di Susanna Danieli 28 Marzo 2021
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Dice il saggio: “L’acqua è l’essenza dell’idratazione, e l’idratazione è l’essenza della bellezza” (per la serie: le grandi citazioni). Bere tanta acqua è la regola numero uno per star bene, certo. Ma è altrettanto importante eliminare le tossine e i liquidi in eccesso, causa di malattie o fastidiosi inestetismi. I cibi diuretici naturali possono darci una mano in più grazie alle loro proprietà drenanti e disintossicanti. Ecco quali sono: tarassaco, betulla, biancospino, ginepro, ananas, tè verde, caffè, verga d’oro, ortica, equiseto, pilosella, prezzemolo, carciofo, asparagi e tutti i vegetali ricchi di acqua.

L’aggettivo “diuretico” sta a indicare la proprietà di un alimento o farmaco in grado di stimolare la diuresi, ovvero l’escrezione di urina. I diuretici agiscono aumentando la velocità del flusso urinario e l’espulsione di sodio dall’organismo. Il loro impiego è indicato nel trattamento della ritenzione idrica, alla cui origine possono esservi disfunzioni renali o cardiache, ipertensione e problemi alla circolazione. Più spesso però la sua comparsa è dovuta a uno stile di vita poco sano: in questo caso, includere diuretici naturali nella dieta può essere un buon punto di partenza per migliorarsi, dentro e fuori.

Cerchiamo di capire prima di tutto quali sono le loro caratteristiche generali e i comportamenti corretti per ridurre la ritenzione idrica. Poi, uno per uno, scopriamo insieme quali sono i cibi diuretici naturali e le loro proprietà.

Diuretici naturali e ritenzione idrica

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Piante officinali, radici, semi, bacche, fiori: la natura ci regala una gamma ampia e davvero multiforme per aiutarci a eliminare questi maledetti liquidi in eccesso. In cucina poi la lista si allunga, e lo stesso alimento può essere assunto sotto forma di infuso, decotto, estratto, frullato, polvere, insalata, macedonia, cottura al vapore e gocce nel caso dei rimedi fitoterapici. Ma da cosa è determinato l’effetto diuretico di un alimento? Ecco alcune linee guida:

  • Elevato contenuto di acqua
  • Presenza di caffeina: ad alte dosi l’alcaloide agisce sull’attività di filtrazione dei reni
  • Elevato contenuto di potassio: oligoelemento essenziale che promuove diuresi e natriuresi (espulsione di sodio)
  • Presenza di vitamine C e B6: svolgono azione antiossidante e di regolazione dell’equilibrio dei fluidi

Ok, e per quanto riguarda la ritenzione idrica? Questa può essere dovuta a disturbi pregressi o fattori genetici, ma c’è da dire che lo stile di vita c’entra parecchio. Sedentarietà, alimentazione ricca di sale e zuccheri semplici, scarsa idratazione, fumo e consumo di alcol sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono alla ritenzione dei fluidi. E poi non lamentiamoci di gonfiori, cuscinetti e della temutissima parola con la C (-ellulite), incubo specialmente femminile che non fa sconti di età, forma e peso corporeo. Ecco qualche consiglio utile per ridurne l’impatto:

  • Attività fisica: aumenta il flusso di sangue nei tessuti e l’espulsione di tossine tramite sudorazione
  • Idratazione: essere disidratati è pericoloso (specialmente durante la stagione calda) e può aumentare il rischio di ristagno dei liquidi
  • Ridotto consumo di sale: il sodio trattiene acqua e può causare ritenzione
  • Assunzione di magnesio: l’elettrolita aiuta a regolare il bilanciamento dei fluidi

Queste le linee guida, tenendo presente che ognuno di noi ha necessità, caratteristiche fisiche e metabolismi diversi. Per questo motivo, prima di assumere preparati o integratori diuretici consigliamo caldamente di consultare il medico.

Tarassaco

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Il dente di leone che “sbrana” la ritenzione idrica? È il Taraxacum officinale, pianta delle Asteraceae le cui virtù medicamentose sono note fin dall’antichità. Protagonista della tavola primaverile con la torta erbette e riso di Pasquetta o nel mazzetto di preboggiòn che riempie i pansoti tipici liguri, il tarassaco è anche un potente diuretico naturale. In particolare vengono usate foglie e radici, i cui princìpi attivi sono attribuiti a sali di potassio, flavonoidi e lattoni sesquiterpenici. Da consumare sotto forma di infusi e tisane, estratto e tintura madre.

