di Alessandro Trezzi 15 Giugno 2020
the kitchen beer restaurant; casorezzo;

Ci sono voluti parecchi mesi di ricerca e recensioni in incognito per stilare la classifica delle 20 migliori pizzerie di Milano (e provincia). Una lista, con mappa della città e del suo territorio circostante, che oggi aggiorniamo, con nuove pizzerie, visite recenti e aggiornamenti post lockdown.

Qualche pizzeria, ve lo anticipiamo, è temporaneamente chiusa.

Resta la nostra Gourmap, come la chiamiamo noi, che vi dà la possibilità di accedere alle singole recensioni delle pizzerie cliccando sul relativo tasto, nelle singole schede, e di avere una panorama costantemente aggiornato della meglio pizza meneghina.

Ora che abbiamo esaurito i convenevoli, due considerazioni. Milano è una città ricchissima di pizzerie clamorose, che non può prescindere dalla sua gastronomicamente fiorente provincia; ci prendiamo l’impegno di aggiornare questa classifica nel corso del tempo. È così che dovrebbe essere una guida digitale, dopotutto.

Non si può prescindere nemmeno dalla birra e dal beverage in genere: noterete che tra i criteri che hanno guidato le nostre recensioni, negli ultimi mesi, c’è anche quello. La selezione delle birre alla spina e in bottiglia o le carte dei vini hanno condizionato i voti (voti che a loro volta hanno determinato le posizioni di questa classifica), così come l’ambiente, il servizio, e i prezzi, oltre, ovviamente, a impasti e farciture.

Siete pronti? Dalla prima alla tredicesima, ecco le migliori pizzerie di Milano e provincia, secondo noi.

1. Pizzottella

Pizzottella a milano -Teglia-parmigiana-sezione

Via Lodovico Muratori 8, Milano

Pizzottella è la quarta figlia del gruppo Ranucci, un nuovo brand interamente dedicato alla pizza e nato da un’idea dell’oste romano David Ranucci (Osteria “Giulio Pane e Ojo”, Osteria Casa Tua e Abbottega), del giornalista Fabio Carnevali e del giovane pizzaiolo romano Jacopo Mercuro (Mani in Pasta, 180g Pizzeria Romana).

Un locale caldo e informale, dove sin dall’apertura la proposta è stata rivolta principalmente alla teglia romana, una specialità del centro Italia che ha tardato a varcare i confini della capitale.

Il format è poi stato arricchito da un ulteriore arrivo, la pizza tonda romana: bassa, scrocchiarella, figlia della fortunatissima proposta che Jacopo sta avendo a Roma nel locale 180g Pizzeria Romana.

Entrambe le versioni hanno comunque una caratteristica in comune: sono leggerissime e ben farcite.

Fascia di prezzo: 3.90 – 10 euro

2. The Kitchen Beer Restaurant

The Kitchen - La Margherita

Via Trento 1, Casorezzo (MI) – Via Monte Nero 73, Galliate (NO) – Via Giuseppe Garibaldi 27, Magenta (MI)

Un Beer Restaurant nato nel 2010 a Casorezzo, in provincia di Milano.
L’idea alla base è molto semplice: creare una birreria con cucina, quindi un ristorante di qualità con birre di qualità, rigorosamente artigianali: una lista di prodotti lodevoli a rotazione, con un impianto che negli anni si è ampliato arrivando a coprire 25 spine, di cui 23 spillate a CO2 e 2 a pompa.

La filosofia di The Kitchen Beer Restaurant non è mai cambiata negli anni: vengono proposti prodotti a “Km zero”, un concetto che nel 2019 non può più essere considerato un elemento distintivo. La particolarità sta piuttosto nella citazione, in carta, di tutti i produttori e fornitori di materie prime, un grandissimo e graditissimo espediente per valorizzare la qualità tanto decantata.

Nel Gennaio 2018, grazie alla consulenza del maestro pizzaiolo Giovanni Valletta (Istruttore e Tecnico Grandi Molini Italiani), nel The Kitchen World sbarca una curiosa estensione di linea: la pizza.

Non una pizza qualunque, bensì un prodotto cucito su misura per rispettare a pieno la filosofia del locale, con tanto di fornitori citati in coda. Impasto studiato, farcito con attenzione all’equilibrio e al bilanciamento di sapori e consistenze, cotto in un forno elettrico. Non è napoletana, non è romana, è la loro pizza: cornicione ben rigonfio, pasta asciutta, croccante e molto leggero, senza segni di decadimento in gomma tra la prima e l’ultima fetta.

