinistra dell’ingresso, chiarisce subito le intenzioni, come le decine di variazioni sul tema della pizza (quasi) napoletana. Selezione cult di birre artigianali servizio curato e veloce, anche troppo da quando nelle sale va in scena l’odioso doppio turno. L’esperienza di Dissapore: “Uno dei Dioscuri del lievito per i buongustai romani, la pizza è grande, molto, con un cornicione che è un’unica curva, mentre al centro l’impasto si fa giustamente sottile. Mozzarelle e condimenti sono buonissimi, la cottura perfetta malgrado le bruciature. Il baccalà in pastella è sontuoso, succoso e appagante, uno scrigno croccante con dentro un boccone da urlo”. PREZZO MEDIO 23 euro.

(5) CELEBRITA’, via Igino Giordani, 53 – Tel. 06/4064005. (Etnici). Per avere, finalmente, un rapporto laico e realistico con la cucina cinese senza messe in scena e involtini primavera. Piccolo e buonissimo. Sostiene Dissapore: “Ero convintissima che non esistesse a Roma un posto migliore di Hang Zhou per mangiare cinese a prezzi da osteria, ma sbagliavo. Un giorno ho sentito parlare di Celebrità, di un cuoco creativo, di barba di drago: spaghetti fatti a mano stirando e piegando l’impasto, serviti in una zuppa con brodo di carne. Altre particolarità nel menù: anatra alla pechinese con la sua salsa e del cipollotto fresco, e il mio piatto preferito, lattuga in salsa di ostriche”. PREZZO MEDIO: 25 euro.

(6) SALOTTO 42, piazza di Pietra, 42 – Tel. 06/6785804. (Brunch). Fiducia assoluta nello sviluppo di questo posto abbastanza unico, incrocio rassicurante tra un bar, un elegante salotto e una libreria. Nello scrigno di Piazza Pietra, il Salotto 42 è il rifugio per le nostre esistenze tormentate, dove sabato e domenica fino alle 15 si serve il solo brunch bio di Roma. Visto il conto che si aggira intorno ai 15 euro, non andarci, e quindi privarsi di insalate, cous cous, centrifughe e ora anche dei dolci perfetti, è una scelta che trascende l’umana comprensione. PREZZO MEDIO: 15 euro.

(7) BARRILI 66, via A. G. Barrili, 66 – Tel. 06/58364414. (Kosher). I romani hanno due cucine nelle quali rifugiarsi, quella romana ovviamente, e quella ebraica. A chi non è capitato di passeggiare per via del Portico d’Ottavia e di ritrovarsi a tavola davanti ad un carciofo alla giudia fatto come si deve. Vi piace questa immagine un po’ polverosa della cucina giudea? A me ha un po’ stufato. Suggerisce Dissapore: “Dimenticate l’atmosfera da taverna Kosher, Barrili 66 è un Kosher Deli, sì, siete ancora a Roma, ma vi sembrerà di stare al 399 di Grand Street a New York. E lì potrete mangiare un ottimo N.Y.C. Pastrami Deli, una cremosa carbonara con carne secca o un carciofo alla giudia dall’invidiabile cottura”. PREZZO MEDIO: 20 euro.

(8) LA BARRIQUE/IL GOCCETTO/REMIGIO, via del Boschetto, 41 – Tel. 06 /7825953; via dei Banchi Vecchi, 14 – Tel. 06/6864268; via Santa Maria Ausiliatrice, 15 – Tel 06/789228. (Enoteche). E’ un fenomeno che osservo da anni: Roma ha le più insuperabili enoteche del mondo. In pochi altri posti un palazzo disegnato da Antonio da Sangallo con affreschi del 1700 convive con una cantina tecnologica dove è possibile affittare spazi per conservare le proprie bottiglie. Volendo tacere delle centinaia di etichette in carta, con una maggioranza schiacciante per la mescita, il cibo spesso squisito a prezzi accessibili, le cantine bellissime, l’enfasi sulle etichette locali. PREZZO MEDIO: 20 euro.

(9) SWEETY ROME, via Milano, 48 – Tel. 06/48913713. (Brunch). Caffetteria per pranzare o per il brunch (couscous di verdure, muffin ai brocccoli, insalata di pollo con uva e semi di papavero). E ovviamente pasticceria americana. Estasiata la descrizione di Dissapore: “un brownie con glassa al cioccolato bianco e pistacchio, una fetta di red velvet, una cupcake banana e cioccolato, una al gusto tiramisù. E ancora: una cupcake al cocco, un muffin al limone con semi di papavero. Ma non basta, il soul food chiama e Sweety Rome risponde con una pecan pie, finendomi con l’ultimo brownie nato in casa Sweety: quello al caramello”. PREZZO MEDIO: 18 euro.

(10) PIZZARIUM, via della Meloria, 43 – Tel. 06/76908123. (Pizzerie). Gabriele Bonci ipnotizza Roma (ma che dico, il Paese) in una vibrante esperienza che rende Pizzarium uno dei punti focali della città. Impensabili per una pizzeria le combinazioni: datteri/fiori di zucca/ bagoss, pecorino/carne di pecora, porchetta/pomodoro/baccalà, inarrivabili i fritti. Diciamolo con Dissapore: “Seguono in rapida successione: 1) Pellegrinaggio alla venerata pizzeria/rosticceria/cavità Pizzarium. 2) Fulminea conversione al verbo bonciano contraddistinta dalla cantilena: “mi dia un pezzo di tutte le pizze”. PREZZO MEDIO: 15 euro.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Francesca BArreca, Antonio Tomacelli, Daniela Delogu]

Massimo Bernardi

commenti (61)

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  1. I prezzi medi sono riferiti a persone inappetenti e rigorosamente astemie, ma come li calcolate?

