lasagne

Davvero avete ancora fame? Di sicuro, il vostro frigo straripa di avanzi del pranzo di Natale, scatole e scatoline, pirofile coperte con la pellicola, cartocci di alluminio, con ogni rimasuglio possibile e immaginabile di quelli che sono stati i vostri gloriosi menu di questi giorni. 

Se la risposta alla domanda iniziale è sì, cosa aspettate?

È arrivato il momento di riciclare, ma con intelligenza e gusto.

Fra piatti da riscaldare e pietanze da reinterpretare, ecco qualche spunto per gestire la montagna di avanzi del dopo Feste.

ANTIPASTI

eliminare spine dal salmone

 

Il salmone affumicato, o il salmone marinato a secco con sale e zucchero, si possono usare per un sugo per la pasta o per un risotto.

Avete ancora energie? Preparate un po’ di sfoglia all’uovo (non ci vuole molto tempo!) e confezionate una lasagna, o delle mezzelune, con una farcia di robiola e salmone.

I pâté di fegato possono arricchire un fondo di olio o burro, con qualche erba aromatica, in cui ripassare scaloppine o gli avanzi di arrosto affettato piuttosto spesso.

Capita che in tavola i sottoli e i sottaceti si mescolino nel vassoio degli antipasti e, quindi, non sia più possibile riporli ognuno nel suo vasetto originale.

Tritateli tutti insieme nel mixer e mescolateli alla maionese (a me avanza sempre anche quella): avrete pronta una salsa tartara buona con il lesso, i pesci bolliti, le uova, le patate al vapore, il cavolfiore.

PRIMI

scrigno di venere, pasta ripiena

 

Due i ricicli classici: pasticcio al forno o frittata. In entrambi i casi, potete usare avanzi di tagliolini e altra pasta lunga, quale che fosse il condimento, ma anche ravioli, tortelli & co. Gli unici “irriciclabili” sono cappelletti e tortelli lasciati languire nel brodo: se non li avevate scolati, si saranno stracotti e risulterebbero francamente immangiabili in qualunque forma.

Se, invece, foste stati previdenti e, sollevati dal brodo, li aveste conservati asciutti, potete ripassarli in teglia con un velo di besciamella e grana, anche racchiusi in uno scrigno di pasta sfoglia o brisée, oppure come si diceva, mescolarli con uova sbattute, formaggio grattugiato, avanzi di salumi e formaggi spezzettati e farne frittatone alte e golose.

Se vi è avanzata della sfoglia all’uovo liscia, tagliatela grossolanamente e fatene stracci e quadrucci irregolari da cuocere in brodo, unire a una minestra di verdure o saltare direttamente in padella in un sugo un po’ liquido, per esempio una classica passata leggermente allungata con olio e un filo d’acqua.

Risi e risotti possono diventare crocchette, arancini o, naturalmente, tortini al salto. Se la quantità è importante, il tortino può essere doppio e ripieno: uno strato di riso, una farcitura centrale di formaggio, prosciutto, verdure, ancora riso e sul fuoco vivace, fino a doratura di entrambi i lati.

CARNI

carne marinata

 

 

Il lesso si immagina sia stato conservato nel suo brodo e in quello si riscalda a fuoco dolcissimo sul fornello.

Per quanto riguarda gli arrosti, i più sbrigativi li cacciano nel microonde ma io preferisco il forno tradizionale. Disponete le carni, affettate non troppo sottili, in una pirofila formando un solo strato. Irrorate con il loro sugo di cottura, se ancora ne avete, o con qualche mestolino di brodo.

Coprite con alluminio e infilate nel forno, accendetelo e, per mantenere una giusta umidità (l’arrosto secco è pessimo) aggiungete sul fondo una ciotolina d’acqua.

Quando il forno raggiunge i 180°, attendete una decina di minuti e servite il vostro arrosto rigenerato con un contorno fresco: un’insalata verde andrà benissimo e bilancerà la sapidità della carne che il riscaldamento avrà accentuato.

A proposito di insalate, c’è naturalmente la possibilità di farle con le carni fredde, sfilacciate a mano: bolliti e volatili si prestano molto bene e si possono mescolare con verdure crude e cotte e persino con un po’ di frutta fresca, come melagrana, uva o ribes, oppure secca a guscio.

La versione libidinosa è il sandwich. In questo caso, affettate le carni (perfetti roastbeef, tacchino, lingua di vitello) sottilissime e alternatele tra due fette di pane in cassetta o da tramezzini con tanta salsa (senape, maionese) e foglie di lattuga o di radicchio: spuntino perfetto da sbocconcellare davanti alla tele.

PANETTONE E PANDORO

Avanzi del panettone, torta

Panettone e pandoro sono entrambi ottimi anche solo fatti rinvenire in forno o nel tostapane. Ma, se volete “farvi del male”, interpretateli in chiave french toast friggendo le fette, tagliate spesse, in burro spumeggiante e servendole calde, spolverizzate di zucchero a velo.