La pizza del The Kitchen Inn è successivamente sbarcata anche nel secondo punto vendita del 2015, a Galliate.
Del Dicembre 2019 è invece l’ultima apertura, il The Kitchen: Pizza & Wine di Magenta.
Un nuovo format, in un locale molto più piccolo e dedicato esclusivamente alla pizza e all’abbinamento con i vini.

Fascia di prezzo: 7-17 euro

3. Crosta

Crosta - Melanzane

Via Felice Bellotti 13, Milano

Sotto la Madonnina cosmopolita, dove la napoletana è oramai in ogni angolo, è nato Crosta, nell’autunno del 2018, quando Giovanni MineoSimone Lombardi si sono accorti che proprio lì ci voleva un locale dove poter mangiare o acquistare sia il pane che la pizza.

Un ibrido tra un panificio e una pizzeria, con chiara divisione di ruoli e forni: Mineo (allievo di Davide Longoni) gestisce pane e pizza alla pala, e Lombardi (allievo di Simone Padoan) lavora sulla tonda.

La tonda è un prodotto è curioso, atipico, fortemente riconoscibile; l’aspetto ricorda quello di una pizza napoletana, ma dal diametro molto più piccolo (siamo intorno ai 24 cm) e dallo spessore maggiore.
L’impasto è ad ogni modo un’opera d’arte, e anche le farciture non sono da meno, con qualche piccolo segno di estro coraggioso come la versione con Ventricina, ananas, fiordilatte, coriandolo e cipollotto freschi.

Fascia di prezzo: 6.50-13 euro

4. Saporè Milano (temporaneamente chiuso)

saporè milano

Mercato del Duomo, Milano

Sbarcato finalmente all’ombra della madonnina il 20 Novembre 2019, Saporè Milano è l’ennesima figlia legittima dell’ormai celeberrimo lievitista Renato Bosco.

Siamo nella struttura del Mercato Del Duomo, al secondo piano, esattamente di fronte alla Terrazza Aperol, in una location ampia e luminosa, curata, addobbata da manifesti che rappresentano Bosco e le sue creazioni. All’ingresso, un punto vendita separato da una vetrata nel quale è possibile acquistare e degustare in maniera rapida il solo Doppio Crunch, per una pausa veloce e coerente con i concitati ritmi milanesi.

Tre sono le specialità che Bosco ha deciso di portare a Milano: Mozzarella di PaneDoppioCrunch e Pizza Tonda. L’offerta è di altissimo livello, a un prezzo per altro nemmeno troppo alto considerando la fama del proprietario; migliorando il servizio e la carta birre, Saporè potrebbe veramente diventare uno dei migliori locali di Milano.

Fascia di prezzo: 8-14 euro

5. Dry Milano

Via Solferino 33, Milano – Viale Vittorio Veneto 28, Milano

Facciamo un ripassino, in caso qualcuno non conoscesse Dry Milano (sul serio?!). Fu all’insegna del mood modaiolo meneghino che Dry inaugurò il 28 Giugno del 2013 ha aperto Dry, aprendo di fatto uno dei primi locali italiani in grado di affiancare pizza e cocktail in maniera credibile. Il successo non ha tardato ad arrivare, tanto che ad oggi sia la prima location in Via Solferino che la seconda (inaugurata ad Aprile 2018) in Viale Vittorio Veneto sono quasi sempre piene, anche in settimana.

Una fortuna dovuta, da quel che si dice, in gran parte all’abilità di Simone Lombardi, che a inizio 2019 ha deciso di intraprendere una nuova avventura, aprendo il suo locale Crosta insieme a Giovanni Mineo.

Oggi Dry è tra le mani di un giovanissimo della scena italiana, Lorenzo Sirabella, 26 anni, campano, allievo di Enzo Coccia. E noi lo (ri)proviamo, alla luce dei recenti cambiamenti.

Dry è di fatto diviso in due parti: il cocktail bar, “in vetrina”, dove sorseggiare le preparazioni dei bartender e gustare un aperitivo o la cena, e la pizzeria vera e propria, più luminosa, ampia e diversamente arredata.

