Qui dei seguito trovate il meglio di Dissapore nel 2017. Dove per meglio s’intende ciò che le divinità di internet, indifferenti a tutto ciò che non rientra nella legge dei grandi numeri, ci hanno detto essere i post più letti di quest’anno.

A loro (più semplicemente ai nostri amatissimi lettori, la cui scelta è comunque la scelta ultima) sono piaciuti tra gli altri: il Bimby, MasterChef, i miti dell’alimentazione sfatati, Cannavacciuolo e i cocktail, le gelaterie artigianali, fare la spesa da Lidl, i video sfoghi di Simone Rugiati compresi i battibecchi che ne sono seguiti.

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Ecco la lista di 15 cose che Google ha certificato come destinatarie del maggior numero di visite quest’anno su Dissapore.

bistecca reverse searing

15. Si chiama reverse searing, è la cottura che rende insuperabile la bistecca

di Gianfranco Lo Cascio, 16 maggio 2017

Gianfranco Lo Cascio, il re della carne cotta al barbecue, ci coinvolge con la sua smisurata e siderale passione nel reverse searing, la tecnica che permette alla bistecca di avere una crosta croccante fuori e un cuore cotto alla perfezione e succulento all’interno.

“Steak house: complicato fornire una definizione se non avete avuto ancora la fortuna di frequentarne una del calibro di Peter Luger, Gallaghers o Porterhouse. Seconda solo al Texas, New York è la patria delle steak house. Ma ovunque negli Stati Uniti è possibile trovare una steak house in cui sprofondare nel piacere di una bistecca indimenticabile, di quelle che che grondano sapida opulenza a ogni morso…”

14. Gli scienziati ci chiedono scusa per la curcuma: non cura un bel niente

di Cinzia Alfè, 5 luglio 2017

La rivista scientifica Nature pubblica i risultati di una ricerca sulla curcuma –diventata ex abrupto un supercibo irrinunciabile per gli italiani– basata su oltre 120 studi clinici. Cinzia Alfè riassume i risultati: in soldoni, sulle virtù terapeutiche della spezia venuta da lontano mancano prove certe.

“Per molti la curcuma rappresenta la panacea di tutti i mali, arrivata dal magico Oriente per curare dal mal di schiena alle infiammazioni intestinali, dal colesterolo alto al diabete. Questo ci hanno credere finora. Ma oggi si scopre che la tanto decantata curcuma non è quel rimedio prodigioso a cui ci è piaciuto credere, e che aggiungerne un pizzico alla colazione mattutina non trasformerà l’ordinario latte nell’elisir di lunga vita…”

pasta

13. Facciamo un sacco di errori cuocendo la pasta

di Cinzia Alfè, 9 febbraio 2017

Citando Dario Bressanini, il chimico prestato alla gastronomia più popolare del web, Cinzia Alfè si chiede se i gesti meccanici che facciamo, anche in campo gastronomico, in particolare nel cuocere la pasta, abbiano una spiegazione scientifica o non siano invece leggende perpetrate nel tempo.

“E quando l’acqua bolle, buttate la pasta” — “Perché?” — “Perché sì, perché da che mondo è mondo si è sempre fatto così, perché mia nonna faceva così, io faccio così e quindi è giusto così!”. “Ah, ecco. Ma poi, a quanti gradi bolle l’acqua?” — “A 100 gradi, è ovvio, lo sanno tutti anche senza cercare su Google…” Provate…”

12. Bimby: 5 errori che facciamo spesso

di Luca Barbiero, 26 febbraio 2017

Conciliare due posizioni in apparenza inconciliabili, questo prova a fare lo chef Luca Barbiero. Ovvero, Bimby è indispensabile perché fa risparmiare sforzi, fatica e preoccupazioni. Oppure no, Bimby è inutile perché cucinare è un atto sentimentale, quel poco di sforzo che ti richiede non è nulla?

“Facciamo un gioco: se vi dico Bimby qual è la prima cosa che vi viene in mente? L’apparenza che gira intorno alla nota macchina è diversa dalla realtà. Basta un giro nei social e si capisce che per sentito dire lo conoscono tutti, ma pochi sanno davvero cos’è. Recita il sito ufficiale “L’idea di Bimby è nata in Francia (nel 1960)…”

torta cioccolato 3 ingredienti

11. La torta al cioccolato con 3 soli ingredienti è una vera magia

di Cinzia Alfè, 21 settembre 2017

Superato lo stupore, Cinzia Alfè squaderna i segreti della ‘Oblivion’, la torta al cioccolato con soli tre ingredienti di Rose Levy Beranbaum, americana, autrice seriale di bestseller gastronomici. Il nome allude alla capacità del dolce di oscurare tutti gli altri, relegandoli a semplici comparse.

