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Nome: Francesco Feraci
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Commenti degli utenti

  1. Diciassettesima e diciottesima puntata: tutti i drammi di Masterchef 3, Twitter Edition

    Rachida finirà tra le prime 4, l’odiata da tutti verrà portata fin quasi in finale, esattamente come hanno fatto con l’odiosa Krissi in Masterchef Usa… prevedibile e scontato… la differenza era che Krissi stava sulle scatole a tutti ma era piuttosto brava a cucinare… questa invece l’hanno favorita dal primo momento. A quanti altri concorrenti è stato permesso di andare a casa e ripreparare un piatto da portare alle selezioni perchè quello presentato faceva schifo ? D’altra parte se non ci fosse lei di cosa parleremmo ? perderebbero immediatamente il 50% di share…

  2. Dateci Jamie Oliver, di quel che mangiano i nostri figli nelle mense scolastiche non interessa a nessuno

    infatti il mio pensiero è: se mi dai qualità pago per la qualità molto volentieri, ma se la qualità non me la dai e ti fai pagare ugualmente tanto allora non va bene.

  3. Dateci Jamie Oliver, di quel che mangiano i nostri figli nelle mense scolastiche non interessa a nessuno

    credo che ogni comune possa fare come meglio crede. Io ho un po’ guardato varie realtà e ci sono profonde differenze tra un posto ed un altro. No, i genitori, almeno molti di loro, non sono interessati alla qualità, purtroppo, almeno dai commenti che leggo. Comunque nella genesi dei menù è sempre coinvolta la figura del dietista e gli intenti sbandierati sono sempre i più alti. Ho visto menù veramente belli e attività notevoli in alcuni comuni. Su internet vengono pubblicati i menù delle mense che vengono anche affissi nelle scuole. Sarebbe secondo me da preferire la qualità e la varietà dei prodotti e credo che in definitiva sia un po’ l’intento di tutte le amministrazioni. Ma capisci che c’è differenza se mi dicono (pistoia) prosciutto cotto, crudo e formaggio e da altre parti (es. torino) specificano prosciutto di Parma dop, cotto senza polifosfati, glutine etc, e parmigiano reggiano dop… nel secondo caso sarei anche disposto a spendere un po’ di più…

  4. Dateci Jamie Oliver, di quel che mangiano i nostri figli nelle mense scolastiche non interessa a nessuno

    hai perfettamente ragione, ma se il sindaco mi dice: “Facciamo come Torino e Reggio Emilia” è ovvio che le prime città con cui mi confronto sono quelle. Una volta che mi son reso conto che la mia non è confrontabile con quegli esempi e che il Sindaco ha detto una sciocchezza vado a vedere nelle città limitrofe…

  5. Dateci Jamie Oliver, di quel che mangiano i nostri figli nelle mense scolastiche non interessa a nessuno

    No, purtroppo non scherzano affatto… infatti i genitori sono imbufaliti…

  6. Attenzione rischio flame: "Cutuleta" vs. "Fiorentina"

    Personalmente la chianina la preferisco per fare il peposo, il brasato e simili… per la fiorentina vado sulla piemontese o l’emiliana. Non esiste senza filetto… non diciamo bischerate… la “fiorentina per una persona” ovvero una braciolina da 400 o 500 gr è una follia dalla quale fuggire. Bistecca per me è da min 1 Kg, ma minimo minimo…

  7. La migliore rivista di cucina del 2011

    Mi sono quasi completamente disintossicato dalle riviste… rimango abbonato al meglio di sale & pepe, bimestrale, formato comodo.
    In compenso nella sede di amazon credo che abbiano una mia foto con targa celebrativa dalla quantità di libri che ho acquistato…

  8. Vallè: Non ho nulla contro la margarina e i foodblog purchè i due fenomeni non si presentino contemporaneamente

    A me sinceramente piace poco l’ingerenza in genere degli sponsor tra i foodblogger… porta spesso a risultati di ben poco valore… (il NewYork Cheese Cake ne è un esempio, appunto)… mi sono un po’ rotto di questa moda dello sponsor nel blog.. per cui il o la foodblogger di turno pubblica ricette di una banalità (concettuale e pratica) disarmanti solo per giustificare la foto con la cocotte, il coltello, il robot, l’affettatrice o quant’altro in primissimo piano in modo da leggerne bene il nome… Voglio dire.. se ti piace cucinare, sai scrivere e ti appassiona, fatti il blog, ottimo ! se avrai migliaia di fans ne farai un libro e ci guadagnerai pure, ma l’uso subdolo della ricetta per far pubblicità è una cosa che non sopporto… quando lo vedo smetto immediatamente di seguirlo, mi sento preso in giro.