La pizza è una tonda di taglia M, che fa parte (insieme a Crosta Lievità) di quelle napoletane gourmet che poco piacciono (più per principio che per critica) agli amanti della proposta tradizionale.
Eppure l’impatto è innegabilmente positivo: una pizza che sembra disegnata tanto è la cura per i dettagli, che si tratti di una scelta classica o dello chef.

Insomma, Dry non sarà di certo la più classica delle pizzerie, e anzi, forse di pizzeria ha ben poco a dirla tutta. Quel che è certo, è che il locale si conferma come uno tra i pochissimi ad avere una forte identità milanese, quella del bere bene, del bere in compagnia, del mangiare curato e ben servito.
Tutte accortezze che si pagano, e si pagano caro, ma che alla fine di una piacevole serata non pesano poi più di tanto.

Fascia di prezzo: 6-14 euro

6. La Baita dei Sapori del Sud

Baita dei sapori del sud - Affumicata dall'alto

Via San Bernardo, 77, Cassina Nuova (MI)

La pizzeria di Cassina Nuova è la seconda del giovane Cristian Romano e di suo padre, decisamente più luminosa, caratteristica e accogliente rispetto alla gemella di Garbagnate Milanese, aperta dal 2017, dallo stile più retrò.

Interessanti e piacevoli le grafiche sparse sui muri di tutto il locale, che circondano un imponente forno a legna, cuore pulsante del locale e sicuramente di grande impatto.

La pizza di La Baita dei Sapori del Sud è di taglia M, con il cornicione ben gonfio e vaporoso, i colori sgargianti e la cottura uniforme e maculata; è una delle migliori napoletane a canotto del Nord Italia, con farciture ricercate e originali, specialmente nelle versioni con le creme.

Fascia di prezzo: 5-10 euro

Voto: 4.3/5

7. Pizzeria Marì

Pizzeria Marì- Pizza Marì dall'alto

Via Lodovico Settala 16, Milano

A Milano il nome Ciccio Filippelli non è senz’altro nuovo. Prima vice e poi successore di Matteo Mevio a Marghe, è approdato a Salerno per un brevissimo periodo (Agosto 2018 – Gennaio 2019) aprendo una pasticceria, Re di Denari, per poi tornare in via definitiva a Milano aprendo, in società con Orobianco (un mozzarellificio con ristorante) la Pizzeria Marì.

Un antro informale, vintage e caratteristico dove viene servita una pizza napoletana classica con farciture selezionate, con qualche miglioramento necessario sul fronte dell’equilibrio.
Servizio rapido e cordiale, forse a tratti un po’ pressante.

Fascia di prezzo: 6-13 euro

8. Pizzeria Da Zero

Pizzeria Da Zero - Cilentana cornicione

Via Berardino Luini 9, Milano – Via dell’Orso 4, Milano – via Edmondo De Amicis 45, Milano

L’idea è di tre imprenditori, Giuseppe Boccia, Paolo De Simone e Carmine Mainenti, che nel 2014 e nel 2016 hanno fondato due locali omonimi, a Vallo della Lucania e a Matera. La trasferta milanese è quindi, di fatto, la loro terza opera, affiancata nel novembre 2018 dal quarto atto, sempre all’ombra della Madonnina (e precisamente a Brera) e l’ultimo, recentissimo, a Torino.

Un ambiente caldo, luminoso, semplice (fin troppo), vagamente anni ’70, decisamente poco originale, estremamente pulito.

Il prodotto di Da Zero è napoletana, ma con un format molto preciso: creare una pizza originale, riconoscibile per la qualità dei prodotti e il forte legame con il Cilento; una pizza napoletana classica dall’impasto lodevole, con farciture cilentane ricercate ma dal bilanciamento migliorabile.

Fascia di prezzo: 7-11 euro

9. Ambaradan Pizza

Ambaradan - Margherita dall'alto

Via Lodovico Castelvetro 20, Milano

Critiche, recensioni, feedback, apprezzamenti o dissensi: qualsiasi locale vive anche grazie alle opinioni dei visitatori, c’è poco da girarci intorno.

Basandosi su questo concetto, nel Gennaio 2018, Paolo Polli ha costruito Ambaradan su un’interessante idea di business: permettere al cliente di decidere (sulla base di tre alternative) il prezzo di quanto consumato, che si tratti di pizza, birra, antipasto o dolce.

A fianco di qualsiasi voce presente sul menu sono presenti tre prezzi in ordine crescente, corrispondenti a tre differenti giudizi (insufficiente, buono e ottimo) che il cliente potrà liberamente esprimere su quanto provato al momento del conto.