Betulla

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L’alfa e omega della dieta anticellulite è proprio come ce la immaginiamo: candida, snella e altissima. In una parola, la betulla. Albero tipico delle zone temperate, la betulla è conosciuta per le proprietà drenanti, antisettiche e antinfiammatorie. In erboristeria la troviamo sotto forma di foglie, gemme e corteccia ricche di quercetina, flavonoide altamente antiossidante e responsabile dell’effetto diuretico. Da assumere in infuso, tintura madre ed estratto idroalcolico.

Ortica

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Ahia… dice la ritenzione idrica. Sarà anche la più pungente tra le piante infestanti, ma l’ortica nasconde numerosissimi usi e benefici in ambito terapeutico, tessile e culinario (per chi se lo fosse perso, qui vi spieghiamo come cucinare con le ortiche). L’ortica è ricca di ferro, acido folico e clorofilla e vanta proprietà antianemiche, emostatiche e disintossicanti. Le foglie in particolare sono usate a fini diuretici e per il trattamento di artrite, reumatismi e dolori muscolari. Si consumano bollite in decotto (e se vi avanzano, perché no, in risotto!).

Caffè

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L’azione diuretica e antiossidante della caffeina ha una sola condizione: la non-assuefazione. E qui le cose si complicano per noi italiani, abituati a tazzine di caffè che si accumulano nel corso della giornata. In pratica, è stato dimostrato che sì, alte dosi di caffeina (250-300 mg) contribuiscono in modo efficace alla diuresi: tuttavia, lo stesso effetto è assai minore per chi ha sviluppato un’alta tolleranza alla bevanda. E voi ce la fareste a rinunciare al caffè quotidiano in cambio di un cheat day ogni due-tre settimane in cui ci date giù a secchiate? Noi abbiamo forti dubbi ma, qualora il caffè diventasse un rito pressoché esclusivo, ecco una lista dei migliori da comprare online

Tè verde

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Anche il tè verde, in particolare matcha e bancha, ha effetti diuretici sull’organismo. Il principio attivo responsabile è sempre la caffeina, chiaramente in misura minore rispetto al caffè e con lo stesso meccanismo di tolleranza e assuefazione. In cambio però il tè verde porta con sé ulteriori benefici: è ricco di clorofilla, polifenoli antiossidanti e l’amminoacido L-teanina addetto alla produzione di serotonina e dopamina che aiutano buon umore, memoria e concentrazione. Bere tè verde dunque è sempre una buona idea, ma bisogna saperlo fare: ecco come si prepara il tè matcha.

Biancospino

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L’amico del cuore? Cercatelo nel biancospino, arbusto della famiglia delle Rosaceae di cui si consumano foglie, fiori e bacche, piccole drupe rosse dalla consistenza farinosa. Sono note in particolare le sue proprietà ipotensive, vasodilatatrici e cardioprotettive che lo rendono un vero e proprio alleato del benessere cardiaco. Recenti studi ne hanno dimostrato l’effetto diuretico e di regolarizzazione dei fluidi: per contrastare la ritenzione idrica usatelo sotto forma di tè.

Equiseto

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Anche detto “coda cavallina”, l’equiseto è l’unico rappresentante rimasto di una famiglia antichissima, le Equisetaceae. Si presenta come una felce con fusto e cresce spontaneamente senza fiori e semi perché, curiosamente, si riproduce grazie alle spore. Insomma, un vero outsider naturale che allo stesso tempo ci regala una miriade di proprietà. Ricchissimo di silice e sali minerali, è un potente diuretico e mineralizzante soprattutto a beneficio di ossa, unghie e capelli. Aiuta a eliminare le scorie metaboliche, a proteggere i capillari e cicatrizzare i tessuti, smagliature comprese. Da scoprire tramite infusi home made.

Pilosella

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Altro che stella alpina: il genus pilosella è il vero protagonista delle montagne italiane, con più di un centinaio di specie diverse distribuite sull’arco alpino. Questo nutrito gruppo di piante a fiore delle Asteraceae possiede note proprietà diuretiche e antibiotiche con azione specifica sulle vie urinarie. L’uso fitoterapico è consigliato contro ipertensione, cistite e cellulite da consumare in decotto, estratto secco e tintura madre.

