A causa del Coronavirus, il settore della ristorazione è in crisi: per bar e ristoranti Fipe prevede una perdita di 9 miliardi in vista dell'apertura del 1 giugno.
Sul take away Luca Zaia ha voluto precisare ciò che anche Giuseppe Conte ha ribadito: cibo da asporto non vuol dire mangiare sulla panchina vicina, ma a casa propria.
A proposito di take away: con apposita ordinanza il sindaco di Prato ha precisato che nella città è permesso l'asporto anche di bevande, non solo di cibo.
Un bicchierone di mezcal liscio: ecco il drink preferito dallo chef René Redzepi del Noma durante questo periodo di isolamento.
Ad Ancona una grigliata del 25 aprile nel cortile del condominio in barba alle norme anti diffusione Coronavirus ha portato a una multa per 5 persone.
Per allargare il raggio delle consegne a Torino e cintura, Poormanger si allea con Wetaxi, rete di tassisti della città.
A proposito di spesa online: secondo i dati di Payback nel primo mese di lockdown si è registrato un +227%, con crescita degli acquisti per surgelati e conserve.
Estreme modalità di protezione da Coronavirus: in Svezia apre un ristorante con un unico tavolo per una sola persona in mezzo a un campo.
Per quanto riguarda il take away, via libera anche in Marche e Liguria a partire dal 27 aprile. Ma sempre rispettando le norme anti Coronavirus.
I ristoranti e i bar riapriranno il 1 giugno, ha appena annunciato Giuseppe Conte, ma potranno vendere cibo da asporto a partire dal 4 maggio.
C'è una nuova ordinanza della Regione Campania che cambia le regole per la consegna a domicilio, che finalmente partirà il 27 aprile.
Code letteralmente chilometriche per la riapertura di un McDrive in Francia: su Twitter lo stupore dei cittadini.