Vale per tutto ciò che è presente in carta, sfiziosità, fritti, pizze bianche e rosse, insalate, dessert, bibitie, cocktail, vini e birre.

Un curioso locale decisamente informale (a metà tra un pub e una pizzeria) dove viene servita una pizza tonda di ispirazione napoletana, preparata con farina macinata a pietra, ottima sia nell’impasto che nei condimenti.

Fascia di prezzo: 6-17 euro

10. Pizzeria Berberè

Berberè - Pizza Cipolle dall'Alto

Via Alfredo Cappellini 18/A, Milano

“La nostra mission: fare pizze buonissime, servite gentilmente, in luoghi bellissimi”: sono queste le parole di Matteo e Salvatore Aloe, i due fratelli calabresi che nel 2010 hanno dato il via a Berberè, uno dei progetti pizza oggi più diffusi del contesto nazionale (e non solo); 10 locali in Italia e 2 a Londra con il nome di Radio Alice, in onore della storica radio libera bolognese degli anni ’70.

Ciò che colpisce di primo impatto delle pizzerie Berberè è senza dubbio l’ambiente, colorato, riconoscibile, dichiaratamente pop, pieno di affreschi, grafiche interessanti e ben illuminato grazie all’ampia vetrata frontale.

La pizza di Berberè è una tonda dall’impasto originale, ottimo e leggero, e dalle farciture ricercate ma non all’altezza delle aspettative.

Fascia di prezzo: 5.90-13 euro

11. Mo Pizz

Mo Pizz a Legnano

Via Cadore 4, Legnano (MI)

Ben vengano le veraci proposte, soprattutto in una provincia ancora troppo scarna. Tra queste milita una recente apertura nel legnanese, Mo Pizz, nata dalle mani di Cristian Moschiano e del socio Lule.

Cristian proviene da un ristorante-pizzeria del varesotto, Made in Sud di Gorla Minore, un locale in cui approdò circa due anni e mezzo con una napoletana classica dalle potenzialità enormi, e che nel tempo è migliorata sempre di più. Oggi la scelta pare chiara e pienamente condivisibile: creare un nuovo brand interamente incentrato sulla pizza napoletana, senza estensioni di linea, senza i rallentamenti della ristorazione ampliata, focalizzandosi su un solo ed unico obiettivo.

Il locale è luminoso, caldo, accogliente e in grado di tenere un buon numero di coperti.
Pareti bianche con qualche intermezzo di mattoni a vista, gli stessi mattoni che ricoprono il bancone di Cristian, sul quale spunta l’immenso forno a legna, ben visibile all’entrata.

Quella di Cristian è una napoletana classica, taglia L, realizzata partendo da una farina del noto marchio 5 Stagioni, la Napoletana.
La assaggio dai suoi esordi, e credetemi quando vi dico che è una delle migliori rappresentazioni della celebre tipologia che si possano trovare in provincia milanese. Impasto leggero, cornicione sviluppato senza eccedere, scioglievolezza ai limiti dell’estremo, ma soprattutto ingredienti di qualità veramente superlativa.

Mo Pizz conferma le speranze che avevo riposto sin dall’annunciazione del locale: un’ottima proposta, degna delle migliori di Milano e con un ottimo potenziale: con qualche aggiustamento qua e là potrebbe davvero spiccare il volo.

Fascia di prezzo: 5.50-15 euro

12. Pizzeria Lievità

Lievità: Radicchio, funghi e salsiccia

Via Ravizza 11, Milano – Via P. Sottocorno 17, Milano – Via Varese 4, Milano

Nata nell’aprile del 2015 in Via Ravizza dalle mani di Giorgio Caruso e di due soci.
Casertano, classe 1983, dopo aver frequentato scultura all’Accademia delle belle Arti di Napoli si è letteralmente “reinventato” pizzaiolo, giungendo al nord per proporre la sua idea di pizza: un prodotto di ispirazione napoletana ma rivisitato, studiato e innovato sia negli impasti che nelle farciture.

Dopo un anno e mezzo di consensi, a ottobre 2016 Giorgio ha aperto il secondo ristorante in Via Sottocorno e il terzo, a luglio 2017, in Via Varese; a dicembre dello stesso anno poi, come già abbiamo raccontato, Lievità è sbarcata a Londra con ben due punti vendita (a Swiss Cottage e Islington), con una proposta in carta molto simile.