Ginepro

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Dal gin artigianale all’arrosto della domenica, il ginepro è protagonista a tavola e nel bicchiere. Da oggi sapete anche che, oltre ai ben noti effetti antireumatici e antisettici, stimola la diuresi. L’infuso di bacche di ginepro in acqua bollente può aiutare a eliminare i liquidi in eccesso: ciò non vale, purtroppo, sotto forma di distillato (sigh!).

Verga d’oro

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Solidago virgaurea potrebbe essere tranquillamente il nome di una bacchetta magica: letteralmente “il ramoscello d’oro che guarisce tutto”, questa pianta fa fede al suo nome. La verga d’oro fa parte delle Asteraceae e vanta proprietà diuretiche, astringenti, antinfiammatorie, decongestionanti corredate da princìpi attivi quali saponine, flavonoidi, mucillagini e tannini. Le foglie che crescono sulla sommità vengono usate per decotti, infusi e sciroppi.

Prezzemolo

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Toh, sempre in mezzo! E meno male perché il prezzemolo, oltre agli innumerevoli usi in cucina, svolge un’importante azione diuretica e di regolazione della pressione. Il modo migliore per mangiarlo è sicuramente crudo, con tutti i benefici di vitamina C, betacarotene e potassio, quest’ultimo il vero responsabile dell’espulsione dei liquidi in eccesso. Spargetelo un po’ ovunque, lui di certo non disdegna.

Carciofo

Carciofo spinoso di Menfi

L’ortaggio primaverile più versatile e gustoso è anche un ottimo diuretico naturale. Il carciofo stimola la funzionalità epatica e renale, contrasta ipercolesterolemia e ipertensione e migliora i processi digestivi e della diuresi. La sua arma numero uno è il potassio, seguita a ruota dalle fibre e da un buon contenuto di acqua. Per un effetto davvero salutare è bene limitare la cottura al minimo: gustate i carciofi crudi o al vapore – ma vi lasciamo una lista di ricette per valorizzarli che non si sa mai.

Ananas

ananas

Siamo abituati a gustarlo a fette o in preparazioni dolci dal sapore esotico come la crema di ananas con riso rosso e papaya (MAI sulla pizza!). Eppure dell’ananas si consuma il gambo, almeno per quanto concerne l’effetto anti ritenzione idrica. Il principio attivo protagonista è la bromelina, sostanza decongestionante che stimola il drenaggio dei focolai infiammatori utile contro edema, lividi e cellulite. Inoltre, i suoi acidi organici hanno azione drenante e diuretica. Il gambo di ananas viene di solito somministrato sotto forma di estratto secco in capsule o preparati per bibite. Giusto per, ricordiamo che il frutto è comunque un’ottima fonte di potassio, manganese, vitamina C e betacarotene: tutto da mangiare quest’ananas (ma, ribadiamo, MAI sulla pizza!).

Asparagi

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L’asparagina non è solo una (deliziosa) specie di turione selvatico per fare la frittata. Si tratta infatti della sostanza responsabile, insieme al potassio, dell’azione diuretica degli asparagi, ortaggi primaverili per eccellenza di stagione a marzo e aprile. D’altronde ce ne accorgiamo subito delle tossine espulse dopo una mangiata di asparagi: ma non soffermiamoci su certi dettagli. Pensiamo piuttosto a tutti i modi in cui possiamo gustarli: ad esempio con una delicata crema di asparagi selvatici e fave, aka la primavera (diuretica) nel piatto.

Vegetali ricchi di acqua

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Ça va sans dire, l’acqua è una componente fondamentale per determinare l’azione diuretica di un alimento. Cetriolo, anguria, peperone, finocchio, lattuga, melone e sedano rientrano tutti nel novero di frutta e ortaggi costituiti prevalentemente da acqua insieme a tante fibre, vitamine e sali minerali ideali per depurare e idratare l’organismo. Consumateli secondo stagione e preferibilmente a crudo, specialmente nel caso di peperoni e sedano. E se volete un effetto ancora più idratante, abbinateli all’acqua detox insieme a spezie ed erbe aromatiche.

 

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