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Esclusiva Dissapore. Nella tredicesima sfida del 1° Campionato Italiano della pizza si scontrano due celebri pizzerie campane: Pepe di Caiazzo (Caserta) vs. Pizzametro di Vico Equense (Napoli). 

Antica Osteria Pizzeria Pepe

Margherita con bufala

Confessione: ho automaticamente associato Caiazzo con una fermata della metropolitana di Milano, Linea 2 per la precisione, fino a quando il tabellone del Campionato della pizza mi ha spedito nel paesino omonimo, in provincia di Caserta, sede della blasonata pizzeria dei fratelli Pepe.

pizza bordo soffice

Inserito l’indirizzo nel fido TomTom sono partita alla volta di Caiazzo provando spesso durante le due ore del viaggio, la sensazione di brancolare nel buio: molte strade semideserte o unicamente ravvivate, si fa per dire, da caseifici. Sento che vi state preoccupando, tranquilli, c’è voluta pazienza ma sono arrivata.

fare la pizza margherita

Non del tutto risolto tra osteria di campagna e accogliente pizzeria con pavimento in cotto, il locale è del tipo che definiresti rassicurante. Mi accomodo, chiedo la margherita con bufala d’ordinanza.

interno pizzeria caiazzo

Aspetto visivo: disco di medie dimensioni, dal bordo alto e pronunciato con bolle in rilievo, base discretamente maculata.
Cottura: ben cotta.
Impasto/consistenza: soffice e spugnoso, superficie piacevolmente rugosa e appena croccante, alveolatura strepitosa, lievitazione accurata.
Leggerezza/digeribilità: molto leggera e digeribile, tanto che vacillo: ne chiedo un’altra?
Sapore: da mitologia della pizzeria campana, tentazione continua. Orchestrale, equilibrato, non c’è solista tra gli ingredienti ma l’insieme è strepitoso.
Vino/birra: vini del territorio, lista delle birre che va dalle classiche lager all’artigianale e localissima Karma.
Servizio: veloce, efficiente e gentile.
Prezzo: € 5,00.
Giudizio: una pizza deliziosa che si eleva dalla media delle concorrenti per l’impasto sopraffino, ancora lavorato a mano senza uso di impastatrici elettriche.

Prezzo medio € 15,00
Voto 94/100

esterno pizzeria pepe caiazzo

Antica Osteria Pizzeria Pepe, Piazza Porta Vetere 4, Caiazzo (CE). Tel. 082 3868401.

Ristorante Pizzeria Pizzametro

pizza margherita pizzametro

Dire Vico Equense, ridente cittadina che instrada alla struggente bellezza della costiera sorrentina, e pensare a Pizzametro è una cosa sola. Qui infatti, negli anni ’50 del secolo scorso, Gigino Dell’Amura ha brevettato la pizza al metro, non a caso il locale oggi è pomposamente sottotitolato: “Università della pizza”.

cornicione pizza pizzametro

Circa trenta minuti di ferrovia Circumvesuviana da Napoli e raggiungo Vico, Pizzametro è proprio nel centro del paese. Entro ed esco. Rientro. No, non è uno sportello bancario, è proprio una pizzeria. Tutto è a vista, tutto enorme, sala, cucina, pizzeria e zona forno. Al centro lo stanzino della cassa, che sembra voluto da un ragioniere d’antan con manie di grandezza.

preparare la pizza in pizzeria

Mi accomodo, ordino la solita margherita con bufala, replicano con la proposta di una pizza “sezionata” che include anche spicchi alla cacio e pepe, salsiccia e friarielli, pancetta affumicata.

interno pizzeria pizzametro

Aspetto visivo: disco rettangolare, ripartito in quattro gusti, cornicione praticamente impercettibile.
Cottura: poco uniforme, alcune parti sono quasi crude.
Impasto/consistenza: molto sodo e croccante, bordo stranamente pieno, alveolatura del tutto assente, lievitazione con qualche problema.
Leggerezza/digeribilità: non proprio digeribile.
Sapore: “diversamente napoletano”, cioè tipico e gradevole ma appesantito da una dose untuosa d’olio.
Vino/birra: ampia e articolata la carta dei vini, le birre sono le classiche lager nazionali e straniere.
Servizio: efficiente e gentile.
Prezzo: € 32,00 per la margherita con bufala al metro.
Giudizio: non mi aspettavo la classica napoletana, vista la particolarità di Pizzametro, ma il risultato è inferiore rispetto alle migliori pizzerie di Napoli.

Prezzo medio € 20/25,00
Voto 65/100

esterno pizzeria pizzametroPizzametro, Via Nicotera 15, Vico Equense. Tel. 081 8798309.

