Pagavamo ancora con i gettoni racimolati per casa, pensate che festa quando ci allungavano la banconota da 500 lire. Rimossa la raccomandazione di portare il resto appena usciti di casa, cominciavamo a scialare il capitale. Io più o meno così: ghiacciolo Arcobaleno Eldorado, quattro gusti—amarena, arancia, limone e menta— in un colpo solo (100 lire), Concertino Motta, stecco alla vaniglia con granella di biscotti e l’ingrediente killer, il variegato all’amarena (200 lire), sacchetto di caramelle mou alla panna, quelle con la carta bianca e azzurra (50 lire), pacchetto di Gomme del ponte Brooklyn Gustolungo (100 lire), bicchiere di spuma al ginger (50 lire). E dalle vostre parti, come si scialava dalle vostre parti? [Ispirazione: friendfeed/Livefast]
Cinquecento lire
I nuovi equilibri della gastrocrazia
Il tempo passa ma il marchio Slow Food continua a valere oro e Carlo Petrini deve solo scegliere a chi vendere le sue visioni. Potente ma pulito e giusto, tanto da rompere con il Gambero Rosso, prepara una corazzata del vino sotto forma di guida con l’editore Giunti, che ha portato in dote la prima catena italiana di librerie per numero di punti vendita. Tutto bene, solo non si capisce il motivo del sorriso complice stampato sul volto del fondatore di Slow Food mentre abbraccia Antonio Tomacelli, editor in chief di Intravino, l’altro blog della famiglia Dissapore Media.
Che si preparino nuove alleanze nel nome di Internet?
Una playlist di canzoni sul cibo
Il problema sono io, e la mia necessità di pensare sempre a cose che si mangiano. Per dire, adesso mi sono messo in testa una playlist di canzoni sul cibo da sentire durante la corsetta quotidiana. Solo che me ne sono venute in mente tre, belle eh, ma tre. Ma… continua »
Lezione di marketing per il ministro Zaia

Cari lettori di Dissapore, vi presento il primo figlio illegittimo del panino McItaly. Occhio, la visione della scatoletta di cibo per gatti è raccomandata a un pubblico adulto: altro che Paranormal Activity, questo “Yellow Tuna Florentine” potrebbe togliervi il sonno per sei mesi. Dico io, si può enfatizzare la bontà di un’orrifica poltiglia per gatti scrivendo che è fatta come solo in Toscana? Se un minimo vuoi essere coerente almeno mettici i fegatelli. Macché, il tonno (tonno? Firenze?). Continua a leggere »
Scherza con il fuoco ma non con il cuoco (specie se pesa 118 kg)
“A Carnevale ogni scherzo vale”, dicevano i simpaticoni all’uscita di scuola riempendoti di farina o magari schiumando l’innocua vecchietta che passava di lì. Mi sono tornati in mente leggendo l’altro giorno su Facebook lo svalvolamento sfogo di Andrea Alfieri, chef del ristorante milanese Sempione 42, vittima di uno scherzo misterioso.
Martedì mi chiama… continua »
La settimana che ci ha fatto confondere Morgan con il ministro Zaia
1 – Zaia iz the niu Morgan? (Zaia come Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole, con rispetto parlando).
2 – Questa settimana il Mcministro aveva risposto al Guardian e a noi, “gastrofanatici comunisti”.
3 – Facendo dire “qualcosa di sinistra” (cit) a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Finalmente.
4 – Nel nome della cucina molecolare…. continua »
First we take Manhattan. L’invasione italiana di New York

Missione possibile: prendersi New York. Se 2 indizi non fanno una prova cosa ne dite di 3? 1) Che la cucina romana fosse il nuovo trastullo della Grande Mela gaudente lo abbiamo saputo da un po‘. Ma ieri sera, camminare lungo la 23esima chiariva le dimensioni della nuova italo-invasion. Continua a leggere »
Mangia il tuo nemico | McItaly di McDonald’s
Alla fine chi si è sacrificato? Io. Sono andato alla trattoria americana (come la chiamava il mio prof di storia contemporanea), ho fatto 14 minuti di fila, finchè uno stanco e triste commesso vestito Diadora con tanto di logo del Ministero dell’Agricoltura sul petto, mi ha servito un McItaly. 4.20 euro. Sono… continua »
Il Pranzo della Domenica | Dov’è finito il Pique Nique?
Non è che sia particolarmente incline alla nostalgia, se la nostalgia significa televisione in bianco e nero, telegiornali sul Nazionale, surrogato di caffè e acqua fatta con l’Idrolitina. Non sono incline alla nostalgia di un tempo in cui l’ampiezza del lessico inglese che si utilizzava comprendeva tutte le sfumature della… continua »
Ratanà, osteria con uso di metronomo
Ingobbito sul latifondo di purè servito in accompagno a due muscolosi involtini di verza, considero quella facciata belle epoque introdotta da una cancellata altisonante e un gran viale d’ingresso. Bellissima: sembra la casa di Stuart Little, incastrata con poco più di un filo d’aria attorno nella newtown di Milano, grattacieli di… continua »