Lo stile dei locali Lievità è bene o male sempre lo stesso: ampie lampade a campana, pavimento piastrellato, muri bianchi, sedie in acciaio e tavoli in legno apparecchiati da semplici tovagliette in carta personalizzate.

Una pizza napoletana rivisitata in chiave gourmet da Giorgio Caruso, con farciture ricercate e un impasto che si distacca molto dalla tradizione, in un ambiente formale caratterizzato da un servizio rapido e cordiale, ma poco personale.

Fascia di prezzo: 8.50-18 euro

13. Giolina

giolina a milano

Via F. Bellotti 6, Milano

A discapito di chi ancora pensa che la pizzeria non possa in alcun modo essere chic, non è raro trovare locali curati ed eleganti, specialmente a Milano.

Ecco, Giolina non fa decisamente eccezione: uno stile pulito, luminoso, con colonne e tavoli in marmo, sedie in legno, pareti bianche con la parte inferiore in legno rosso. Uno spazio ampio ma lineare, pulito e semplice nella sua eleganza, con qualche quadro appeso qua e là, l’enorme bancone per il beverage all’entrata e in vistoso forno a legna sul fondo del locale.

Sul servizio purtroppo bene ma non benissimo. Quando la movida milanese riempie i coperti, intorno alle 21, ecco che scatta la confusione; camerieri che ti chiedono se ti sta già servendo qualcuno, piatti che arrivano a blocchi, caffè e amari in ritardo di decine di minuti e una coda alla cassa veramente troppo lunga per essere vera.

Quella di Giolina Milano è una napoletana di taglia M, generosa nel cornicione, molto morbida e sicuramente profumata.
Cottura sotto ben eseguita, maculatura uniforme su tutta la superficie, pochi e davvero sporadici segni di bruciatura (segno di un’ottima gestione del forno). Purtroppo tutto ciò non basta per far scomparire i difetti riscontrabili già in prima battuta sulla gommosità del cornicione, che si accentua via via che la pizza raffredda.

Insomma, quella di Giolina è un’esperienza sicuramente sopra la sufficienza, e che tuttavia non riesce ad andare più in là di alcuni limiti.

Fascia di prezzo: 8-14 euro

14. Pizzeria Assaje

Assaje a Milano

Via Piazzale Segrino, Milano – Via Raffaello Sanzio 14, Milano – Largo di Porta S. Alessandro 1, Bergamo – Via Torino 33, Trieste – Piazza Giacomo Matteotti 11, Udine

Assaje conta ben due locali nel milanese, uno a Bergamo, uno a Trieste e uno a Udine. Noi siamo stati in zona Isola, in Piazzale Segrino, dove non sono ammesse prenotazioni; un mercoledì sera come un altro, ma già un quarto d’ora dopo il mio arrivo, alle 19.45, il piccolo antro scalpitava di gente e si esaurivano coperti disponibili.

Il locale è luminoso, vivace, una pizzeria vecchio stile semplice ma curata, che sprizza napoletanità da tutti i pori. Tavoli in marmo, porte e banconi in legno, frigoriferi ovunque e la cella di lievitazione ben in vista.
Il personale è tantissimo, ben organizzato, rapido ed efficiente, una vera e propria macchina da guerra.

La pizza di Assaje è di taglia M, con il cornicione pronunciato ma non troppo, la basta colorata e uniforme, con qualche tentativo di maculatura segno di una pizza cotta a forno non ancora ben stabile.
Il difetto più evidente è rappresentato dalla base, gestita in maniera non ottimale; una differenza lampante tra l’uniformità del bordo e la bruciatura del fondo, segno di una platea troppo alta e di una temperatura in camera più bassa del dovuto.

Assaje è un luogo di culto nel milanese, un antro napoletano dal fascino inconfondibile, dove il tempo sembra essersi fermato. Tra le coccole dell’arrivo e dell’arrivederci e la prontezza del personale, l’esperienza è e rimane di alti livelli. Purtroppo però, il prodotto dovrebbe rispettare la scia per poter raggiungere il meglio della città, per poter competere con quelli che oggi sono i veri mostri da battere.

Un luogo bellissimo, rimasto fermo: si gioca su una pizza gourmet troppo carica, esagerata e poco equilibrata. La disattenzione nella cottura oggi non può e non deve essere perdonata.