Passa al turno successivo Antica Osteria Pizzeria Pepe

[Gli editor del 1° Campionato della pizza sono: Carmelita Cianci, Fabio Cagnetti, Adriano Aiello e Andrea Soban. Immagini: Carmelita Cianci]

(1) Starita a Materdei vs Di Matteo (2) Sforno vs La Fucina  (3) Sorbillo ai Tribunali vs Di Napoli (4) I Tigli vs Sirani  (5) F.lli Cafasso vs Gorizia (6) Tric Trac vs Ciripizza (7)Antica Donnaregina vs Umberto (8) Lazzaroni vs. Tonda (9) Pellone vs. Il pizzaiolo del presidente (10) Il paradiso della pizza vs. La cascina dei sapori (11) Salvatore alla Riviera vs. Fratelli Salvo (12) Berberè vs. Pizza da Re.

commenti (64)

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  1. Avatar JAWS ha detto:

    La pizzeria Pepe è altresi’ famosa per essere l’unica pizzeria ( per quel che si sappia in giro) che impasta ancora totalmente a mano nelle madie in legno , non oso immaginare quanta fatica e costanza ci voglia , ma solo la passione spinge a tanto.
    Sarei curioso di sapere che farine utilizza Franco Pepe , ovvero le classiche intramontabili da pizza napoletana ( Caputo , Iaquone , San Felice ) oppure farine piu’ ” gourmettose” ( MArino , Quaglia etc ) …ad ogni modo il risultato mi sembra strepitoso

    1. Che belle le madie in legno. Ci cresce un sacco di roba buona, biofilms di prima qualita`, roba che al confronto la mozzarella blu e`pulita. Vuoi mettere un freddo piano d`acciaio ospedaliero, o almeno in marmo? Troppo poco tradizionale.
      Vero che la cottura a 400 gradi dovrebbe eliminare i batteri vivi, ma non sono sicuro tutte le tossine diventino inattive, come quelle prodotte da alcuni ceppi di pseudomonas.

    2. Avatar jade ha detto:

      santo cielo che ansia.
      è pizza, mica siamo nei laboratori di CSI.

    3. Avatar Mookie ha detto:

      Tanto per parlare un po’ di microbiologia, penso sia improbabile che dosi sufficienti di una tossina batterica possano resistere a 400°C, ipotizzando che la temperatura interna sia solo di 120°C, per 3-4 minuti. Tutto cambia se quella pizza viene appoggiato dopo la cottura sul brulicante piano in legno.

    4. Esattamente quello che intendevo. Basta uno sbaglio in cottura, con l`interno che rimane un po` poco cotto, diciamo 80 gradi, e sono cavoli. Poi si dovrebbe calcolare cosa succede nel raffreddamento. I problemi maggiori si hanno con le grosse pezzature, quando il cuore ha una temperatura di molto inferiore alla crosta.
      Ma poi, si puo` sapere quale accidenti di sapore in piu` o valore aggiunto in piu` dovrebbero conferire le madie in legno? Se e` un banale problema di umidita`, ci sono soluzioni altamente igieniche per pochi euri.
      Riguardo all` ansia, cara Jade, e` un problema di grandi numeri. Se fai dieci pizze all` anno, a casa tua, ti puo` dire bene (statisticamente), ma se un pizzaiolo fa 15000 pizze all` anno (almeno), la possibilita` di UN singolo errore cresce. Un po` come se il chirurgo si lavasse le terga a mani nude senza poi lavarsi prima di operarti.

    5. Avatar Jaws ha detto:

      Problemi con la pizzeria Pepe ? Leggo un leggero livore nelle risposte

    6. Avatar Jaws ha detto:

      Non penso ,credo sia una tradizione che tengono in piedi da parecchie generazioni , posso capire se l’avessero intodotto recentemente ma mi sa che ha una storia ben piu’ lunga

    7. Ci son cresciute generazioni con cibi preparati nelle madie. Se in famiglia avessi un sfarinacugghiuni come te, gli avrei consigliato già da tempo immemore di sbafarsi al desco ospedaliero. Il tuo range è sicuramente quello lì. E a tal proposito, evita di farmi il predicozzo o l’elenco di tutte le possibili implicazioni igienico-salutistiche. Con tutto il cuore: sei peloso! (Per i non addetti andare al succitato neologismo).

    8. @Michele: ti capisco, l`ignoranza e`una brutta cosa. Ma se ti metti a studiare un po`, vedrai che un po`di microbiologia la potrai capire. Basta un buon libro dell`alberghiero.

    9. Avatar jade ha detto:

      per me invece ha ragione Michele.
      tutta questa mania dell’asetticità, ha senso?
      le generazioni prima delle nostre non se ne sono mai curate.
      tantovale allora girare con l’Amuchina da spruzzare ovunque. ma allora meglio restare a casa.