“Solo tre ingredienti: cioccolato, burro e uova. E’ tutto ciò che serve per avere una torta tartufata al cioccolato buona, bella e pronta in poco tempo. E’ mai possibile? La farina viene volutamente omessa per aumentarne leggerezza e cremosità…”

Simone Rugiati - Facebook

10. Al video di Rugiati risponde il proprietario del Sushi Su

di Caterina Vianello, 29 agosto 2017

Simone Rugiati si sfoga in un video con il ristorante Sushi Su di Padova, colpevole a suo dire di avergli servito pesce in scatola e del granchio, al quale il telechef sarebbe “leggermente intollerante”. Caterina Vianello intervista Massimiliano Liggieri, titolare del Sushi Su, che racconta una storia diversa.

“A Simone Rugiati non piace il ristorante Sushi Su: pensavate fosse finita? Nient’affatto, abbiamo aggiornamenti. Finora la scena è stata dominata dal video in cui il telechef di “Cuochi e fiamme” se la prende con il ristorante di Padova…”

damiano carrara

9. Bake off Italia: chi è Damiano Carrara, il nuovo giudice

di Nunzia Clemente, 12 giugno 2017

Perché l’annuncio del nuovo giudice di un programma tv popolare sì, ma non così dominante nei gusti dei lettori di Dissapore, si trova in questa classifica? Nunzia Clemente suggerisce di chiederlo a Google, smodatamente usato ogni volta che il talent sulla pasticceria va in onda per trovare informazioni sul nuovo giudice.

“Damiano Carrara è il nuovo giudice di Bake Off, talent ideato nel 2010 dalla Bbc, che in Inghilterra fa due volte gli ascolti della Champions League, pur essendo una sfida a base di torte per aspiranti pasticcieri. In Italia, senza raggiungere la portata del successo inglese, si è ben difeso fin dalla prima edizione del 2013…”

cono gelato cioccolato

8. Le migliori 100 gelaterie artigianali del 2017: da 10 a 1

di Massimo Bernardi, 20 luglio 2017

Anche nel 2017 la classifica delle migliori gelaterie artigianali è stata la più letta tra le tante di Dissapore. Le avventure di Massimo Bernardi per mappare il prodotto alimentare con la maggiore crescita per giro d’affari degli ultimi 70 anni –infilando un picco glicemico dietro l’altro– hanno portato a un nuovo numero 1.

“Alla fine della classifica 2017 la regione con il maggior numero di gelaterie artigianali presenti sarà l’Emilia Romagna con 15. Per la provincia bisogna spostarsi a Roma: sono 9 le botteghe di stanza nella capitale. Tra le nuove entrate l’Emilia Romagna è in testa con 6, seguita dal Veneto con 5 e il Piemonte con 3. Puglia e Sicilia rappresentano il Sud con 2 gelaterie…”

lidl

7. Il meglio che si compra da Lidl in 10 prodotti gourmet

di Chiara Cavalleris, 16 marzo 2017

La gourmettizzazione del mondo non ha risparmiato neanche i discount. Nessuno di noi pensava che un giorno avrebbe fatto lo snob andando da Lidl. Ma Chiara Cavalleris, annusata per tempo la tendenza, è andata, e dopo aver letto liste ingredienti a manate, ha assaggiato senza pregiudizi.

“Un conto è la spesa al supermercato: idee chiare e acquisti decisi senza peregrinazioni. Certo, lo scontrino settimanale sfiora le tre cifre. Altra cosa è destreggiarsi nel discount più frequentato, con diverse linee per le private label e marche note vendute a prezzi convenienti: Lidl genera bisogni che portano a deviare dalla retta via della lista…”

vincitori masterchef

6. Dove sono adesso i vincitori di Masterchef?

di Cinzia Alfè, 16 marzo 2017

Lontano dall’essersi attenuata, l’ombra di MasterChef si allunga per due volte sulle prime posizioni della classifica, qui con la classica storia “cosa fanno ora”, ideale per raccontare i personaggi che, ottenuti i 15 minuti di celebrità warholiana, sono tornati nell’anonimato. O quasi.