Fascia di prezzo: 6-18 euro

15. Cocciuto

cocciuto a milano, recensione

Via Bergognone 24, Milano – Corso Lodi, angolo Via Gian Carlo Passeroni 2, Milano – Via Melzo (angolo Via Spallanzani), Milano

Via Bergognone, Corso Lodi (Porta Romana), Via Melzo: con tre aperture, infilate una dietro l’altra a Milano tra i 2018 e il 2019, Cocciuto si ascrive ai brand di pizzerie dai chiari intenti espansionistici, il format ben assestato e la pizza napoletana al centro.

Un locale grande, spazioso, luci soffuse e un design davvero caratteristico e ben curato.
Mattoni a vista, interni urban chic con elementi sia industrial che di carattere contemporaneo, tavoli in legno e parquet. Un bel colpo d’occhio da 70 coperti, non c’è che dire.

Purtroppo, alle impressioni largamente positive sull’ambiente, si contrappongono quelle totalmente negative riguardo al servizio, veramente troppo poco professionale, e con errori che, in locali di questa taratura, non dovrebbero assolutamente capitare.

Taglia M, cornicione gonfio e generoso, stesura non sempre uniforme: sono le caratteristiche principali della pizza di Cocciuto, che a vedersi è bella davvero.
Peccato per i grossi difetti di cottura, perché le farciture meritano davvero la cena.

Cocciuto, format di Paolo Piacentini e di Michela Reginato, ha potenzialità a dir poco enormi: ricette studiate, calibrate, un ottimo impasto, un’ottima selezione di birre e un locale stupendo con attrezzatura disarmante.
Se non fosse per le mancanze troppo gravi, il livello dell’esperienza sarebbe decisamente più alto.

Fascia di prezzo: 6-14 euro

16. Pizzamorefantasia

Pizzamorefantasia a Legnano

Viale Sabotino 283, Legnano (MI)

Pizzamorefantasia è un locale aperto nel 2016 a Busto Arsizio (VA) che, alla mia prova di un po’ di tempo fa, mi piacque molto. L’occasione giusta per parlarvene arriva ora: a fine 2019 la pizzeria si è ufficialmente spostata a Legnano (MI), in fondo a Viale Sabotino.

Dall’esterno, Pizzamorefantasia risulta quasi nascosto dietro un paio di grossi negozi, timido, riservato.
Dentro la storia cambia, e parecchio.

Un luogo gigantesco, dal soffitto alto e a tratti industrial, realizzato ispirandosi ad una piazza ideale addobbata per la festa del santo patrono. Luminarie e fili di luci ovunque, pareti, cementine e rivestimenti in tonalità bianco, grigio e nero; il tutto circonda la grande isola centrale che prevede, nell’ordine, il bancone con cassa e bevande, i due spettacolari forni a legna color celeste e il banco per la stesura, e la cucina a porte chiuse.

Una delle location più belle e suggestive che abbia mai visto in questo ambito. È davvero un peccato che il servizio risenta di qualche pecca evidente.

Taglia M, cornicione sviluppato ma non troppo e stesura spesso imprecisa. Nonostante qualche problema di cottura riscontrato alla nostra visita, Pizzamorefantasia è tra le migliori pizzerie di Milano e provincia, nel complesso.

Un locale dall’impatto pazzesco, che però si perde in un bicchiere d’acqua proprio su quello che è sempre stato il suo prodotto di punta, e che nel varesotto non presentava gli stessi difetti visti nel milanese.

Fascia di prezzo: 4-13 euro

17. Pizzeria Reginè

Pizzeria Reginè a Paderno Dugnano

Via Custoza 31, Paderno Dugnano (MI)

Un locale ampio e luminoso, circondato da vetrate che danno direttamente su un parcheggio di un parco commerciale. Tavoli, sedie, soffitto e pareti riprendono diverse tonalità di grigio che ben si sposano tra di loro.

Caratteristiche e gradite le raffigurazioni di Antonio De Curtis (in arte Totò) e Sophia Loren, simboli indiscussi di Napoli e della sua arte. Stupendo l’ampio bancone, illuminato e ordinatissimo, con lampade a infrarossi per tenere in caldo le pizze sfornate mentre il personale termina le farciture, e un maestoso forno a legna sull’angolo, anch’esso grigio.