Naturalmente, potete impegnarvi nel cambiare maggiormente faccia ai vostri dolci.

Partiamo dalla specialità di Verona. Se vi è avanzata anche della crema al mascarpone, il gioco è semplicissimo: fettine di pandoro inzuppate nel caffè e alternate alla crema, spolverata finale di cacao e il tiramisù è pronto.

Se fosse, invece, il dolce milanese a uscirvi dagli occhi, potete preparare una versione natalizia della torta paesana, che è ricetta brianzola, quindi filosoficamente azzeccata.

Spezzettate un paio di fette di panettone e lasciatele ammorbidire coperte a filo di latte. Strizzatele leggermente e mescolatele con 2 uova sbattute, un cucchiaio colmo di cacao, qualche amaretto sbriciolato, una manciata di pinoli, una grossa noce di burro fuso e, si vi piace, un po’ di liquore (rum, Cognac, liquore all’arancia).

Dovete ottenere un composto piuttosto morbido: se così non fosse, diluite con altro latte. Versate in uno stampo da torta imburrato e infarinato e cuocete a 180° per 50-60 minuti, finché il composto si stacca dai bordi. La torta si serve fredda.

Fin qui, i miei ricicli più collaudati. E voi, che strategie mettete in atto per dare nuova vita ai vostri piatti del Natale?

Quali sono i trucchi per trasformare quattro avanzi in piatti nuovi e gradevoli? Raccontateli e condivideteli.

PRANZO DI NATALE, la serie

1. Antipasti.
2. Primi.
3. Secondi.
4. Contorni.
5. Ricette low cost.
6. Vino, spumante, champagne.
7. To-Do list.
8. Il Racconto.

[Crediti | Link: Dissapore. Immagini: Guardian, Dissapore]

commenti (12)

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  1. Avatar Hyde ha detto:

    Il fatto stesso che ci siano degli avanzi è già uno spreco e, in questo caso (ma solo in questo caso), riciclare non è affatto intelligente. Sul gusto poi lassamo perde và…..

    1. Avatar Gillo ha detto:

      Diverso è l’approccio che fa il percorso inverso 🙂 far diventare una ricetta dei classici del riciclato un piatto “espresso”, fatto “apposta”, “al momento”(à la minute)(quando ne hai voglia).
      Cioè si imita il procedimento tipico del riciclaggio ma partendo non dagli avanzi ma da ingredienti freschi.
      Ve ne ho già parlato: la pasta “riscaldata”, “arruscata”(dicono a Napoli), del giorno dopo, con quelle tipiche crosticine imbrunite(e saporite).
      La faccio “apposta” così(partendo non dagli avanzi) perché mi piace e ottengo dei risultati sulla consistenza difficili con la pasta del giorno dopo(forse è l’aspetto più rilevante).

      Sul Panettone agisco allo stesso modo: non aspetto che avanzi, ma da subito preferisco “abbrustolirlo” nel forno:
      sembra una vera fetta di bruschetta!Ed anche più bella.
      Sia il sapore(e gli aromi) che la digeribilità(soprattutto la digeribilità) vengono migliorati(chiaramente è un’opinione personale).
      Modulando T e tempo si può arrivare a diversi gradi di tostatura.

      Hyde, Laura “anche” leggendo i vostri commenti,
      ricordo sempre sorridendo la frase di un lettore che intervenne su D:
      “Tutti i tipi più originali(voi) e strani(io) si sono concentrati QUI su D.
      Disperdetevi!Sparpagliatevi”

      Ciao
      🙂

    2. Avatar Hyde ha detto:

      Gillo: se per strano si intende un genio ebbene TU sei Stranissimo 🙂
      LauraV: il tocco di semplicità e grazia che, a volte, ci manca
      A entrambi la mia stima e simpatia e naturalmente tutto il mio affetto

  2. Avatar LauraV ha detto:

    Ho letto i vari articoli sui menù natalizi. Ebbene cucino tutto l’anno piatti mai banali e il Natale lo voglio e preferisco sottotono. Mi inquieta la massa di gente che si precipita per i grandi magazzini e supermercati come se si mangiasse solo a Natale. Ugualmente non mi piacciono gli sprechi e la tronfia e, a volte, spocchiosa opulenza di certi pranzi, che sono per me anacronistici non solo in senso temporale ma anche culinario.
    Del menù natalizio deciso la sera prima mi è rimasta una cucchiaiata scarsa di risotto. Per me il Natale é poter stare insieme a poche persone care.
    Unici, comprensivi avanzi, si fa per dire panettone e frutta secca.