“Dissapore, sarebbe interessante un articolo sul tema ‘cosa fanno ora?’ i vincitori delle passate edizioni di Masterchef”. Ce lo avete chiesto e, come al solito, i vostri desideri (di lettori) per noi sono ordini. Riassumiamo le storie dei cinque Masterchef italiani che hanno preceduto Valerio Braschi…”

cocktail

5. I 10 cocktail più ordinati nei migliori bar del mondo

di Nunzia Clemente, 17 marzo 2017

La passione italiana per il bere miscelato ha la prepotenza dei culti recenti, come conferma la frenetica apertura di nuovi e appassionanti speakeasy, gin bar, risto-cocktail e tiki bar. Logico che una lista di cocktail classici, che Nunzia Clemente arricchisce di ingredienti e ricette, facesse da magnete per l’attenzione dei nostri lettori.

“Se il cibo ingrassa i palinsesti, approfittando del weekend possiamo sgrassarci mente e stomaco con un bel drink. Eccolo qui, il collegamento: come ogni anno Drinks International –la rivista “bibbia dei bar”– ha pubblicato la classifica dei cocktail più ordinati nel mondo…”

antonino cannavacciuolo

4. Cosa bisogna fare di preciso per diventare Antonino Cannavacciuolo

di Cinzia Alfè, 9 gennaio 2017

Gli chef, come tutti, mietono finché il grano della popolarità è alto, ma con gli spot pubblicitari Cannavacciuolo non dovrebbe esagerare: di fama si può anche morire. Senza che questo significhi per forza tornare al duro lavoro degli esordi quando, come ricorda Cinzia Alfè, lo chef campano disossava 20 prosciutti al giorno.

“Rompere le uova. Ottocento al giorno. E poi disossare prosciutti, lavare la cucina, pulire per terra. Questi sono stati i primi incarichi nella carriera di Antonino Cannavacciuolo. E non pensate che la strada verso il successo di oggi sia sempre stata costellata da applausi e popolarità. Anzi…”

bevande

3. Pensate che l’acqua sia la bevanda più dissetante? Ripensateci

di Cinzia Alfè, 4 agosto 2017

Sfatare il mito dell’acqua intesa come miglior bevanda dissetante e idratante, e farlo il 4 agosto, nel momento in cui l’arsura raggiunge i massimi livelli dell’anno, vale a Cinzia Alfè uno dei post di Dissapore più letti dell’anno, basato sul tempo di permanenza nel nostro organismo di 13 bevande tra le più consumate.

“Fa caldo, caldissimo,  la sete ti attanaglia la gola e tutto quello che desideri è solo un bicchiere di acqua fresca. Meglio se enorme. Invece per placare l’arsura è molto meglio una tazza di latte freddo, intero o anche scremato. Oppure, al limite, una bella golata di succo di arancia…”

Valerio vince Masterchef 6

2. Vinto Masterchef 6, Valerio lavorerà al Fourghetti con Bruno Barbieri

di Nunzia Clemente, 11 marzo 2017

Conclusa l’epica impresa, i vincitori di MasterChef trovano posto nel difficile mondo delle cucine professionali? L’annuncio che il vincitore dell’edizione n.6 lavorerà per uno dei giudici del programma, vale a Nunzia Clemente il secondo posto della classifica. Anche se Valerio Braschi, temendo di essere usato per l’improvvisa popolarità, non entrerà mai nelle cucine del Fourghetti.

“l vincitore della sesta edizione di MasterChef Italia, Valerio Braschi, lavorerà al Fourghetti, il locale aperto il 24 Giugno 2016 a Bologna da Bruno Barbieri, chef che, al netto del ruolo di giudice nel popolare talent culinario, ha inanellato 7 stelle Michelin in diversi ristoranti…”

bimby

1. Vale la pena comprare il Bimby? Abbiamo sempre sbagliato risposta

di Cinzia Alfè, 25 settembre 2017

Anche il 2017 è stato, evidentemente, l’anno del Bimby. Ogni aspetto dello strumento da cucina più esaltato e mortificato di sempre ha coinvolto i lettori di Dissapore. E proprio la divisione in due fazioni inconciliabili, scrive Cinzia Alfè, macchina da guerra insostituibile oppure ingombrante scorciatoia per esseri privi di qualsivoglia capacità manuale, ci ha sempre impedito di rispondere alla madre di tutte le domande: abbiamo davvero bisogno del Bimby?

“Una voglia di crema inglese vi coglie improvvisa. Segue il momento dei grattacapi. I casi sono due: potete armarvi di frusta, mettere sul fuoco un pentolino con tuorli e zucchero; unire latte caldo e aromi vari; girare senza sosta per una decina di minuti. Oppure potete tirare fuori il vostro Bimby, mettere tutti gli ingredienti nel contenitore senza troppe cerimonie e…”.

commenti (1)

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  1. Avatar Licatese ha detto:

    Cinzia Alfè merita chiaramente un aumento di stipendio (Ammesso che i food writers siano pagati in euro e non in cene a scrocco e pandori).