di Rossella Neri 10 Novembre 2014
Kebab

Parliamo di alimentazione. In primavera a Londra si son svegliati con una ricerca di Food Standards Agency che sosteneva che alcuni kebab londinesi fossero a base di topo, cane, gatto. Il vice primo ministro Nick Clegg si è detto preoccupato, e in attesa dei risultati ufficiali delle autorità sanitarie. Non se n’è saputo più nulla e ovviamente la cosa puzza di bufala.

Ma ieri un quotidiano italiano non si è fatto scappare la notizia, perché con il profumo del kebab nelle vie del corso ci sentiamo conquistati dai discendenti del Saracino, con cui ultimamente, inutile negarlo, abbiamo qualche problema diplomatico. Il kebab dunque funziona da capro espiatorio di una popolazione, e diventa la causa di tutti i mali: nel migliore dei casi è il cibo meno salutare del mondo, ricco com’è di grassi insaturi e sale. Certo, ma anche del Big Mac, il cibo dei marines, mi pare si possa dire altrettanto.

Forse la notizia più interessante sul kebab è quella  della ricerca fatta in Italia a Roma, per cui qualche kebab era anche a base di carne suina, un problema per chi è allergico, ma soprattutto per chi è di religione ebraica o musulmana e non può mangiare carne di maiale. Le percentuali dei truffatori però sono modeste: su 44 kebab analizzati, 2 avevano anche carne suina.

Morale della favola: i truffatori esistono, ma soprattutto se vi fate un kebab al mese quando vi prende la voglia, siate sicuri che sopravviverete. Se poi andate nel posto giusto godrete pure un po’.

Le bufale alimentari sono all’ordine del giorno, perché si applicano a un aspetto della quotidianità da cui nessuno è esentato: analizzando un frigorifero domestico si può fare una diagnosi psicologica perfetta di un intero gruppo famigliare.

E poi c’è la componente ancestrale della mamma massaia-angelo-del-focolare che ancora oggi, soprattutto alle nostre latitudini è dura a morire, e i 4 salti in padella sono ancora additati al pubblico ludibrio, e non solo perché fanno saltare sulla sedia il più umile dei gastrohipster: il fannullone gastronomico non lo si sopporta.

Ciclicamente dunque qualcuno se ne esce con un decalogo su quello che bisogna mangiare, quando e come. Il mio consiglio è armarsi di buonsenso, e di una dose di menefreghismo: un giro da McDonald’s e una scorribanda nel reparto delle merendine, così come la spesa al farmer market e la rincorsa alla cena stellata sono le nostre schizofrenie postmoderne, ci piace così.

Per questo abbiamo raccolto le bufale gastronomiche più sopravvalutate, per darvi un’idea di cosa preparare per cena ‘sta sera.

1. I DADI DA BRODO CONTENGONO MATERIALE STERCORARIO

dado

Come per il kebab, anche i dadi da brodo, appena arrivati sul mercato, sono stati accusati delle più ignobili nefandezze. Colpa del glutammato, il quale però pare non sia pericoloso per la salute. Che il cielo si scagli contro quella massaia che osava non preparare il brodo in casa.

2. LA CARNE IN SCATOLA E’ CARNE DI TOPO

carne in scatola

Anche questa pare di averla già sentita.

3. NON E’ NECESSARIO LAVARE GLI ORTAGGI BIO PRIMA DI MANGIARLI

bio

L’agricoltura biologica non prevede l’eliminazione dei concimi, e non prevede affatto l’eliminazione dello sterco quale concime. Se non vi basta, sappiate che la verdura bia è molto amata da lombrichi (pelosi e non) e lumache: se non vi interessa il loro apporto proteico, vi consiglio una bella lavata.

4. DOBBIAMO CONSUMARE FRUTTA E VERDURA CON LA BUCCIA

SONY DSC

Non necessariamente, soprattutto se non sono bio, e poi la buccia ha un buon apporto di fibre ma è quasi inutile dal punto di vista delle vitamine. Detto questo le bucce di patata fritte sono una bomba.

5. LA PIZZA E’ CANCEROGENA

pizza

Report di recente c’è andato giù pesante, ma alla fine la sana vecchia regola del buonsenso permette di discriminare tra un pizzaiolo gentiluomo e un mariolo.

6. ELIMINIAMO LE UOVA, CONTENGONO TROPPO COLESTEROLO

uova

Povere uova, fonti di proteine a basso costo, capaci di assumere qualsiasi consistenza desideriamo, sono state a lungo demonizzate, specie i tuorli, come principali nemiche di arterie e fegato. La minaccia è il contenuto di colesterolo, ma non sarà per caso un problema di quantità?

7. I WURSTEL SONO FATTI CON CARCASSE DI ANIMALI MORTI

wustel

Esagerati! Diciamo che molto dipende da dove li comprate e da quanto li volete pagare. Certo non è una garanzia al 100% ma se vi accorgete che i vostri würstel costano qualche centesimo all’etto non avranno usato maialini allevati allo stato brado per farli.

8. Il SALE FA MALE

sale

Non necessariamente, dato che il sodio serve a far battere il cuore. Usarne poco però è consigliabile, spesso non consideriamo quanto sale c’è nei prodotti pronti che mangiamo. In caso, aiutatevi anche con la nostra classifica dei 15 migliori sali d’Italia.

9. LE BEVANDE ZERO CALORIE NON INGRASSANO

diet coke

Invece il più delle volte, l’eliminazione dei grassi che toglie sapore e consistenza agli alimenti, viene bilanciata dall’aggiunta di amidi, sale e zuccheri che non sono proprio degli alleati del girovita. E in realtà, i dolcificanti artificiali delle bibite sugar free, ingrassano più delle rispettive versioni convenzionali.

10. LA CARNE BIANCA E’ PIU’ MAGRA DI QUELLA ROSSA

ali di pollo

Dipende dal taglio: un’aletta di pollo è tendenzialmente più grassa di una fetta di lonza di maiale.

11. BERE IL LATTE DA ADULTI FA MALE

latte

Non ci sono prove scientifiche, ma solo la vulgata (apparentemente razionale) che l’uomo è l’unico mammifero sulla terra a bere latte dopo lo svezzamento. Dimentichiamo però che l’uomo non continua a bere latte materno ma latte vaccino o ovino. E la disinformazione è tanta, spesso alimentata da vegani e animalisti. Detto questo la pressoché nulla consapevolezza che abbiamo sullo sfruttamento del bestiame nell’industria casearia meriterebbe un capitolo a parte.

11. LE OSTRICHE SONO AFRODISIACHE

ostriche

Ci sono studi scientifici che assicurano che la polenta lo è di più. L’unico appiglio che resta ai sostenitori della tesi è che le ostriche contengono zinco, minerale che aiuta la produzione di liquido seminale.

12. LA CARNE BEN COTTA PERDE NUTRIENTI

carne ben cotta

La carne ben cotta perde molti grassi, ma non minerali e vitamine.

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