di Chiara Cajelli 3 Febbraio 2020
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Scopriamo un po’ i carciofi, le 12 varietà da assaggiare senza dubbio: dal carciofo romanesco, al precoce di Chioggia, allo spinoso sardo. Tutti buonissimi!

Prima di entrare nel vivo della questione, vi tentiamo con una bella serie di proposte per cucinare i carciofi in maniera appetitosa: non riuscirete a resistere.

Carciofo romanesco

Il carciofo romanesco è antico e forse il più celebre di tutti, legato anche alla tradizione culinaria giudaico-romanesca. Ne è un esempio il carciofo alla giudia, una pietanza elegante, semplice e meravigliosa da servire.

Carciofo di Castellammare

Il carciofo di Castellammare è conosciuto come carciofo di Schito, che è l’effettiva frazione da cui proviene. La particolarità di questo carciofo è il fatto che le prime infiorescenze sono protette con terracotta, per proteggerle dal sole: ecco perché ha un colore chiaro, anche rossastro, molto particolare ed è presidio Slow Food.

Carciofo spinoso sardo

Dolce, tenero, profumato: il carciofo sardo è detto spinoso per la presenza di punte sulle foglie. Questa varietà è sicuramente tra le più adatte al consumo da crudo.

Carciofo di Pertosa

Il carciofo bianco di Pertosa è chiamato anche del basso Tanagro, che è la zona della Campania attraversata dall’omonimo fiume. Il colore è molto chiaro, quasi argentato, e ha foglie molto tenere.

Carciofo di Menfi

Il carciofo di Menfi è una varietà del carciofo spinoso della Sicilia, per questo motivo è chiamato anche spinello. Ha una consistenza quasi legnosa e, per questo motivo, è generalmente consumato prevalentemente sott’olio.

Carciofo di Sant’Erasmo

Quello di Sant’Erasmo è una varietà di carciofo veneta. In questa stupenda regione, gli articiochi (“carciofi”, nome che richiama la radice inglese artichokes). All’aspetto è inconfondibile, dato che ricorda un tulipano viola scuro.

Carciofo di Perinaldo

Anche il carciofo di Perinaldo è presidio Slow Food: varietà ligure che importata dalla Provenza, si narra da Napoleone Bonaparte in persona.

Carciofo di Paestum

Il Carciofo di Paestum (o carciofo tondo) è un IGP appartenente alla varietà dei romaneschi. Non ha spine ed è uno dei carciofi più apprezzati data la tenerezza delle foglie.

Carciofo di Toscana

I carciofo di Toscane è una varietà violetta, di inconfondibile forma ovoidale e con foglie superficiali scure (e dure) fuori e bianche (e tenere) verso il cuore.

Carciofo di Sicilia

Il cavolo di Sicilia o violetto di Sicilia ha moltissimi nomi a seconda della zona sicula di provenienza. Lo si riconosce perché l’estremità delle foglie tende al color violetto anche acceso.

Carciofo precoce di Chioggia

Il precoce di Chioggia è una varietà di carciofo proveniente dal Veneto, come il carciofo di Sant’Erasmo. Simile al romanesco, è riconoscibile per una sommità bombata e per la bontà in versione fritta.

Carciofini della laguna veneta

Il carciofino della laguna è chiamato anche Castraure, che significa “potatura”: si tratta, infatti, di carciofini della prima fioritura.