Cosa mangiare a Praga: 10 piatti tipici da assaggiare

Cosa mangiare a Praga? Il tour gastronomico tra le capitali europee oggi ci porta a Praga: ecco 10 piatti tipici da assaggiare nel cuore della Repubblica Ceca.

Oggi vogliamo portarvi in tour a Praga, capitale della Repubblica Ceca, città d’arte e calderone di piatti tipici derivati dalla tradizione boema, ebraica e prussiana. Vi ricorda qualcosa? C’è un fil rouge gastronomico che lega la cucina locale a quelle di Vienna e Budapest, città che abbiamo già avuto modo di esplorare e che costituiscono le basi di un triangolo culturale quasi obbligato, al cui vertice spicca proprio Praga. L

‘eredità imperiale tardo-romana e quella asburgica si riflettono in varie specialità attraverso le tre capitali: oggi andremo a vedere nel dettaglio cosa c’è da assaggiare nel cuore della Repubblica Ceca oltre a gulasch schnitzel.

Per voi imperterriti camminatori alla ricerca di musei, chiese e monumenti, abbiamo preparato un ricco menu di piatti da provare nella capitale ceca. Indossate scarpe comode perché stiamo per metterci in marcia alla volta di un tour gastronomico alla scoperta della cucina tipica di Praga: ecco cosa mangiare se siete nalla capitale della Repubblica Ceca.

Chlebícky

tartine

Di sandwich aperti ce n’è per tutti i gusti e per tutte le nazionalità. Che si tratti di bruschette italiane, pinchos spagnoli, smørrebrød danesi, Strammer Max berlinesi o croque monsieur parigini, l’estro europeo non si stanca mai di trovare nuove combinazioni di ingredienti da mettere in bilico sul pane tostato. Praga non fa eccezione e rilancia con il chlebícky, la versione locale della tartina da aperitivo.

Su una base di veka, il morbidissimo pane bianco simile alla baguette francese, vengono erette fantasiose torrette di cibo utilizzando gli ingredienti più disparati. Un classico è il chlebícky con maionese, insalata di patate, Emmental, prosciutto di Praga, uovo sodo e pomodoro; un twist più modernista è con tartare di manzo, aglio e uovo crudo. In ogni caso le nostre due proposte si perdono in un mare di possibilità, e vi renderete subito conto che a scegliere il topping dei chlebíchek a Praga ci si sente un po’ come quando ci si trova davanti al bancone dei gelati: c’è l’imbarazzo della scelta. L’unica certezza del vostro aperitivo con tartine rimane la birra, qui chiamata pivo. La bionda più desiderata di Praga è protagonista prima, dopo e durante i pasti: una pils vi costerà meno dell’acqua.

Smazeny Syr

Mozzarella in carrozza

Togliamoci subito il pensiero del fritto calorico, unto, brutto e cattivo. Lo smazeny syr è il classico street food della città; ricorda vagamente la nostra mozzarella in carrozza. Si tratta di formaggio fritto in una pastella di farina, uova e pangrattato e servito con patate, maionese e salsa tartara. La materia prima di solito è Edam, Emmental o Hermelín, formaggio a pasta molle e crosta fiorita tipico della Repubblica Ceca. Filante e cremoso, potete mangiarlo nature o aggiungere due fette di pane e attaccarlo direttamente con le mani.

Bramborák

frittelle

Un altro golosissimo fondamentale dello street food è costituito dal bramborák, che prende il nome direttamente dal suo ingrediente fondamentale: il brambor, ovvero la patata. Il pancake di patate in Europa e nel mondo non è certo una novità: fra i più famosi ricordiamo il latke della cucina ebraica, il rösti austriaco, gli hash browns americani, fino ad arrivare al tortel de patate della cucina altoatesina. Nella versione praghese il bramborák è fatto con patate grattugiate mischiate a uova e pangrattato, condito con sale, pepe, aglio, maggiorana e cumino, e fritto oppure passato in forno: il risultato è una frittellina fragrante e croccante che viene servita calda e cosparsa di salsa tartara. In realtà vi assicuriamo fin da subito che non sarà mai soltanto una, mettetevi l’animo in pace e per una volta lasciate che sia la gola a decidere per voi.

Knedlíky

Se mai vi venisse la tentazione tutta italiana di fare la proverbiale “scarpetta” con quel che resta del sugo o della zuppa, niente paura, potete dare libero sfogo ai vostri impulsi con i knedlíky. Questi gnocchi di pane sono una costante dei piatti tipici cechi e li troverete molto spesso on the side, come contorno panificato soprattutto delle preparazioni a base di carne.

I knedíkly sono costituiti dall’houska, un tipo di pane morbido, inzuppato nel latte ed eventualmente arricchito da prezzemolo e noce moscata (karlovasky knedíkly) o patate (bramborové knedíkly). Non finisce qui: questi gnocchi di rinforzo possono essere ripieni di funghi, formaggio, pancetta oppure dolci (ovocné knedlíky) con frutta secca o fresca e ricotta. Da soli o accompagnantisono sempre l’ultimo boccone, quello più ricco.

