di Massimo Bernardi 17 Gennaio 2010

Rosarno oggi1 – Parole indigeste che diciamo per abitudine o ripetiamo per pigrizia. Salvo poi scoprire che le detestiamo quando a pronunciarle sono gli altri. Questa settimana vi abbiamo chiesto quali sono le parole che volete smettere di usare nel 2010.

2 – “Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa”. Certi razzismi non finiscono (fanno dei giri immensi poi ritornano).

3 – Tutto vero. A  Roma è più facile comprare un supplì che un pacchetto di sigarette e i supplì sono un’istituzione profondamente romana. Ma dove si mangiano i migliori? Ve lo abbiamo chiesto questa settimana.

4 – I medici cosnsigliano di ridurre il sale per combattere ictus e infarti. Il sindaco di New York ha chiesto a ristoranti e supermercati di adeguarsi. Voi lo avete fatto? A parte niente sale nell’acqua della pasta, quali accorgimenti usate?

5 – In difesa della ricetta più taroccata del mondo abbiamo chiesto allo chef Massimo Bottura un’interpretazione del ragù alla bolognese. Tra midolli e uova embrionali ne è uscita una meraviglia che rasenta l’assoluto.

6 – Macerati dal dubbio questa settimana ci siamo chiesti se bottiglie sulla base delle quali i critici giudicano il vino sono comprate o regalate? Pandemonio!

7 – Pranzo della domenica. Il bollito non bollito.

8 – Scusate, ma portare il telefono al ristorante non era considerato volgare?

9 – Come si promuove il vino al tempo del cretino globalizzato.

10 – Abbiamo testato una cifra di software gastrofanatico per chiedervi cosa volete da un’applicazione per iPhone?