  3. Avatar LauraV ha detto:

    Ciao Gillo 🙂 per me panettone e frutta secca sono il punto di partenza per ricette creative ma non solo di dolci.
    Con le fette di un buon panettone le assotiglio con il mattarello le taglio con un coppapasta tondo e le tosto. Preparo una crema di formaggio spalmabile lavorato con zucchero e buccia di limone grattugiata monto una millesfoglie con le cialde tostate che decoro con frutta secca caramellata oppure con arilli di melograno ed ho già un dolce monoporzione per San Silvestro. Oppure uso il panettone ridotto in briciole poi tostate che diventano la parte croccante da mettere sui spaghetti quadri conditi con radicchio rosso brasato con un buon vino rosso, qualche goccia di aceto balsamico e briciole di panettone toste.
    Il panettone in briciole può essere usato con granella di frutta secca ed erbe aromatiche per la panatura di carni e pesce.
    Il brasato lo preparo sempre un po’ abbondante appositamente per poi fare degli anolini. Insomma un avanzo voluto.

  4. Mussolini malediceva gli Inglesi appellandoli in modo dispregiativo : popolo dai quattro pasti, noi Italiani mettevamo insieme a stento qualcosa per il mezzogiorno tenendone da conto pure per la sera.La guerra termino’ a favore dei meglio nutriti, con il boom economico si scopri’ che mangiare e’ esorcizzare la guerra e i suoi patimenti.Ancora oggi memori dei tempi passati e ben nutriti ogni giorno riserviamo l’eccesso ai giorni di festa dove l’unica dichiarazione di guerra e’ rivolta al fegato.Nelle festivita’ ci si fa prendere la mano complice l’Es (roba filosofica) stimolato per bene da blog, trasmissioni televisive,ecc. immagazzina da qualche nel cervello i contenuti di questi cosi’ da ingannarci. Davanti a due Panettoni ci spinge verso la confezione da due Kg anche se ceniamo in quattro. Cosi’ e’ spiegata la teoria dell’avanzo in modo grossolano.

  5. Avatar Magic Luke ha detto:

    Massimo quanto scrivi è vero ma non vale solo per le festività: al sud, di cui sono originario, qualcosa di speciale è sempre riservato alla domenica e in genere se si è in 10 si cucina per 20.
    Credo sia appunto un problema culturale, legato ai nostri nonni e genitori che hanno affrontato la guerra: mi basta pensare ai racconti di mia nonna, a come veniva centellinata la farina e ai trucchi e sotterfugi per distribuirne di più a chi era più affamato, per comprendere il suo modo di stare in cucina.
    Il cibo può anche avanzare, ma assolutamente mai e poi mai andrà sprecato: tutto veniva rigorosamente riciclato tale e quale o in altri piatti.
    Personalmente tendo a fare attenzione all’atto della spesa, in modo da non avanzare e non gettare niente -anche se dove vivo ora è dura far la spesa tutti i giorni-. mi vergogno assai a dover gettare del cibo, non c’è cosa che mi possa ferire di più ai fornelli.

  6. Avatar MAurizio ha detto:

    C’è anche da tener presente che in molti casi far avanzare del cibo in occasione anche di un banale pranzo della domenica è ineluttabile.
    Se puoi dosare gli spaghetti abbastanza facilmente (per quanto non puoi mai prevedere quanti ospiti prenderanno una “mezza porzione” e quanti faranno il bis) è meno facile calibrare una teglia di pasta al forno o un arrosto (prenderanno fettine o fettone ?). E’ difficile “calibrare” un pollo o un tacchino perché venga integralmente consumato dagli ospiti.
    Senza contare quelle ricette in cui la preparazione deve essere necessariamente “abbondante” pena una cattiva riuscita.
    Anche se si è in quattro, difficilmente una torta casalinga sarà da meno di 8 porzioni (e le “tortine” che vedo in pasticceria mi fanno a dir poco tristezza). Non parliamo poi di bolliti misti, legumi o carni al sugo che si cuociono a “pentoloni”, pena una cattiva riuscita della ricetta.
    Poi come giustamente detto, quello che avanza NON va sprecato, anche senza caricare gli ospiti di “avanzi” da portarsi a casa o costringendosi a mangiare lo stesso cibo tre giorni di fila.
    Se non lo si sa (può) “riciclare” si può (quasi) sempre congelare.
    E anche dopo un mese, un frigoverre di lasagne avanzate e congelate dopo una giornata di lavoro può riconciliarti con il mondo.

  7. Avatar Sandri_Bani ha detto:

    uno dei piatti che preferisco sono le polpette realizzate con il lesso avanzato:
    carne tritata, prezzemolo, parmigiano grattugiato, noce moscata, uovo, polpette e via!

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Tralascio del tutto il prezzemolo, ma ci macino un fondino di mortadella, quelli che al supermercato trovi sottocosto. Piuttosto una presina di sale aromatico, con le erbette da carni/arrosti, giusto per profumare.

    2. Avatar Sandri_Bani ha detto:

      grazie paolo! la prossima volta faccio una variazione e seguo il tuo consiglio!
      la parola mortadella mi risveglia l’acquolina anche in quest’orario da caffè post-pranzo…

    3. Avatar Paolo ha detto:

      In generale, Sandri, un fondino di salume è sempre un buon insaporitore. La mortadella è sempre la prima scelta, ma anche il gambetto del prosciutto o l’ultima striscia di speck fanno del bene alle polpette di lesso.