Bacari 2017: con questa lista la prossima volta a Venezia sarà indimenticabile

Mica facile compilare una mappa dei bacari di Venezia (ritrovi per cichetar e ciacolar al banco o accomodarsi al tavolo per un paso più sostanzioso).

Tra vecchie glorie, granitiche certezze, aperture strombazzate, riaperture su antichi resti e chiusure repentine è un po’ come pretendere di saperla lunga sul gossip leggendo le riviste dal parrucchiere. Basta non andarci per un po’ e sei subito fuori dal giro.

Metteteci poi che l’argomento è abusato, noialtri, per dire, ce ne siamo occupati la prima volta nel 2010, ragione per cui essere originali non è semplice.


Nei migliori bacari di Venezia, ove mangiare bene con poco si può (2010)

Mappa: 22 bacari per non farsi spennare a Venezia (2014)

10 bacari per mangiare bene spendendo poco (2015)


Comunque, abbiamo aggiornato le vecchie classifiche, se avete in programma un giro a Venezia vi consigliamo di fare in fretta perché la lista qui di seguito rischia di invecchiare presto.

bacari venezia

Vi diciamo anche quanto spendete. Stando abbastanza larghi, calcolate 10 euro per l’aperitivo.

Nel dettaglio un calice costa in media 3/4 euro, mentre i cicheti, i piccoli spuntini economici a base di pesce, carne o verdure, in stile tapas, variano da 1,20 a 1.80 euro.

10 – Al volto

Volto

Pareti e soffitto ricoperti di etichette di vino. E’ il biglietto da visita di questa osteria con cucina: un paio di sale e qualche tavolino per un menu che affianca ai cicheti anche antipasti, primi e secondi.

volto 2volto 3

Crostini, francobolli (vedi sopra), mini panini con baccalà mantecato, speck, finocchiona, lardo e pomodorini secchi, bresaola e crema di carciofi.

Non basta: folpetti, sarde in saor, seppie al nero con polenta, capesante gratinate, crocchette. E poi risotti, pastasciutte con pesce, fegato alla veneziana. Ampia la scelta di vino e servizio ruspante.

Calle Cavalli (campo San Luca), San Marco, 4081

9 – Do mori

Do Mori

cantina do mori

Damigiane dappertutto e un soffitto tappezzato da paioli di rame. Ai Do Mori si va per la scelta dei vini, una delle più complete a Venezia con oltre 150 etichette, ma soprattutto per l’atmosfera del locale, una cantina nata nel 1462 oggi vero simbolo del bacaro veneziano.

Anche qui le entrate sono due, anche qui non ci si siede ma si rimane appoggiati (o aggrappati, a seconda del tasso alcolico) al bancone.

Cosa assaggiare? Tramezzini “francobollo”, cioè quadrati, con ripieno di granchio, gamberetti, prosciutto…, paninetti, cicheti con folpetti, seppioline, baccalà mantecato, formaggi, verdure, polpette.

Calle dei Do Mori, San Polo 429

 8 – Vino Vero

Vino Vero

Siamo in zona Fondamenta della Misericordia, oltre il Ghetto. Ancora non troppo frequentata, se non dagli studenti universitari, che l’hanno eletta a zona di tendenza.

Lo spazio non è ampio, ma chiunque vada per bacari sa che è una costante, in compenso il bancone è stipato di cicheti. Andare oltre quelli tradizionali a volte vale la pena, Vino vero propone salame di cinghiale o robiola di capra abbinati a pomodori secchi, miele o avocado. Curata la carta dei vini: biodinamici, biologici e naturali.

Visto il luogo, andateci nella bella stagione: accomodati sui tavolini lungo il rio correte il serio pericolo che l’aperitivo diventi memorabile. Magari grazie a uno dei tanti gruppi musicali che si esibiscono dal vivo.

Fondamenta Misericordia, 2497, Cannaregio

7 – Vecio Trani

Vecio Trani (1)

Nonostante il recente cambio di gestione, che a Venezia di solito fa temere il peggio, il livello è rimasto quello.

Ambiente accogliente con mattoni a vista e punti d’appoggio sistemati in posizione strategica, ma ci si può accomodare anche all’esterno.

Vecio Trani (4)

La scelta dei cicheti con affettati, formaggi, verdure, pesce è infinita, affiancata da fritti, tramezzini e panini, oltre a taglieri con selezione di salumi e formaggi.

Da segnalare, per chi non ne può più dello Spritz e vuole andare oltre il vino, la bella carta delle birre artigianali. Il servizio è veloce e cortese.

Viale Garibaldi, Castello, 1582

6 – El refolo

Refolo (1)

Viale Garibaldi, Castello. El refolo, e il bacaro che lo segue in classifica –Vecio Trani– attaccati l’uno all’altro, attraggono clienti in una delle zone di Venezia rimaste ancora (per poco) popolari. Chi viene fin qui fugge dalla calca o punta alla Biennale. Noi vi consigliamo di farlo per la proposta gastronomica.

Due locali attigui, dicevamo, ma cos’hanno di diverso? El refolo è il regno dei cicheti-panino, sempre buoni e realizzati con diversi tipi di pane.

Refolo (3)Refolo (2)

Ottimi i salumi, affettati con la scenica Berkel, i formaggi (anche presidi Slow Food: puntate al Morlacco), i paté artigianali e le verdure di stagione.

E ancora alici marinate e porro, baccalà mantecato, crema di noci e speck. Per gli appetiti robusti ci sono anche i taglieri con salumi e formaggi. Buona anche la scelta di vini, servizio insolitamente curato per un bacaro.