La pizza di Reginè è una napoletana “moderna” di taglia M, con cornicione evidente e pronunciato. Innegabile l’impatto una volta che la pizza arriva al tavolo, profumata e gonfia come una nuvola.
Purtroppo però, la cottura risulta ancora parecchio altalenante; se alcune pizze risultano essere ben uniformi e colorate in tutta la superficie, ad altre non va altrettanto bene, sintomo di una gestione della potenza del forno a legna, non così semplice da manovrare soprattutto in serate concitate.

Reginè è letteralmente partita in quarta, forte probabilmente di un’ottima location specie per le pause pranzo dei lavoratori.
I difetti purtroppo, tra servizio, carta delle bevande e cottura del prodotto, abbassano non di poco le aspettative che, devo essere sincero, erano ben più alte.

Fascia di prezzo: 6-13 euro

Voto: 3.4/5

18. Pizzeria Lievito Madre al Duomo

Gino Sorbillo Lievito Madre al Duomo di Milano

Largo Corsia dei Servi 11 (C.so Vittorio Emanuele), Milano

Se si pensa al mondo della pizza napoletana, uno dei primi nomi che senza ombra di dubbio vengono in mente è quello di Gino Sorbillo. Napoletano DOC, appartenente ad una delle famiglie di pizzaioli partenopee più antiche; furono i nonni Luigi Sorbillo e Carolina Esposito a fondare nel 1935 la prima pizzeria nella storica Via dei Tribunali.

I locali di Gino sono ad oggi ben 10, di cui 3 a Napoli, 4 a Milano, 1 a Roma, 1 a Genova e 1 a New York.
Nell’Ottobre 2014 ha aperto, Lievito Madre al Duomo, all’ombra della madonnina, di concezione molto simile alla storica pizzeria di Via dei Tribunali.

La pizza di Gino Sorbillo è una napoletana a ruota di carro di taglia grossa, con un impasto classico che tende a diventare gommoso in fase finale, ma con una farcitura (seppur semplice) di grande qualità.

E per la quale dovete tenere conto di una coda non indifferente.

Fascia di prezzo: 8.30-12 euro

19. Nàpiz’ Milano

Napiz a milano

Viale Vittorio Veneto 30, Milano

Il quinto locale di Pasquale Pometto, classe 1977, ha iniziato a stendere pizze a 14 anni per poi raggiungere il successo vincendo il campionato del mondo del 2004.

La pizzeria Nàpiz’ ricalca la linea delle altre, sempre colorata, piena di oggetti vintage e dipinti dello stesso pizzaiolo.

Anche la pizza è la solita di Pometto, una napoletana sbagliata, “massaggiata” sottilmente e cotta a temperatura inferiore, purtroppo priva di quella personalità di impasto e ingredienti che ci saremmo aspettati da una personalità estroversa come la sua.

Fascia di prezzo: 7-10 euro

20. L’Antica Pizzeria Da Michele (temporaneamente chiuso)

Da Michele Milano - Cottura della base

Piazza della Repubblica 27, Milano

L’attività della famiglia Condurro è in piedi dal lontanerrimo 1870, ma fu nel 1906 che Michele, figlio di Salvatore, perfezionò l’arte aprendo la prima pizzeria, spostata più avanti nell’attuale locale di Via Cesare Sersale a Napoli, da molti considerato “Il tempio della pizza“.

Oggi Da Michele è ormai molto più di questo, è un progetto evoluto e in evoluzione, un’azienda, un brand a tutti gli effetti. “Da Michele in the World” nasce nel 2012, con lo scopo di esportare la storica pizza in tutto il globo, toccando Londra, Barcellona, Tokio e Fukuoka in Giappone, Roma, Firenze e Milano.

E proprio a Milano, nell’ex “Ricci” di Belen e Bastianich, nasce una filiale del franchising L’Antica Pizzeria Da Michele: bella, solare, aperta, in pienissima zona Centrale, con servizio tuttavia lento e abbastanza impersonale.  La pizza più tradizionale possibile, napoletana e a ruota di carro, 40 centimetri di disco che sborda considerevolmente dal piatto, sottile e dal cornicione assente. Il sapore è davvero ottimo, ma sulla costanza si potrebbe fare decisamente di più.

Una bella apertura adombrata da un’interdittiva antimafia, sopraggiunta lo scorso febbraio, motivo per il quale la pizzeria milanese è temporaneamente chiusa. In base al corso della giustizia, stabiliremo se eliminare o mantenere questa sede milanese tra le nostre pagine.

Fascia di prezzo: 8-13 euro