Vepro-knedlo-zelo

 

Non è una filastrocca, è una combinazione. Vepro-knedlo-zelo è il trittico nutrizionale della cucina praghese, un piatto unico e completo che mette insieme proteine, carboidrati, grassi e pure un ricordo di vitamine, un po’ denaturate dalla cottura ma ci accontentiamo.

Andiamo con ordine: vepro è l’arrosto di maiale magro, tagliato a fette; knedlo è abbreviazione per knedíkly, gli gnocchi di pane che qui vediamo in uno dei loro plurimi usi pratici; infine zelo, i crauti lessi che ci assicurano che sì, stiamo facendo il nostro dovere per sopperire alla nostra razione giornaliera di verdura. Tutto naviga nella salsa di cottura del maiale, perfetta per eliminare le differenze di gusto e colore tra i vari elementi del piatto e soprattutto per testare la capacità assorbente degli gnocchi.

Kulajda

Nessun pasto a Praga può definirsi completo senza una zuppa (in ceco polévky). Fra tutte le opzioni a nostra disposizione abbiamo scelto la kulajda, più che altro perché non potrebbe essere più lontana da qualsiasi piatto che penseremmo di trovare in Italia. Non è solo una questione di aspetto: gli ingredienti, la consistenza e il sapore non sono esattamente nelle nostre corde mediterranee.

Questa zuppa di funghi e panna acida è vagamente acida (appunto) e allo stesso tempo estremamente densa e cremosa, merito delle patate che addensano la minestra. La monotonia bianco-beige che avete consapevolmente deciso di ordinare è spezzata dagli sprazzi verdi dell’aneto, erba aromatica che come il prezzemolo spunta un po’ ovunque nella cucina locale. Attenzione: tutti questi attributi non sono per forza negativi, sicuramente non corrispondono ai nostri canoni mediterranei ma ehi, il mondo è bello perché è vario, soprattutto in cucina.

Svícková na smetane

Se cercate un piatto per le grandi occasioni lo avete trovato. Tradizionalmente servito nei ricevimenti matrimoniali o come piatto forte della domenica in famiglia, lo svícková na smetane è una delle preparazioni più amate dell’assortimento gastronomico locale. Questo secondo ha per protagonista la lombata di manzo arrosto che viene marinata insieme alle verdure (carote, sedano, cipolle) in un mix di spezie quali pepe, noce moscata, alloro, ginepro e timo, e lasciata bollire nella panna.

La carne tenerissima viene annegata nel gravy cremoso e allestita stile tavolozza insieme ai knedlíky, alla salsa di mirtilli rossi e alla panna montata. Il contrasto cromatico e agrodolce rende questo piatto bello da vedere e stuzzicante per il palato.

Kolách

pie

Questo dolce di indiscutibile paternità ceca e slovacca è emigrato a suo tempo negli Stati Uniti: se per qualche disgraziato motivo vi capita di perdervelo a Praga, potete sempre recuperarlo nel profondo Midwest d’oltreoceano, dove si sprecano i festival a esso dedicati. Il kolách prende il nome dalla parola di origine slavonica che significa “cerchio”: la base rotonda di pasta lievitata dagli spessi bordi rialzati viene farcita con composta di frutta o crema pasticciera. Le versioni americane ripiene di carne, jalapeños o formaggio potete tranquillamente bypassarle, creazioni snaturate dalla solita megalomania made in Usa. Per non sbagliare, rimanete sul dolce.

Buchtel

Dalla materia prima kolách si ricava questo dolce da colazione: la base dell’impasto è la stessa, solo che stavolta il composto non viene steso fino a formare un disco, ma viene diviso in tante palline. Messe in forno l’una accanto all’altra, si fonderanno in un unico soffice panino dolce di pasta lievitata. Il buchtel viene farcito di marmellata, semi di papavero o ricotta, anche se la tradizione vuole che il ripieno sia costituito esclusivamente dal powidl, una composta di prugne mature senza nient’altro.

Non eccitatevi troppo, il powidl sarà anche ipocalorico e privo di qualsiasi agente dolcificante o gelificante: ciò non toglie che, una volta pronto, il buchtel venga generosamente cosparso di zucchero a velo e crema alla vaniglia.

Malinovka

lampone

Abbiamo detto che la birra è la bevanda più popolare, virtualmente ubiquitaria e vergognosamente economica. Come si comportano gli astemi a Praga, dove le alternative scarseggiano e persino l’acqua è più “preziosa” della birra?  A mali estremi c’è sempre la malinovka, il soft drink di stampo sovietico che a suo tempo faceva il verso ai ben più diffusi contraltari americani. Questa bevanda gassata dolcissima aromatizzata al lampone più che dissetare fa venire ancora più sete. Nel periodo estivo in cui la troverete servita alla spina praticamente in tutti pub della città. Rossa, ghiacciata, dal sapore stucchevole e artificiale: una volta superati i pregiudizi, vi accorgerete che sarà sempre più difficile farne a meno.

Avatar Susanna Danieli

15 Agosto 2019

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