  9. Il kebab hon ha nulla a che vedere con Forte dei Marmi

    Non si tratta di luoghi comuni, ognuno fa il prezzo che vuole e se vende buon per lui, qui si tratta di cercare di dare un “tono” ad un posto, evitando che ci siano kebabbari che ammorbano l’aria, fast food frequentati da giovincelli di passaggio che lascian cartacce e via così… tutto questo portando come motivazione una sacra territorialità che Forte dei Marmi ha svenduto un sacco di tempo fa. Lo fecero anche con le case, prima hanno venduto a prezzi stratosferici al metro quadro e poi si son scandalizzati che in paese non c’erano più residenti del luogo, tutti “emigrati” all’interno. Stiamo parlando di un posto dove il costo medio di ombrellone + 2 sdraio è di 55 euro al giorno. Nessuna visione mistica, i negozi con scarpe da 3000 euro, con all’interno la russa con gambe di 2 metri che le compra, ci sono te lo garantisco, ma, ripeto, fanno benissimo a vendere a quelle cifre se hanno i clienti. E’ lo spacciare quest’operazione come se fosse una sorta di crociata dell’italianità (anzi, della località) che mi manda in bestia. Quante trattorie con i tordelli, gli spaghetti con l’arselle e le zuppe frantoiane apriranno mai a forte dei marmi ? poche poche, ma l’importante è esser sicuri che non apra un kebabbaro (e mi chiedo io come diavolo faccia a permettersi di pagare l’affitto di un fondo a forte dei marmi…)

  10. Il kebab hon ha nulla a che vedere con Forte dei Marmi

    Una piccola località è turistica perchè, oltre a quello che offre la natura e l’architettura c’è la gente del luogo che la rende tale, perchè ci sono i ristorantini tipici e perchè la gente è felice che tu vada a spender soldi lì e ti tratta in modo piacevole e amichevole. In una piccola località turistica i kebab fanno fatica ad aprire non perchè non ce li vogliano, ma perchè è difficile che trovino un fondo disponibile. A forte dei marmi quando entri in un bar e chiedi una bottiglietta d’acqua, non solo te la fanno pagare quanto un calice di sassicaia, ma ti trattano e ti guardano come se ti stessero facendo un piacere.

  11. Il kebab hon ha nulla a che vedere con Forte dei Marmi

    Forte dei Marmi non ha niente a che vedere con la territorialità e la veracità versiliese di cui parla il piccolo uomo che ricopre il ruolo di sindaco. Qual’è la millantata cultura del luogo del Forte ? Se ne sono perse le tracce da decenni. Che si tengano i russi… ero piccolo quando vidi Gullit entrare dal panettiere ed essere apostrofato con un “via via che è già passato un tuo amico 10 minuti fa”… posto ridicolo dove a prezzi inverosimili non rispondono i servizi che uno si aspetterebbe. Personalmente, kebab o meno, me ne tengo alla larga.

  12. Firenze low-cost: 10 indirizzi per mangiare con 25 euro

    straquoto

  13. Voi che i bambini vi rovinano l'atmosfera al ristorante non siete altro che bambini cresciuti

    concordo completamente… direi che l’ultima frase del tuo intervento condensi il succo della discussione in tre parole: buonsenso, preparazione e cultura. Ne aggiungo una quarta che compare poco sopra: educazione.

  14. Voi che i bambini vi rovinano l'atmosfera al ristorante non siete altro che bambini cresciuti

    @gianluca: quindi le soluzioni sono due secondo te ? O il bimbo sta a tavola esattamente come starebbe un adulto, quindi composto e non invadente per il tempo necessario alla conclusione delle cena, oppure non lo porto al ristorante ? perchè se non può giocare e divertirsi (sto parlando di un minimo eh, vedi miei commenti precedenti) la conclusione è quella… con i pastelli si gioca in altri posti, a tavola si mangia. Vero. A casa però… dove vai a tavola quando è pronto e dove non passano le mezz’ore tra una portata e l’altra. Al ristorante si tratta di venire incontro anche alle sue esigenze. Se vado al ristorante e si annoia e me lo fa notare cosa devo fare ? “zitto e non rompere” ? altrimenti ? schiaffoni ? Forse la soluzione unica per te è che chi ha figli se ne stia a casa, se proprio vuole andare al ristorante prenda una tata per i figli o li porti ai nonni… altrimenti, invece di dissentire e basta illuminaci su quale sarebbe il corretto comportamento da tenere con dei bambini al ristorante…