    1. Daniela, dì qualcosa!

  2. Il prezzo medio, secondo me, non è sbagliato (almeno per i posti di questa lista che frequento. Andrebbe però cambiata la dicitura in: “Prezzo medio, senza vino o birra, calcolato su un campione di persone che mangiano per godersi i sapori e non per riempirsi la panza”. Un secondo prezzo medio per tutti gli altri, più alto, dovrebbe comprendere anche antiacidi, magnesie bisurate e medicinali per il reflusso gastrico.

    R.S.V.P.
    “Annamo a magna’!”, “Se sfonnamo…”, “Quel che non strozza, ingrassa”.

    1. Certo, uno va da Remigio, alla Barrique o al Goccetto e non beve. Va alla Gatta Mangiona o da Sforno e non beve. Certo.

      p.s. per chi è RSVP?

      p.p.s. inappetente! 😀

    2. Sono assolutamente d’accordo che in questi prezzi medi non possano essere inclusi vino e birra.
      Anzi, in nessun prezzo medio. Anche perché, ci vorrebbero 20 astemi per controbilanciare quello che normalmente mi bevo io…

      Purtroppo, di natura sono smodato in tutti gli aspetti legati al piacere, però il metro di paragone per giudicare una ristorazione di qualità non può essere quello del buffet all inclusive da villaggio vacanze, con piatti multistrato.

      Abituiamoci a pensare al prezzo medio come un’indicazione giusta del costo di un menù che sappia conciliare gusto e salute, altrimenti tra dieci anni diventiamo come gli stati uniti, solo più arroganti.
      Poi… se uno vuole ordinare antipasti misti, fritto, primo, secondo e contorno, formaggio, frutta, dolce, caffè, distillati e una bottiglia di vino di qualità, non si può stupire di pagare un conto più alto.

      RSVP riguardava un brutto modo di pensare al cibo qui a Roma, rispetto magari alla ristorazione campana, dove la quantità è prioritaria su tutto il resto.
      Ancora non ho visto nessun romano rimandare indietro un piatto cotto male, o non fresco, cosa normale invece in qualsiasi altro posto.
      I romani passano la cena a lamentarsi della cucina del ristorante, il dopo cena a lamentarsi del conto, il giorno dopo della cattiva digestione e dei postumi da vino cattivo. La settimana dopo cambiano ristorante ricominciando da capo, sapendo che, a rotazione, due settimane dopo saranno di nuovo seduti allo stesso tavolo. Questo non fa bene né alla ristorazione, né alla clientela.

      ps.
      grazie per l’inappetente, non me l’aveva mai detto nessuno! 🙂

  3. Sia alla GAtta che da Sforno mediamente esco con 25 euro in meno fissi ( suppli’ , pizza ,birra e dolcetto in 2 ), un prezzo leggermente piu’ alto di altre pizzerie , ma visto che reputo queste pizze veramente ” fatte a regola d’arte ” rispetto a tanti altri posti , per me sono soldi ben spesi

  4. Attenzione però, L’Asino d’Oro si è trasferito nel Rione Monti, non è più a Montesacro. Lo han certificato anche i fooders in un recente reportage qui.

  5. Nulla da dire sulla qualità, in particolare per la Gatta, Sforno e Celebrità…

    Certo che i prezzi indicati sono un po’ troppo bassi, diciamo per inappetenti che bevono solo acqua….

    Ciao

    S.

  6. da Sforno se prendi il top , tipo Greenwich o pizza del Capo, 12 euro, birra media del giorno: 5 euro, i supplì stanno sui 3 euro, i meravigliosissimi anelli di cipolla 4 euro
    direi di alzare la media a 25/27. pienamente giustificati, sia chiaro.

    OT: ragazzi, corso di pane da Tricolore con Gabriele Bonci ieri sera: poesia pura, da non credere. e io ero quella che vi canzonava su fatto che parlavate sempre di Bonci.

    Aggiungerei quindi come prezzo/felicità i corsi di cucina di Tricolore (http://www.tricoloremonti.it/site/index.php?option=com_content&view=article&id=89&Itemid=53)
    Soldi ben spesi, abbondante mangiata durante e alla fine, persone gentili che lavorano con amore e rispetto. Avercene.

  7. Segnalo volentieri, a Prati, il PASSAGUAI a via Pomponio Leto 1. Aperto da ora di pranzo fino alle 2:00 di notte, ottimo per un dopoteatro. Fondamentalmente è un ibrido: mezzo enoteca, mezzo localino da birra/aperitivo. Però hanno interessantissime selezioni di formaggi e salumi, per niente banali, un fresco tabuleh con verdure croccanti e qualcosa di cucinato che varia ogni giorno.
    Un piatto unico e un bicchiere di vino non superano i 13€.
    Unica controindicazione: essendo in un sottoscala, l’acustica è quella che è. Evitare le ore affollate.

    1. Sposo questa segnalazione, una sicurezza per i venerdì “non mi va di cucinare alle 23 dopo il pugilato”….

    1. Come già detto l’asino d’oro si è trasferito a Monti in via del Boschetto

  8. Bella listina. Indirizzo del asino d’oro sbagliato, quello era il vecchio, adesso ė via boschetto 73…