    10. Però, scusa Jade, ma c’è libertà di opinione e comportamenti. Se lui ha queste fisime fa benissimo a fare ciò che dichiara esplicitamente nel suo nick: mangia solo ciò che cucina personalmente. Mangiare al ristorante, in ogni ristorante, espone a rischi

    11. Non serve certamente il tuo sapere da enciclopedia Conoscere, sappiamo in tanti delle cariche batteriche. E poi, se quanto tu affermi riguardo alla preparazione del cibo nelle madie fosse quest’atto criminoso così rilevante, sarebbero state sterminate generazioni intere.
      E poi ancora tu, invece di stare a preoccuparti di queste stupidaggini, se davvero vuoi renderti utile, perchè ad esempio non parli di come vengono preparati i wurstel di pollo e tacchino delle principali marche in circolazione? E quindi se è lecito commercializzare certe emerite schifezze, non vedo perchè non ci si possa dilettare ad usare una madia per farci un impasto. Non sarà certamente una lavorazione fatta in una madia ad ammazzarci (e per dirla tutta, ammesso che ci sia ancora qualcuno/a che abbia la fortuna di averne in casa e soprattutto che la usi per scopi non ornamentali).
      Il tuo recriminare è fuori corso come i sesterzi.

    12. Giusto per: il mio post delle 22.12 è per Mangio ciò che cucino

    13. D`accordo, me ne vado. Di fronte a un ignorante che insulta e`inutile continuare. Pero`mi stai valutando male, ho qualche annetto di esperienza con i biofilm. e magari potresti provare a leggere qualcosa di arte bianca, per vedere come le madie in legno non le usa piu`nessuno, a causa della facilita`di contaminazione e difficolta`di pulizia. Anche a causa di gente come te ho lasciato (felicemente) l`Italia.

  2. la pizza di pepe visivamente è a dir poco strepitosa, forse la migliore vista in tutto il campionato.

    1. Avatar Me Medesimo ha detto:

      Mi associo. Se mantiene quello che promette visivamente, deve essere davvero eccezionale. A guardare quel cornicione, viene voglia di farsi miniaturizzare per farci una passeggiata dentro!

    2. visivamente ai livelli di pepe metterei solo gorizia.
      in pratica non so quale sia la più buona e perchè, so solo che quando vedo le foto di quelle due pizze rimango incantato!

  3. Avatar triti ha detto:

    Scusa che vuol dire su Pizzametro: “disco rettangolare” ??? O é un disco o é retttangolare … 🙂
    Poi mi lascia un po’ perplessa la 3^ foto sempre di Pizzometro … che ci fa il porta olio/sale/pepe SOPRA la pizza da cuocere?

    Bello questo campionato: bisognerà prendere nota e provare!

    1. illusione ottica…in realtà è un ripiano sospeso sopra le pizze, ma effettivamente sembra appoggiato! 🙂

  4. Avatar Fabio ha detto:

    Già visivamente la pizza di pizzametro non prometteva nulla di buono… Ma l’ultima sfida napoletana prevede Michele?

  5. Pizza a Metro NON va nel campionato delle pizze napoletane! Quello strano unto, quella discreta pesantezza e’ lo strutto, usato per fare la pizza di paese.
    Questo non toglie che Pepe sia difficilmente battibile, ma e’ ingiusto il giudizio dato alla pizza di Vico con i parametri di valutazione della pizza napoletana. La salsiccia e friarielli fatta con l’impasto di paese (con lo strutto) e’ superiore a quella fatto con l’impasto napoletano

    1. infatti mi pareva, visivamente pizzaametro è molto diversa dalla pizza napoletana

    2. la pizza di pepe e’ strepitosa, ma questo non toglie che quella di pizzametro sia buonissima. diversa ma buonissima

    3. Avatar janeau ha detto:

      precisazione necessaria, che condivido

  6. Avatar Paola ha detto:

    Pizzaametro non puo’ entrare nella definizione di pizza napoletana..non ho visto una pizza cosi’ nemmeno dai “cinesi”.Pepe invece e’ una poesia…non avrei esitato un solo istante a fare il bis,tris,etc.

  7. Avatar mafi ha detto:

    Caspita che peccato. Mia madre ha mangiato la pizza a metro di Gigino e ancora ne parla per quanto le è piaciuta!
    Quella di Pepe in effetti è un piccolo capolavoro. Dovendo stare alla larga dai lievitati (spero non per molto) posso solo guardarla una pizza così…e invidiarvi profondamente. Ma tanto profondamente. Proprio tanto.

    1. Avatar mafi ha detto:

      Quello che mi ripete sempre mammà quando esce il discorso (in effetti il discorso lo faccio uscire io che sono monotematica e attacco gastropipponi a chiunque): “era diversa, non saprei spiegarti, aveva un sapore che non ho mai più ritrovato”. E magari quel sapore lì non esiste più ma è vivo e vegeto nei suoi ricordi:-)

  8. Premesso che considero la pizza dei F.lli Pepe eccezionale,
    ma siete proprio sicuri che il giudizio vada dato per una pizza con la bufala e non con il classico fiordilatte?
    Poi, “le molte strade deserte? brancolare nel buio? due ore di auto?
    ma se dall’uscita dell’autostrada di caserta ci si va in un volo! accompagnati da un paesaggio che ricorda moltissimo la Toscana, ergo bellissimo.