  15. Voi che i bambini vi rovinano l'atmosfera al ristorante non siete altro che bambini cresciuti

    Un bambino, soprattutto se piccolo, per non annoiarsi deve giocare… che non vuol dire portarsi le bambole o i gormiti a tavola ma vuol dire divertirsi, scoprire, interessarsi… non posso sperare che mia figlia si intrighi perchè ha nel piatto il dodo in tre cotture, con contorno di felci dell’amazzonia stufate per 8 ore in un brunello del 1370… ma posso fare in modo che passi il tempo tra una portata e l’altra in modo divertente, che non le pesi dover stare lì. Giocare un po’ con il proprio figlio, aiutarlo a colorare un piccolo disegno, o raccontare una storia, questo credo che intendesse jade con giocare a tavola. Si tratta di trovare un equilibrio tra il “come si sta a tavola” il “non rompiamo gli zebedei al prossimo” e il “mi godo cibo e luogo dove sono a cena”… Anche perchè se un bimbo impara che al ristorante ci si annoia, non vorrà mai andarci andrà sempre peggio…

  16. Voi che i bambini vi rovinano l'atmosfera al ristorante non siete altro che bambini cresciuti

    io non sono contro le psp e simili a prescindere (quando posso la playstation la uso tutt’ora), anzi, sinceramente tra il nintendo, o i giochi dell’ipad e la televisione, preferisco che la bimba passi un po’ di tempo a giocare che a subire passivamente cartoni e pubblicità. Ma a tavola no, significa “stai lì e non rompere”, cercare di fare finta che non ci sia… mi sembra che quei genitori vivano il figlio come un ingombro… è triste…

  17. Voi che i bambini vi rovinano l'atmosfera al ristorante non siete altro che bambini cresciuti

    Si tratta di educazione, dei genitori… un bimbo di tre anni (e lo dico per esperienza personale) fatica a stare al tavolino per 2 o 3 ore al ristorante, men che mai in silenzio. Se l’obiettivo è lì, fermo, zitto e buono il risultato non sarà che l’esplosione a un certo punto della serata. Basta avere l’accortezza, ogni tanto di farlo un pochino svagare… due passi fuori, un po’ di considerazione, qualche piccolo gioco etc… Sono contrario a nintendi o addirittura a dvd portatili al ristorante, ma se il bimbo lo si coinvolge e lo si prende in considerazione, si riesce in qualche maniera a disinnescarlo. Se si tratta invece di lasciarlo allo stato brado e permettergli di fare quel che gli pare in tutta la sala, beh, converrete con me, mica è colpa sua… Andiamo spesso al ristorante con mia figlia e so esattamente qual’è la causa che scatena i bimbi: la noia. Se i genitori riescono a non far annoiare il pargolo, quest’ultimo non causerà nessun fastidio eccessivo… almeno questa è la mia esperienza… Non si può pensare di andare al ristorante e fare come se il figlio non ci fosse… La cosa più odiosa non è il bimbo che fa confusione, ma il genitore che, una volta che gli è stato fatto notare che forse bisognerebbe richiamare un pochino all’ordine il piccolo, risponde con un “ma è un bimbo…”

  18. Il ristorante galleggiante che vi manda a fondo: 350 euro al kg per un'aragosta!

    Scusate l’ignoranza eh… ma l’esposizione dei prezzi (siano su menù o da qualche altra parte) non è obbligatoria per legge ? Posso accettare che il menù mi venga raccontato a voce alla casa del popolo di lamporecchio, ma in un posto dove spendo quelle cifre, fare in modo che il cliente non sappia i prezzi (e mi sorge il dubbio che a quel punto il titolare li “regoli” a seconda di clienti e incassi di giornata) mi sembra quanto meno una cosa disonesta.

  19. Se questo è un semplice ragù alla napoletana, io sono Sofia Loren

    Io a volte faccio il ragù napoletano e anche se in alcuni ingredienti e alcuni passaggi si discosta (a volte anche di molto) da quello di Riccardo (appena appena maniacale nella preparazione), le ore che impiego sono comunque moltissime… intorno alle 8 ore. La cottura è lentissima, il sugo, dicono a napoli, deve “pippiare”, cioè deve sobbollire lentissimamente.