Viale Garibaldi, Castello, 1580

5 – Gislon

 gislon

A pochi passi dal ponte di Rialto, Gislon è più di un bacaro: da decenni è la rosticceria dei veneziani, rito irrinunciabile consumato con vera goduria. I prezzi sono bassi non così il livello dei piatti.

Il menu? Mozzarelle in carrozza, baccalà mantecato e quello alla vicentina, insalata di polpo, polpette di ogni tipo, risotti (soprattutto di pesce), spaghetti al nero di seppia o alle vongole, pasticci, fritture miste, seppie con polenta.

Lo spazio, con un nostalgico arredamento anni ’90, si divide su due piani: la gastronomia da asporto si trova al piano terra, mentre al primo piano c’è una piccola sala per chi vuole fermarsi a mangiare.

Calle della Bissa – San Marco 5424

4 – Da Fiore

 fiore

Siamo a pochi minuti da Piazza San Marco, in campo Santo Stefano. Due gli ingressi, attigui, per la “Trattoria da Fiore”.

Il primo è quello del ristorante: due sale, una decina di tavoli, atmosfera da trattoria “tipica”, nel senso migliore del termine, senza furbe sfumature vintage.

Il secondo è quello più informale del bacaro, con vassoi disposti in modo ordinato, come ordinati sembrano i tanti avventori, fatto insolito per un bacaro.

fiore 2

Baccalà mantecato, seppioline ai ferri o fritte, moeche fritte (in stagione) con polenta bianca, sarde in saor, castraure di Sant’Erasmo, calamari e verdure fritte. Dobbiamo continuare? Nervetti con cipolla, fegato alla veneziana.

Da premiare il forte legame con le ricorrenze tradizionali cittadine: il 21 novembre, in occasione della Festa della Madonna della Salute, ecco la castradina (zuppa a base di carne di montone e verze), il bisato (anguilla) per le Feste Natalizie, i bigoli in salsa per la Festa del Redentore.

Calle delle Botteghe, San Marco 3461

3 – All’Arco

arco

Sempre in zona Rialto ecco un altro indirizzo molto noto. La vicinanza con il mercato di Rialto aiuta, vista la cura riservata ai cicheti di pesce, tra i più apprezzati quelli con le alici marinate. Ci sono ovviamente baccalà mantecato e sarde in saor, ma trovate anche cicheti con melanzane fritte e gamberi, radicchio di Treviso e canoce, affettati, verdure e formaggio.

Completano il menu piccoli panini, verdure fritte, mozzarelle in carrozza, fiori di zucca ripieni e tanto altro. Quando siete All’Arco cercate di occupare uno dei pochi tavolini esterni: è complicato fare gli equilibristi reggendo piattino, bicchiere e impegnandosi in chiacchiere.

Calle dell’Occhialer – San Polo 436

2 – Alla ciurma

Ovvero come riuscire nell’impresa di trovare un bacaro non turistico nella zona più battuta di tutta la città, Rialto. In una calle laterale, nascosta alla vista, La Ciurma è una vera sorpresa: minuscola (preparatevi a sgomitare per raggiungere il bancone), pochissimi tavoli e un bancone di fortuna.

ciurma 2

La scelta di cicheti include polpette di carne, crocchette, fiori di zucca e melanzane ripiene, baccalà fritto, crostini con polipo, gamberi e pancetta, spada affumicato con pere e formaggio, tonno affumicato con cipolle rosse.

Ma si possono ordinare anche sarde e alici marinate e piatti di affettati e formaggi misti. Buona la scelta di vini, con un occhio particolare al territorio veronese.

Calle Galeazza, San Polo 406

1 – Cantinone già Schiavi

 schiavi

Nato nel 1944, è senza tema di smentite il bacaro migliore di Venezia.

I motivi sono molti: la competenza dei gestori, l’ampia scelta delle bottiglie, soprattutto la cura meticolosa dei cicheti, che non a caso hanno portato ai proprietari un’infinità di premi; assaggiate le salse –su tutte quella di noci con ricotta e ribes– e poi fateci sapere. Buoni e belli da vedere per scelta cromatica, abbondanti nella farcia, distanti dalla serialità un po’ noiosa dell’abbinamento baccalà mantecato – sarde in saor.

Venezia: abbiamo aggiornato la nostra lista dei 10 migliori bacari ciurma

Aggiungete una posizione ideale, in una zona non troppo battuta dal turismo di massa ed ecco il bacaro perfetto. Capace di rendere l’aperitivo quello che dovrebbe essere: un momento semplice, fatto di un buon calice, chiacchiere rilassate, bicchieri appoggiati sul muretto e il rumore di una barca che attraversa il canale vicino.

Rapporto qualità-prezzo decisamente imbattibile.

Fondamenta Nani, Dorsoduro 992

[Crediti | Immagini: Caterina Vianello, Remigio Ruzzante, Vino Vero

Caterina Vianello Caterina Vianello

25 ottobre 2017

commenti (3)

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  1. Non vedo più “Alla Vedova”, quello delle polpette.
    Chissà che criterio viene utilizzato.
    Per carità, mi sta tutto bene, anche il fatto che ormai i bacari siano di tendenza, ed in bacaro si sia trasformata tanto la vecchia, ormai estinta, osteria veneziana, quanto la vecchia “trattoria acchiappaturisti”, che si converte furbescamente in “bacaro”.
    A me va bene, ripeto, perché vado a Venezia ed almeno posso mangiare qualcosa e bere un bicchiere, senza farmi spennare o vedermi rifilati gli spaghetti allo scoglio fatti con i molluschi surgelati del giurassico.
    Però…

  2. “Do spade”, qualche metro più in là di Do Mori, più accogliente, grande menu, prezzi assolutamente modici

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